Fiume. Rientri anticipati e boom di disdette

Gran parte dei turisti italiani e austriaci sono già ripartiti

L’aumento dei contagi rischia di ripercuotersi pesantemente sulle presenze

Dopo che il Ministero degli Esteri austriaco alcuni giorni fa aveva raccomandato ai suoi cittadini di non recarsi in Croazia a causa del rischio di contagio da coronavirus, nonché chiesto a quelli che vi soggiornano di fare rientro entro la giornata di ieri, tra i diretti interessati è scattato il campanello d’allarme. C’è chi ha deciso di disdire le proprie vacanze, chi ha fatto rientro a casa con qualche giorno d’anticipo, altri invece hanno fatto i bagagli dopo soltanto qualche giorno di ferie.
Occhi puntati sulla Germania

Traffico scorrevole sul ponte di Veglia

L’isola di Veglia è da sempre una delle destinazioni preferite sia dei turisti austriaci che italiani. Ora invece gli operatori turistici si ritrovano a dover fare i conti con una raffica di cancellazioni delle prenotazioni. Ce lo confermano anche presso il campeggio di Oštro (baia Scott), dove soltanto nel corso della giornata di domenica scorsa circa 150 turisti hanno lasciato la struttura anticipando il loro rientro. Al momento non ci sono ospiti italiani. La maggior parte degli ospiti arriva da Germania, Slovenia e Repubblica Ceca. Paesi dove la raccomandazione di evitare la Croazia non è ancora in vigore. Sembrerebbe però ancora per poco. Infatti, nel campeggio Pušća vicino a Castelmuschio, veniamo a sapere che alcuni turisti tedeschi, ben informati, sono certi che probabilmente a breve anche la Germania applicherà la stessa ordinanza del governo austriaco. Alla reception ci informano che tutti gli ospiti austriaci hanno abbandonato il campeggio già domenica, in quanto chi rientra appena nel corso della giornata odierna avrà l’obbligo di andare in autoisolamento. Boom di disdette anche per quanto riguarda gli ospiti del Belpaese, dopo che è stato imposto il tampone per chi rientra dalla Croazia.
Una stagione da dimenticare
Sul ponte di Veglia il traffico è scorrevole sebbene, calendario alla mano, siamo nel periodo di punta. Transitano solo macchine con targhe croate e più raramente si vede qualche slovena e tedesca. Il nostro giro prosegue all’hotel Mediteran di Castelmuschio dove il receptionist ci informa che, arrivati a questo punto, la stagione turistica 2020 è da archiviare al più presto. L’albergo può ospitare fino a 700 ospiti, ma al momento ne conta 170, il che la dice lunga sul crollo delle presenze. Tantissimi ospiti abituali che vengono ogni anno, hanno disdetto l’arrivo già due settimane fa, non appena è iniziato ad aumentare il numero dei casi di contagio in Croazia. Altri se ne sono andati invece lo scorso fine settimana. Chiaramente, ora è difficile contare su nuovi arrivi dall’Austria e dall’Italia.
«State sottovalutando il virus»

Cesare è arrivato da Trieste

Davanti all’hotel troviamo Cesare, residente a Trieste, che assieme a sua moglie trascorre le vacanze in giro per la Croazia. “Siamo qui da una settimana e vi rimarremo ancora altre due o poco più. Appena rientrati dovremo sottoporci al tampone. Non abbiamo ancora prenotato il test perché non sappiamo esattamente la data del rientro. In Croazia, a differenza dell’Italia, mi sembra che le persone non prendano troppo sul serio il problema del virus. Ho sentito che con la riapertura dei confini i contagi sono aumentati molto rapidamente. Ad ogni modo, io e mia moglie siamo molto prudenti e stiamo evitando luoghi dove ci sono assembramenti. Infatti, ci stiamo avviando verso i laghi di Plitvice. Ho visto che le previsioni del tempo non sono buone e quindi ci auguriamo che ci sia poca gente”, ci rivela l’ospite triestino.

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