Belgrado. Ancora nessuna traccia di Matej Periš

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Belgrado. Ancora nessuna traccia di Matej Periš

Le ricerche per trovare Matej Periš (27 anni) continuano senza senza soste, ma per ora le indagini non hanno portato a nulla di concreto. Si tratta ormai dell’ottavo giorno di ricerca del giovane spalatino scomparso nella notte di San Silvestro a Belgrado. La Polizia ha analizzato le videocamere di sorveglianza della zona e delle squadre speciali hanno setacciato la Sava e il Danubio, dove si temeva potesse trovarsi il corpo senza vita del ragazzo. Si attendono ancora gli eventuali riscontri di DNA, dopo che nella giornata di mercoledì il padre del giovane aveva fornito un campione per poterlo confrontare con delle presunte tracce del figlio. Peccato soltanto che nessun indizio concreto non sia ancora emerso. Le ultime ricostruzioni riassumono l’arrivo della compagnia di Periš a Belgrado, la cena al ristorante e poi la serata al Gotik, un club dove oltre a una grande quantità di alcol pare si siano consumati anche degli oppiacei, fra i quali lo speed. Matej si è allontanato dal locale verso l’1.40 di notte, con i suoi amici che si sono accorti dell’assenza circa un’ora dopo, per denunciare poi l’accaduto nel pomeriggio seguente, a circa 16 ore di distanza dalla scomparsa effettiva.
«Per noi è un bambino»
Marina Gantar, inviata della Televisione pubblica croata (HTV), ha raccontato come si stia facendo tutto il possibile per scoprire qualunque cosa. “Nonostante il fatto che oggi in Serbia sia la vigilia di Natale, in base al Calendario giuliano, le ricerche continuano, con un nutrito numero di agenti che continuano a pattugliare i fiumi alla ricerca di un indizio”, ha raccontato  l’inviata. Il capo del Sindacato della Polizia serba, Veljko Mijailović, ha spiegato il perché di questo comportamento. “Considerando la giovane età del soggetto scomparso noi cerchiamo come se fosse scomparso un bambino. In questi casi si continua a cercare anche fuori dall’orario di lavoro, finché non si trova qualcosa”, ha affermato Mijailović. “In questo momento – ha proseguito – ci sentiamo di escludere che possa essere successo qualcosa all’interno del club. I ragazzi non hanno dato fastidio a nessuno, non ci sono stati litigi né discussioni. Rimane però da capire perché si sia allontanato e cosa sia successo dopo”.
Nel frattempo l’Ufficio del sindaco di Belgrado, Zoran Radojičić, ha contattato il padre del ragazzo scomparso, Nenad, per chiedergli se avesse bisogno di qualcosa, da un aiuto per l’alloggio ad altro. L’uomo ha ringraziato dell’offerta, spiegando come sia rimasto commosso dall’ospitalità di tutti gli abitanti dlla metropoli, che si sono dimostrati molto vicini a lui. Sono invece inequivocabili le dichiarazioni della ragazza di Matej, Sanja. “So con chi ho un rapporto. Matej non si è mai messo nei guai in questo modo, non causava incidenti e non faceva pazzie. Non c’era nessun tipo di problema fra noi. Il viaggio a Belgrado era in programma da sei mesi. Io non ho voluto andarci perché era un gruppo di amici, maschi, non avrebbe avuto senso”, ha affermato la giovane. L’ultimo contatto fra i due è avvenuto nella notte. Matej le ha inviato un video verso le 21.30, ma il suo cellulare era staccato. Quando è rientrata a casa dal lavoro ha riposto ed è andata a dormire. La mattina seguente, verso le sette, vedendo che non l’era arrivato il consueto messaggio della buonanotte, che a detta di Sanja, Matej inviava sempre prima andare a dormire, si è preoccupata e gli ha inviato un altro messaggio chiedendogli se andasse tutto bene. Non ha mai ricevuto risposta.
Sanja ha commentato anche le notizie relative alle sostanze stupefacenti. “Loro non erano in questi giri. E poi come avrebbero potuto portarle oltre confine? E a Belgrado non conoscevano nessuno per procurarsele. Non ha senso. Nel video che mi ha inviato si vedono due bottiglie di vino, sì, ma loro erano in sette. L’atmosfera era allegra, ma erano tutti seduti attorno ad un tavolo. Niente di particolare. Sembrerà stupido, ma se era drogato sarà perché qualcuno gli avrà messo qualcosa nel bicchiere”, ha concluso la sua ragazza.
Le parole del premier
Sull’argomento è intervenuto pure il premier croato Andrej Plenković. svelando di conoscere il padre del giovane scomparso. “Sono, molto addolorato per l’accaduto. Dopo essere stato messo al corrente mi sono subito messo in contatto con il ministro degli Affari interni, Davor Božinović. Mi tengo informato e mi auguro che tutto finisca per il meglio”, ha dichiarato Plenković spiegando che al momento non dispone di un quadro completo. Ha puntualizzato che oltre al dicastero degli Affari interni a occuparsi della questione è pure il Ministero degli Affari esteri ed europei.

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