Scuola. Sicurezza obiettivo di fondo

In autunno non si esclude l’introduzione dell’obbligo delle mascherine all’aperto

Il ministro degli Interni, Davor Božinović

L’estate è tutt’altro che finita, ma già si sta pensando anche in Croazia a come affrontare l’autunno, quando molti temono che vi possa essere una recrudescenza della pandemia. Una delle ipotesi che circolano in questi giorni è che possa essere introdotto l’obbligo di indossare la mascherina pure all’aperto. Il ministro degli Interni e responsabile della Task force della Protezione civile nazionale, Davor Božinović, ha sottolineato però che nessuna decisione è stata ancora presa. In altri termini, tutto dipenderà dall’evolversi della situazione epidemiologica.
Secondo gli analisti, prima di imporre nuove misure che possano essere viste come lesive delle libertà individuali, la Task force attende il responso della Coste costituzionale in merito alla costituzionalità delle modifiche alla Legge sulla tutela della popolazione dalle malattie infettive. Non mancano infatti coloro che sostengono che tali modifiche hanno permesso alla Task force di imporre provvedimenti che limitano i diritti e le libertà costituzionali. A questo punto per evitare che le decisioni dell’unità di crisi della Protezione civile vengano contestate dall’ottica giuridica, la cosa migliore da farsi appare evidentemente quella di attendere il giudizio dei giudici. Non va dimenticato a questo proposito che anche il Presidente Zoran Milanović in alcune occasioni ha sollevato obiezioni sulla copertura formale dell’operato della Task force, lasciando intendere che sarebbe il caso di proclamare anche formalmente lo stato d’emergenza per evitare che l’unità di crisi venga considerata da qualcuno alla stregua di un organismo parastatale dalle competenze non ben definite. Nel caso in cui la Corte costituzionale dovesse confermare la piena legittimità della Task force a deliberare anche su questioni delicate che riguardano i diritti fondamentali e la loro limitazione al fine di prevenire la diffusione del Covid-19, è lecito attendersi una stretta, in primo luogo per quanto riguarda l’uso della mascherina. “Appare arduo prevedere l’andamento della curva del contagio, ma le tendenze sono importanti: noi faremo in modo che si vada nella direzione di una diminuzione del numero dei nuovi contagiati”, ha dichiarato in questo contesto il ministro Davor Božinović.
In questo momento però tutto appare subordinato agli interessi del turismo, come del resto nei mesi scorsi. “Noi abbiamo preso sempre le decisioni che erano le più indicate in un determinato momento. Grazie a questo approccio abbiamo conseguito nella prima fase dei risultati che hanno permesso alla Croazia di emergere quale Paese sicuro dall’ottica del turismo. E i dati sulle presenze dei vacanzieri rappresentano la migliore conferma di questo”, ha evidenziato Davor Božinović.
Una seria ipoteca sull’andamento della parte finale della stagione estiva è stata però posta dalla decisione delle autorità austriache di imporre a partire da oggi il tampone per chi rientra dalle vacanze in Croazia. A questa delibera si ricollega anche la raccomandazione del governo di Vienna ai propri cittadini a non recarsi in ferie sull’Adriatico orientale croato. A questo proposito il ministro Davor Božinović ha puntualizzato che Zagabria è in contatto con le autorità austriache con l’obiettivo di fare presente che la situazione epidemiologica non è la stessa in tutte le aree del Paese. Anzi è molto favorevole proprio nelle Regioni in cui trascorre le vacanze il grosso dei turisti austriaci. “Il governo di Vienna è al corrente della situazione. Se terrà conto o meno dei dati di fatto, ebbene questo rientra nelle sue prerogative sovrane”, ha sentenziato Davor Božinović.
Il ministro ha fatto presente in quest’ambito che fin dall’inizio della stagione turistica si scontrano gli interessi contrastanti dei Paesi da cui giungono i turisti e di quelli in cui arrivano. “Gli interessi chiaramente non sono gli stessi. Ogni Paese cerca con determinate misure di scoraggiare i suoi cittadini dallo spendere soldi all’estero. La Croazia è comunque riuscita nel suo intento di accogliere molti vacanzieri e ancor oggi nelle località turistiche soggiornano parecchi più vacanzieri di quanti ci saremmo aspettati all’inizio della stagione”, è stata la valutazione del vicepresidente del governo.
Si avvicina a grandi passi il nuovo anno scolastico, ma le incognite restano ancora molte. Oggi dovrebbe riunirsi la Task force di esperti del Ministero della Scienza e dell’Istruzione, nominata dal ministro Radovan Fuchs, per proporre le modalità di ripresa delle lezioni. Molto dipenderà anche dagli spazi a disposizione nelle scuole. Là dove finora le lezioni si sono svolte in un unico turno non è escluso che venga introdotto anche un secondo turno, per evitare che troppi alunni siano presenti a scuola in contemporanea. Appare arduo fare previsioni. La tendenza a livello europeo è di fare sì che i bambini sotto i dieci anni si rechino comunque in classe, perché a quell’età appare più difficile la trasmissione del virus. Per gli altri non è escluso che si possa ricorrere all’insegnamento a distanza. Ma è tutto ancora da vedersi.

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