Variante Omicron e vaccino, protegge o no? Cosa sappiamo

Variante Omicron e vaccino, cosa sappiamo: protegge o no? Ne serve uno ad hoc? Mentre i contagi legati alla variante aumentano, ricercatori di numerosi paesi sono al lavoro per delineare il quadro legato a Omicron: sintomi, malattia e – ovviamente – efficacia del vaccino. Le prime indicazioni, al momento non sostenute da cifre, arrivano da Israele, paese ‘locomotiva’ nella campagna di vaccinazione. Tre dosi di vaccino contro il covid sembrano proteggere da Omicron, a giudicare da quanto dice il ministro della Sanità Nitzan Horowitz.

In Israele sono stati fino a ora confermati quattro casi di positività alla variante. “Nei prossimi giorni avremo informazioni accurate sull’efficacia del vaccino contro Omicron, ma c’è già spazio per l’ottimismo, e ci sono indicazioni iniziali per cui coloro che sono stati vaccinati con un vaccino ancora valido o con un booster saranno protetti anche dalla variante”, ha affermato.

Ema

Se dovesse presentarsi la necessità di adattare i vaccini anti-Covid approvati nell’Ue alla variante Omicron del Sars-CoV-2, l’Ema potrebbe autorizzarli nel giro di “tre-quattro mesi, a partire dall’inizio del processo di cambiamento”, precisa dal canto suo la direttrice esecutiva dell’Ema Emer Cooke, in audizione alla commissione Envi del Parlamento Europeo, a Bruxelles.

“Siamo preparati – dice Cooke – sappiamo che i virus mutano e che a un certo punto ci sarà una mutazione che comporterà che dobbiamo cambiare l’approccio attuale. Per questa ragione, abbiamo approvato delle linee guida per le compagnie, nel febbraio dell’anno scorso: non abbiamo dovuto ancora usarle, ed è per questo che non ci sono vaccini variati sul mercato finora, perché in realtà i vaccini attuali hanno dimostrato di essere efficaci contro le varianti in circolazione in Europa”.

Moderna e Pfizer  

I vaccini esistenti contro il Covid potrebbero essere molto meno efficaci contro la variante Omicron del virus. E’ l’allarme lanciato dall’amministratore delegato di Moderna, Stephane Bancel, in un’intervista al Financial Times, secondo il quale l’elevato numero di mutazioni del nuovo ceppo della proteina Spike e la rapida diffusione della variante lasciano pensare che i vaccini attuali dovranno essere modificati il prossimo anno.

“Penso che ci sarà un calo materiale (di efficacia, ndr). Non so quanto, perché dobbiamo aspettare i dati. Ma tutti gli scienziati con cui ho parlato… dicono ‘questa cosa non va bene'”, ha affermato Bancel.

Moderna e Pfizer sono all’opera per modificare eventualmente il vaccino e contrastare la variante. Moderna potrebbe impiegare mesi per completare la missione, come spiegato da Bancel. L’efficacia degli attuali vaccini contro la variante Omicron non è nota. Per tamponare l’eventuale emergenza, l’azienda potrebbe rendere disponibile in tempi brevi una dose booster da 100 microgrammi: “La dose più elevata potrebbe arrivare rapidamente. Potremmo decidere di fornire una dose più elevata del vaccino attuale per proteggere magari i soggetti ad alto rischio, gli immunodepressi, e gli anziani” che “potrebbero aver bisogno di una quarta dose”.

La Biontech, partner di Pfizer nella produzione dell’altro vaccino mRna, annuncia l’avvio dello sviluppo di un vaccino adattato come “misura cautelativa”. La ricerca che andrà avanti in parallelo con lo studio della natura della nuova variante Omicron. “Per evitare di perdere tempo, stiamo perseguendo questi due obiettivi in parallelo fino a che non saranno disponibili dati e che non avremo altre informazioni per determinare se il vaccino contro il Covid attualmente disponibile ha effettivamente bisogno di essere adattato o no”, spiega la portavoce dell’azienda in una intervista alla Dpa. “L’obiettivo di questo approccio è quello di muoverci velocemente, nel caso sia necessario un nuovo vaccino specifico per una variante”.

“Oggi abbiamo presentato una richiesta alla Fda per estendere l’autorizzazione all’uso di emergenza di una dose di richiamo del nostro vaccino Covid-19 ai ragazzi di 16 e 17 anni. La nostra speranza è di fornire una forte protezione a quante più persone possibile, in particolare alla luce della nuova variante”, twitta l’amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla.

Johnson & Johnson  

Johnson & Johnson valuterà il suo vaccino anti-Covid e per farlo sta testando il siero del sangue dei partecipanti agli studi sul richiamo completati e in corso, così da verificare l’attività neutralizzante contro il nuovo mutante. Allo stesso tempo l’azienda Usa sta lavorando a un vaccino specifico contro la variante Omicron e lo porterà avanti a seconda delle necessità. E’ quanto spiega J&J in una nota in cui fa il punto sulle attività relative al nuovo mutante.

Dalla comparsa della pandemia di Covid, si legge nella nota, “Johnson & Johnson ha monitorato da vicino le nuove varianti emergenti di Covid-19. In collaborazione con gruppi accademici in Sudafrica e in tutto il mondo, l’azienda ha valutato l’efficacia del suo vaccino per diverse varianti, compresa la nuova variante Omicron che si sta diffondendo rapidamente. Omicron, sottolinea Mathai Mammen, Global Head di Janssen Research & Development, J&J, “evidenzia l’importanza di sorveglianza continua, test e vaccinazioni per prevenire i ricoveri e i decessi da Covid. Restiamo fiduciosi nelle robuste risposte immunitarie umorali e cellulo-mediate generate dal vaccino di Johnson & Johnson contro il Covid, dimostrate dalla durata e dall’ampiezza della protezione contro le varianti riscontrate finora negli studi clinici”.

Ma, ha aggiunto l’esperto, “non ci limiteremo a questo. Basandoci sulla nostra collaborazione di lunga data con gli scienziati sul campo in Sudafrica e sugli studi di efficacia nella pratica clinica in corso con il vaccino di Johnson & Johnson contro il Covid, lavoreremo insieme per generare nuovi dati su Omicron. In parallelo, abbiamo iniziato a lavorare per progettare e sviluppare un nuovo vaccino contro Omicron e lo porteremo rapidamente avanti negli studi clinici, se necessario”.

Oms

Con la diffusione della variante Omicron del Covid le persone, considerate fragili, i sessantenni e gli over 60 dovrebbero rinviare i viaggi. L’avvertimento arriva dall’Organizzazione mondiale della Sanità, che in una nota invita ”tutti i viaggiatori a rimanere vigili” e a ”vaccinarsi quando è il loro turno”. In particolare, l’Oms si rivolge alle ”persone che non stanno bene o sono a rischio di sviluppare una grave malattia da Covid-19 e di morire, comprese le persone di età pari o superiore a 60 anni o quelle con comorbilità”. Citando ”ad esempio malattie cardiache, cancro e diabete”, l’Oms afferma che queste persone ”dovrebbero posticipare il viaggio”.

S'informano i gentili lettori che tenuto conto delle disposizioni dell'articolo 94 della Legge sui media elettronici approvata dal Sabor croato (G.U./N.N. 111/21) viene temporaneamente sospesa la possibilità di commentare gli articoli pubblicati sul portale e sui profili sociali La Voce.hr.