La Lokomotiva «travolge» l’Istra 1961 (2-0)

Un duello a centrocampo tra Slavko Blagojević e Mirto Uzuni, autore della doppietta decisiva. Foto: Luka Stanzl/PIXSELL

Tre minuti di blackout completo condannano l’Istra 1961 sul campo della Lokomotiva. La squadra dell’ex allenatore Goran Tomić s’impone con la doppietta di Uzuni a cavallo tra il 63’ e il 66’, fermando i polesi che almeno per un’ora di gioco non hanno demeritato. Ma alla fine tornano a casa a mani vuote.
Squadra che vince non si cambia… per 10 undicesimi. L’allenatore Prelec cambia soltanto la punta centrale rispetto alla vittoriosa partita contro il Varaždin e getta subito nella mischia l’ultimo arrivato Gedeon Guzina. L’ariete bosniaco risponde bene giocando 45 minuti di buona fattura dando profondità alla manovra. Il numero 10 dei gialloverdi andato anche vicino alle rete al 13’, ma è arrivato un tantino i ritardo sul tiro cross di Gržan dalla sinistra. Le uniche occasioni del primo tempo portanto tutte la firma degli ospiti. Sempre Gržan al 32’ si presentava, sebbene defilato, a tu per tu con Grbić, ma nel momento decisivo si š fatto scappare il pallone. L’estremo difensore della Lokomotiva è stato chiamato a intervenire anche al 42’ quando Lončar ha tentato un pallonetto di testa, ma Grbić ha deviato il pallone in corner. Nei primi 45 minuti si è visto un’Istra 1961 da manuale di calcio difensivo coprendo tutti i varchi verso Čondrić. La dice lunga il fatto che i padroni di casa non abbiano creato una occasione che sia una.
Verso lo scoccare dell’ora di gioco la Lokomotiva decide di accelerare e approfitta di alcune crepe nella retroguardia ospite. Mattatore Uzuni che prima al 63’ si libera con una mossa di Rafa Paez e Galilea e dai 5 metri supera Čondrić con un destro imparabile. Tre minuti dopo lo stesso Uzuni sfugge alla marcatura di Pavić e nonostante un tentativo di quest’ultimo di intercettare il pallone con la mano la sfera finisce in porta. Fino al termine i locali si sono limitati a controllare la partita, mentre le sortite offensive dei polesi erano troppo sterili per sperare nel gol che riaprisse l’incontro.

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