Radin a Conte, Fedriga e Zaia: «Basta tamponi per gli istriani»

Il presidente ad interim della Regione istriana e i sindaci di dieci municipalità chiedono l'approccio regionale per le misure antiCovid

L'ex confine di Pesek tra Slovenia e Italia

La decisione della Slovenia di fare proprio l’approccio regionale nell’adozione delle misure antiCovid alle frontiere rappresenta indubbiamente un successo per la Regione istriana e anche per quella litoraneo-montana, che nelle settimane scorse avevano inviate una serie di appelli a Lubiana esortandola a prendere atto dei buoni risultati ottenuti da queste due realtà regionali nella lotta al coronavirus. Un simile appello l’Istria lo aveva inviato anche al cancelliere austriaco Sebastian Kurz. Ora è la volta dell’Italia che, come è noto, ha imposto l’obbligo del tampone anche per chi proviene dalla Croazia, senza alcuna differenziazione su base regionale. Il presidente ad interim della Regione istriana, Fabrizio Radin, e i sindaci delle dieci municipalità hanno inviato una lettera al premier Giuseppe Conte e per conoscenza ai governatori del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, Massimiliano Fedriga e Luca Zaia, nella quale si esortano le autorità italiane a introdurre l’approccio regionale nei confronti della Croazia. Nella missiva si ricorda che molti cittadini dell’Istria si recano quotidianamente a lavorare nelle Regioni italiane limitrofe e si evidenzia che l’attuale situazione limita fortemente la libera circolazione delle persone.

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