Barbana: Antonio Osip il 45.esimo cavaliere

And the winner is… In effetti, la Giostra dell’anello di Barbana non ha l’effetto sorpresa della busta chiusa e del rullo di tamburi; il risultato è fatto della somma di ogni singola corsa per cavaliere – avendo voglia di tenere questo tipo di contabilità, alla quale comunque c’è già chi provvede d’ufficio.

Il vincitore Antonio Osip

Comunque sia, the winner is Antonio Osip (7 punti con due centri). Per la cronaca, la Vera è andata a Milio Grabrović.
La consegna del premio mette agli atti, almeno ufficialmente, la 45.esima tenzone barbanese. Perché certamente nella località se ne continuerà a parlare, analizzare.
Sudore e polvere. In un certo qual senso è questo che accompagna i cavalieri nei 150 metri della pista che li conduce a infilare l’anello in una delle sezioni che portano punteggi diversi. Un percorso che richiede, come sottolineato negli interventi di chi si è succeduto al microfono, occhio attento e mano ferma (insomma, è un po’ come augurare mare calmo ai naviganti). Ecco, 150 metri a dorso di cavallo, che procede al galoppo, brandendo l’asta (3 metri) che infilerà (o, sfortunatamente mancherà) l’anello.
Manifestazione diversa nel contorno, questa di quest’anno: le carte le ha distribuite il mazziere SARS-CoV-2, che ha pure decretato le regole del gioco. Meno, molta meno gente, quest’anno in località Gradisce, ma il fatto non ha tolto sapore alla corsa.
Orgoglio nella voce e nel discorso del sindaco barbanese, Dalibor Paus, per la tradizione sulla quale ormai il tempo aveva depositato troppa polvere e che oggi è bandiera della località. “La storia della Giostra è storia della gente d’Istria, è la prova di come si possa soffiare nuova vita al territorio per svilupparne ogni più piccolo angolo. Orgoglio aggiunto anche per il fatto che la corsa (con tutto quello che comprende), trasmessa in diretta televisiva, ha raggiunto tutto il territorio nazionale.
“Questo è un progetto di particolare valenza culturale sia per Istria che per la Croazia – ha detto il ff di presidente della Regione istriana, Fabrizio Radin -, che promuove l’identità e la tradizione; quello, cioè che fa la differenza nella massa”.
Nikolina Brnjac, ministro del Turismo, è intervenuta a nome del premier, Andrej Plenković: ha ricordato i soldi con i quali Zagabria sostiene la manifestazione, a prova della buona collaborazione con la Regione. Alla quale ha fatto chapeau per come gestisce la stagione turistica e la situazione in genere.
Il Presidente della Repubblica, che patrocina la Corsa, ha mandato avanti Melita Mulić, che ha visto la Corsa (che ha in sé molti aspetti orientali) “espressione del patriottismo croato”, sottolineando che bisognerebbe fare propri i valori della gente d’Istria: laboriosità, onestà, tolleranza. A proposito di presidenti: c’era pure l’ex, Stjepan Mesić
Gordan Jandroković, presidente del Sabor, si è complimentato per l’organizzazione in sé, in un contesto decisamente difficile e ha a sua volta encomiato la penisola per l’andamento turistico. Poi, via alla tenzone: dopo le prime incertezze di mano, sempre più spesso si è fatta sentire la Marcia di Radetzky, a sottolineare il centro e i tre punti che comporta.

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