Green pass, referendum Svizzera su certificato covid: vince il sì

Come previsto, vince il sì nel referendum in Svizzera sul Green pass. Secondo le prime proiezioni diffuse dall’emittente Srf, il 63% degli elettori ha votato a favore del ‘certificato covid’ da esibire nei ristoranti, in occasione degli eventi pubblici e nelle strutture ricreative. Il no al Green pass (la Svizzera è il primo Paese al mondo ad aver organizzato una consultazione) era stato sostenuto in particolar modo dal partito di estrema destra SVp.

Malgrado l’aggressiva campagna elettorale dei contrari, le previsioni davano il passaporto verde come confermato dagli elettori.

I sondaggi indicavano infatti una percentuale stabile del 61% favorevole a questa misura e uno zoccolo di 38% di contrari, con solo l’1% di indecisi. Anche perché il provvedimento di legge comprende aiuti finanziari che altrimenti non verrebbero prorogati.

Il voto si è svolto mentre i contagi hanno ripreso a correre in Svizzera con un’incidenza molto alta, arrivata ormai a 870,82 contagi ogni 100mila abitanti nell’arco di due settimane. A questo si aggiunge la preoccupazione per la variante Omicron, che ha portato al divieto dei voli dall’Africa australe. Senza dimenticare l’allarmante situazione dei contagi in due paesi confinanti, Germania e Austria, il secondo dei quali è in pieno lockdown.

Il governo federale svizzero non ha varato nuove restrizioni di fronte all’impennata di contagi, lasciando il compito ai cantoni, che in molti casi hanno inasprito le regole, soprattutto per quanto riguarda il porto delle mascherine. Il green pass è invece diffuso in tutta la Confederazione. Il fronte del No al certificato lo considera una violazione delle libertà individuali e ha condotto una campagna massiccia, con grandi manifesti nelle stazioni ferroviarie, manifestazioni di protesta e una forte presenza sui social. Due politologi dell’istituto di scienze politiche dell’Università di Berna, Marc Buehlmann e Anja Heidelberger, hanno contato 209 annunci a favore del “no” e solamente 22 per il “sì” sui giornali cartacei.

Malgrado tutto ciò, la maggioranza degli svizzeri risulta favorevole al green pass. E lo ha già detto in un altro referendum a giugno, quando il 60,2% ha approvato la precedente versione del testo di legge sulle misure di contenimento del contagio. Meno di un mese dopo, erano state raccolte sufficienti firme per sottoporre a referendum le ultime modifiche al provvedimento. La spaccatura sembra anche riflettersi nel tasso di vaccinazione, che è del 65% della popolazione, ben più basso che in Italia.

Oggi si è votato anche su un provvedimento per rivalutare la professione degli infermieri sul piano della formazione, i salari e l’orario di lavoro.

Appariva infine praticamente certa la bocciatura del terzo quesito, che proponeva di designare i giudici federali tramite sorteggio, per poter garantirne l’indipendenza dai partiti politici.

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