Fiume. Le istituzioni CNI si presentano a Bradanini

Il nuovo Console generale d’Italia accolto a Palazzo Modello dai rappresentanti dell’Unione Italiana, della CI, delle scuole e delle altre realtà della minoranza

L’incontro a Palazzo Modello con il nuovo Console generale d’Italia a Fiume, Davide Bradanini. Foto: Željko Jerneić

La Comunità Nazionale Italiana ha dato il benvenuto al nuovo Console Generale d’Italia, Davide Bradanini. I rappresentanti delle istituzioni della CNI con sede a Fiume hanno accolto il Console generale a Palazzo Modello, sede della Comunità degli Italiani di Fiume, dove hanno fatto il punto su quella che è la storia dell’italianità di queste terre, fra tradizioni da conservare e sfide per il futuro.
Ad aprire l’incontro è stata la padrona di casa, Melita Sciucca, presidente della Comunità, la quale, dopo aver salutato Bradanini e avergli dato il benvenuto, ha presentato i vari esponenti delle istituzioni, per soffermarsi poi su tutte le attività di cui si occupa tradizionalmente il sodalizio. Dai cori, alla ceramica, passando per le filodrammatiche, la mandolinistica, i minicantanti e gli altri gruppi che fanno attività in Comunità, senza dimenticare il gruppo di Carnevale, con la sfilata che è ormai alle porte.
“Ci siamo riuniti qui per farle vedere un po’ tutto quello che c’è a Fiume. Per raccontarle chi siamo e cosa facciamo e per augurarle buon lavoro”, ha affermato Melita Sciucca, la quale si è premurata di non parlare troppo dei problemi della CNI: “Ci sarà tempo e modo per affrontare questi argomenti, oggi soltanto cose belle”, ha concluso la presidente.
Progetti di primo piano
Dei programmi che esulano dalle attività ordinarie ha parlato il presidente dell’Assemblea della CI, Moreno Vrancich, con particolare riferimento al progetto delle tabelle con gli odonimi storici, che danno a tutti quelli che passano per il centro di Fiume la possibilità di vedere l’importanza che la cultura italiana ha avuto in città nel corso della storia, specie durante il periodo austroungarico, in quanto su 31 vie prese in esame 30 presentano nomi italiani anche durante l’amministrazione ungherese. Moreno Vrancich ha poi parlato anche dell’Archivio della memoria, il progetto di videointerviste ai membri più anziani della CI, come pure dell’iniziativa per la traduzione del libro di Giovanni Stelli, Storia di Fiume, che dovrebbe venire pubblicato in croato nel corso del 2020. Infine, un accenno al problema dell’affitto di Palazzo Modello, che secondo Vrancich la Comunità non dovrebbe pagare.
Si è passati al mondo delle scuole, dove il punto della situazione è stato fatto dalla Consulente superiore per la minoranza nazionale italiana presso l’Agenzia per l’educazione e la formazione, Patrizia Pitacco. “La parte buona è che ci siano. Nonostante tutto quello che accade, noi continuiamo a essere qui, a fare il nostro lavoro e a produrre. Ogni anno molti ragazzi frequentano le nostre scuole e lo fanno con una mentalità aperta e questa è la cosa più positiva. Poi che ci siano dei problemi è normale, come il fatto che ad ogni riforma scolastica dobbiamo nuovamente spigare al Ministero che esistiamo, chi siamo e quali siano le nostre necessità, ma ormai ci siamo quasi abituati”, ha affermato Patrizia Pitacco.
Un’occasione persa
Al suo discorso si è ricollegata anche Corinna Gerbaz Giuliano, capo del Dipartimento di Italianistica dell’Università di Fiume, la quale ha parlato dell’importanza della verticale in lingua italiana e di come il Dipartimento contribuisca a formare i giovani per prepararli al mondo del lavoro. Durante il suo intervento è emerso anche il tema di Fiume Capitale europea della Cultura. In questo contesto la capodipartimento ha spiegato che chi gestisce il progetto non ha saputo riconoscere la bontà delle iniziative proposte dal Dipartimento, ma neppure quelle della CNI in generale. “Hanno respinto il nostro progetto, ma noi lo realizzeremo comunque”, ha ribadito Corinna Gerbaz Giuliano.
Maurizio Tremul, presidente dell’Unione Italiana, ha spiegato come a fare i conti con questa situazione siano state un po’ tutte le istituzioni della CNI. “Il titolo di Capitale europea della Cultura si è rilevato una grande occasione persa per questa amministrazione cittadina, che si è dimostrata incapace di capire l’importanza dell’italianità di queste terre”, ha affermato Tremul.
Edit, presenza importante
Durante l’incontro si sono presentati anche i presidenti dei Consigli fiumano e litoraneo-montano della minoranza nazionale italiana, con Irene Mestrovich e Flavio Cossetto che hanno spiegato il ruolo dei rispettivi organismi. Presente pure Oskar Skerbec, in veste di presidente del Consiglio di amministrazione dell’Edit, il quale ha riassunto le attività dell’Ente giornalistico editoriale, nonché la sua presenza costante nelle case dei connazionali per il tramite delle numerose pubblicazioni.
«Imparerò il croato e il dialetto»
Il Console generale si è detto commosso per l’accoglienza, ha ringraziato tutti e ha fatto sapere di voler apprendere quanto prima tutto su di noi e sul nostro mondo. Ha affermato di voler imparare il croato, ma pure il dialetto e ha apprezzato molto i libri che gli sono stati regalati dalla Comunità e dal Dipartimento di Italianistica. Dando prova di disponibilità, ha invitato i rappresentati delle varie istituzioni a contattarlo per qualunque problema e necessità, aggiungendo poi scherzosamente di sperare che non tutti i contatti saranno dedicati a dei problemi da risolvere.
All’incontro erano presenti pure il presidente dell’Assemblea dell’Unione Italiana, Paolo Demarin, e quello della Giunta esecutiva dell’UI, Marin Corva, come pure i presidi delle scuole elementari italiane Dolac, Dunja Kučan Nikolić, Gelsi, Gloria Tijan, e Belvedere, Denis Stefan, della Scuola media superiore italiana di Fiume, Michele Scalembra, nonché il vicepresidente della CI, Sandro Vrancich, il rappresentante della redazione italiana di Radio Fiume, Gianfranco Miksa, la coordinatrice degli asili italiani di Fiume, Eliana Čavrak Tomac, come pure altri appartenenti alla CNI.

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