Rijeka. Inseguendo il sogno Europa League

Fiumani ospiti del Copenaghen. La posta in palio è altissima: la fase a gironi

Rifinitura per i giocatori del Rijeka allo stadio Parken di Copenaghen. Foto: nk-rijeka.hr

Basta parlare, è arrivato il momento di tirare fuori le unghie e graffiare. Stasera, con inizio alle ore 20, il Rijeka scenderà in campo allo stadio Parken per inseguire un sogno chiamato fase a gironi di Europa League. L’ultimo ostacolo da superare non è per nulla facile, ovvero i padroni di casa del Copenaghen, ma va comunque ricordato che il sorteggio ha evitato ai fiumani squadre tipo Milan, Tottenham, Sporting Lisbona o PSV Eindhoven. Sulla carta, se non altro per il blasone, la compagine danese fa meno paura di quelle appena citate. Ciò non significa per automatismo che il Copenaghen sia l’ultima arrivata, non di certo dopo aver costretto il Manchester United ai supplementari nei quarti di finale della scorsa edizione di Europa League. Il Rijeka, come è giusto che sia, non intende alzare bandiera bianca prima di giocarsela tutta. Poi, se l’avversario dovesse rivelarsi troppo forte, non rimarrà che stringergli la mano e fargli i complimenti. Nel frattempo è lecito crederci.
“L’attesa è finita, stasera questa giovane squadra sarà chiamata a un grande esame di maturità, una sfida che porta in dote un bel premio. Per i ragazzi e lo staff tecnico, ma in particolare modo per la società – ricorda l’allenatore Simon Rožman -. Non sarà la classica sfida tra Davide e Golia, ma poco ci manca. Il Copenaghen è una squadra forte e molto ben organizzata, ovvio che tutti i favori del pronostico siano dalla parte dei danesi. Noi, però, abbiamo i nostri obiettivi. Sappiamo quali sono i loro punti deboli, come comportarci in campo e che cosa fare in determinati momenti e situazioni. Devo ammettere che le sensazioni sono positive: in settimana abbiamo lavorato molto e bene, pertanto c’è un certo ottimismo”.

Con prudenza, ma a viso aperto

Fare grandi cambiamenti prima di una sfida così importante è pericoloso e inutile, ma qualcosa di nuovo potrebbe pur esserci. “Il Rijeka gioca in un determinato modo, ma visto che il Copenaghen pratica un classico 4-4-2 sto pensando a qualche accorgimento tattico per bloccare le loro bocche di fuoco. Sicuramente dovremo in parte adattarci al loro gioco, anche perché dispongono di buone individualità. Da un lato possono farti male in diversi modi, dall’altro sono tutto sommato un po’ prevedibili. Alla mia squadra dirò di affrontare la partita con coraggio, senza mai tirare la gamba indietro. Difenderci, senza ambizioni di attaccare, sarebbe molto pericoloso. Voglio undici leoni per novanta e passa minuti: quanto più scorrerà il tempo, tanto più sarà meglio per il Rijeka. Naturalmente a patto che il risultato giochi a nostro favore”.

Giocatori e staff tecnico del Rijeka subito dopo l’atterraggio all’aeroporto di Copenaghen. Foto nk-rijeka.hr

Conta soltanto vincere

Nel calcio quasi sempre conta soltanto vincere, lo spettacolo è un optional e una virtù di pochi distinti. “Esattamente così, soprattutto ora che gli spalti sono vuoti e che non c’è chi divertire. Certo, sarebbe bello poter abbinare i risultati allo spettacolo, ma io mi accontento anche della prima ipotesi – aggiunge Rožman –. Ciò non significa automaticamente che ci difenderemo in undici per novanta minuti con l’intenzione di approfittare magari di un momento favorevole. L’assoluta priorità è passare il turno, ma sicuramente meritando la qualificazione. Anche il Copenaghen di Stale Solbakken, un allenatore che conosco benissimo visto che spesso abbiamo fatto degli stage insieme, pratica un calcio offensivo nel campionato danese e molto più difensivo e prudente in Europa. Ma è logico, visto che dipende anche da chi hai di fronte. Mettiamola così: loro sono sicuramente superiori al Rijeka, ma al momento non attraversano un grande periodo di forma e qui sta la nostra grande occasione. Inoltre, avranno una certa pressione sulle spalle del dover passare assolutamente il turno”.

Qualche problema per Murić

Prima della partenza per la Danimarca, giocatori e staff tecnico sono stati ovviamente sottoposti al test per il Covid-19 e tutti i risultati sono stati negativi. Ciò significa che, a parte gli assenti di lungo corso, Rožman avrà a disposizione tutti gli altri effettivi. Qualche piccolo problema comunque non manca: “Nell’allenamento di martedì sera a Rujevica Murić è uscito anzitempo dal campo per dei crampi. Ci auguriamo che non sia nulla di serio e che Robert recuperi in tempo. Comunque, come ho ripetuto più volte, giocherà soltanto chi è al 100 per cento, considerando che il consumo fisico ed energetico sarà notevole”, conclude Rožman, ammettendo: “Vincere la Coppa Croazia dopo pochi mesi dall’arrivo a Fiume è stato bellissimo, ma portare il Rijeka alla fase a gironi di Europa League sarebbe qualcosa di straordinario e indimenticabile. Credo che avrei il sorriso sulle labbra per diversi giorni”. Glielo auguriamo di cuore…

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