Attività della CNI: 5,8 milioni di euro

Approvato dalla Giunta esecutiva il Progamma di lavoro e Piano finanziario dell'Unione Italiana per il 2020. Un documento provvisorio

La Giunta in riunione lunedì sera a Fiume. Foto Ivor Hreljanović

Provvisorio. Questo l’aggettivo che meglio definisce il Programma di lavoro e Piano finanziario dell’Unione Italiana per il 2020, accolto ieri sera dalla Giunta esecutiva riunita nella sede di Fiume, in vista della prossima seduta dell’Assemblea. Una formalità, più che altro, ossia la necessità di attenersi a quelle che sono le disposizioni di legge in Croazia, che appunto impongono l’approvazione del preventivo dell’anno successivo entro il 31 dicembre di quello in corso. Pari a poco più di 5,8 milioni di euro, è calibrato dunque su quello del 2018 e a parte il “milione di Beatrice Lorenzin” quest’anno in meno, rispecchia gran parte degli importi e delle iniziative – anche se ci sono importanti novità –, si sa fin d’ora che entro la fine di gennaio o agli inizi di febbraio andrà modificato. Se poi sarà recuperata anche l’aggiunta, che era stata assicurata per il 2019 dall’intervento dell’ex ministro della Salute e oggi deputato, si potranno realizzare progetti ambiziosi come l’asilo italiano di Fiume. Così Marin Corva, presidente della Giunta esecutiva dll’UI, presentando il punto.
Corva ha premesso che al momento l’estensore non è in possesso di tutte le informazioni per poter fare una pianificazione più precisa. In poche parole, si attendono gli “input degli enti finanziatori”, ossia le risorse che arriveranno dallo Stato italiano, rispettivamente dal Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, dalla Regione Friuli Venezia Giulia – con la quale si spera di arrivare a un tavolo di concertazione – e dalla Regione Veneto, quindi i fondi da Zagabria, per il tramite del Consiglio per le minoranze nazionalI e l’Ufficio per i diritti dell’uomo e delle minoranze nazionali, quelli da Lubiana (Ufficio per le nazionalità), dalla Regione istriana, dalle entrate proprie e da altre fonti.
Si sa già – ha rilevato Corva – che dalla Croazia ci sarà un aumento dei mezzi, ma restano da definire le cifre esatte e le regole, i paletti sempre più numerosi. Pare infatti che istituzioni come scuole, la Casa editrice Edit e il Centro di ricerche storiche non potranno più usufruire dei fondi dell’Ufficio per i diritti dell’uomo e delle minoranze nazionali, riservati solamente alle associazioni, ma anche qui è tutto ancora da vedere, come ha precisato il presidente dell’Esecutivo. “Ringrazio sentitamente l’onorevole Furio Radin, e mi complimento con lui perché in tutti questi anni è riuscito a incrementare in maniera costante i finanziamenti dello Stato croato a favore della Comunità Nazionale Italiana”, ha aggiunto, citando in modo particolare i 12 milioni per la Scuola media superiore italiana di Buie, progetto in cui lui personalmente ha sempre creduto e inserito nella programmazione, anche quando sembrava impossibile.
La “fetta” maggiore dei 5.852.264 euro previsti per il 2020 andrà alle Comunità degli Italiani (complessivamente 1,7 milioni di euro, con ritocchi al rialzo sul Fondo per la valorizzazione delle attività artistico culturali italiane), quindi ad asili, scuole e Università (quasi 1,3 milioni di euro, con l’inserimento del Dipartimento di Italianistica dell’Università del Litorale), seguite dalle istituzioni della CNI e la collaborazione transfrontaliera (circa 1,1 milioni di euro, e una maggiore presenza di diversi soggetti che finora si erano trovati “fuori” dal piano, come la Pietas Julia di Pola, il Centro “Carlo Combi” di Capodistria e la Società di studi storici e geografici di Pirano – inclusi in un progetto sugli illustri Giuseppe Tartini e Gian Rinaldo Carli – e altri), poi dal settore cultura e arte (342.412 euro, con almeno 36mila euro per la partecipazione a Fiume – Capitale europea della Cultura 2020 al fine di valorizzare la componente italiana autoctona, e un contributo più consistente al Festival dell’Istrioto di Sissano), dalle attività giovanili (441,900 euro), dall’imprenditoria e comunicazione (88.660 euro), dagli affari giuridico-amministrativi (21mila euro, di cui quasi la metà per la traduzione in lingua italiana del sito della presidenza semestrale UE della Repubblica di Croazia). Crescono anche le spese dell’UI e dei suoi organismi, fondamentalmente per l’intenzione di Corva di portare a dodici (e non undici, come finora) le mensilità per i “giuntini”.
Dunque, l’obiettivo è stato mantenere tutte le attività cosiddette storiche, sostenere tutte le istituzioni della CNI, far rientrare soggetti che negli anni “di magra” erano rimasti fuori, ampliare i beneficiari, prevedere tante iniziative e attività, anche piccole, ma che creano partecipazione e coinvolgimento. Ma, come si diceva, sono solamente delle proiezioni.
Assemblea a Fiume il 18 dicembre
Il presidente dell’Assemblea, Paolo Demarin, ha annunciato che la prossima riunione del “parlamentino” UI si terrà il 18 dicembre a Fiume, strutturata fondamentalmente in due parti. Nella prima, all’esame dei consiglieri ci saranno il Programma di lavoro e Piano finanziario per il 2020, le modifiche ai regolamenti che l’accettazione di tale documento necessariamente comporta, nonché la continuazione della discussione avviata nella precedente seduta tematica, incentrata sulla rete scolastica della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia.
Ci sono infatti diversi consiglieri che si sono iscritti a intervenire. La volta scorsa, inoltre, non è stato assolto il punto sulle interrogazioni, interpellanze e mozioni. Demarin ha anticipato che intende toccare la questione inerente al deficit dell’Università Popolare di Trieste, anche per capire se e in quale misura le attività avviate dalla CNI abbiano causato il “buco” nei conti dell’Ente triestino. Si vuole chiedere al partner storico dell’UI la specifica delle spese sostenute da quest’ultimo e che riguardano la Comunità. “Ci devono delle spiegazioni”, ha concluso Demarin.
Nella seconda parte della seduta, di carattere più conviviale, l’UI intende salutare e ringraziare il Console generale d’Italia a Fiume, Paolo Palminteri, che sta per chiudere la sua missione nella nostra regione e si appresta ad affrontarne una nuova in Egitto.

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