Agevolazioni respinte. Ristoratori imbufaliti

Un turista in un bar del centro di Pola Foto: Sasa Miljevic/PIXSELL

Sono state respinte dal ministro delle Finanze e vicepremier Zdravko Marić le proposte avanzate dall’Associazione nazionale dei ristoratori (NUU) nell’incontro avutosi ieri a Zagabria. Ancora una doccia fredda per un settore che a causa del Covid sta attraversando momenti difficili. L’NUU ha chiesto a Marić di diminuire l’aliquota dell’imposta sul valore aggiunto riguardante le bevande e di far detrarre dal computo della medesima il costo del lavoro, ma senza successo.
“Affrontate le prossime sfide nel miglior modo possibile e arrangiatevi come potete”: sono state queste le parole rivolte ai colleghi da Jelena Tabak, presidente dell’Associazione nazionale dei ristoratori al termine della riunione con il titolare del dicastero delle finanze. “A tutti i ristoratori in Croazia, soprattutto ai proprietari di bar, voglio dire che ci attende un periodo di sfide. Non possiamo fare altro che sperare che tra qualche anno ci siano migliori condizioni di lavoro che in questo momento non abbiamo come pure che vengano prese in considerazione le nostre richieste”, ha dichiarato Tabak definendo la riunione di ieri costruttiva, come ha fatto pure Marić che ha detto come quello dell’alleggerimento fiscale sarà un tema che si troverà sul tavolo delle trattative anche in futuro. “Ora non possiamo diminuire l’aliquota Iva sulle bevande, ma va ricordato che nel settore turistico abbiamo già provveduto a far scendere l’aliquota che viene applicata sulle prestazioni dei servizi di alloggio, vitto e somministrazione di alimenti”, ha aggiunto il ministro. “Per il settore ristorativo vigono misure messe in atto sin dall’inizio della pandemia e questo comparto, come pochi altri, ha potuto contare su misure di sostegno quali tutela dei posti di lavoro e copertura delle spese fisse”, ha ribadito Marić facendo sapere che i dati riguardanti gli scontrini fiscalizzati fin qui dimostrino come il settore ristorativo stia conseguendo risultati solidi e buoni. “Niente euforia in quanto non è stato ancora raggiunto l’apice della stagione turistica”, ha affermato il ministro delle Finanze.
Sarà pur stato un incontro costruttivo quello di ieri tra Ministero delle Finanze e ristoratori, ma per Dražen Biljan della Sezione per i bar (nel Paese ce ne sono circa 11mila, nda) operante in seno all’Associazione indipendente dei ristoratori di Zagabria si è rivelato un flop e l’insoddisfazione si fa sentire eccome. “Diminuendo l’aliquota Iva sulle bevande (birre, vino, bevande analcoliche, caffè e altro) lo Stato perderebbe circa 400 milioni di kune, mentre noi potremo aumentare le paghe ai nostri dipendenti, assumerne altri e continuare a lavorare. La pandemia ha fatto calare drasticamente il giro d’affari dei bar i cui spazi interni, a causa delle misure restrittive della Task force della Protezione civile nazionale, non possono accogliere gli avventori – una decisione, questa, illogica. I gestori dei bar sono distrutti”, ha sottolineato Biljan.

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