Alla scoperta dei segreti del Teatro fiumano (foto)

All’«Ivan de Zajc» visita guidata degli interni del maestoso edificio

Si è tenuta ieri la prima visita guidata all’edificio del Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc” intitolata “Dietro le quinte e le scene”, evento con il quale lo splendido palazzo progettato da Fellner e Helmer è stato aperto alla curiosità dei cittadini. Un gruppo di una ventina di persone, tra cui anche il direttore del Dramma Italiano, Giulio Settimo, e l’attore del DI, Lucio Slama, è stato accolto dalle attrici del Dramma Croato Sabina Salomon e Biljana Torić, le quali hanno guidato la comitiva in un’avvincente passeggiata tra i segreti dell’edificio e dei professionisti di diversi profili impegnati nella creazione della magia teatrale.
L’inaugurazione del Teatro
La visita è iniziata nell’atrio del Teatro, luogo in cui le due attrici hanno raccontato brevemente i punti salienti e ben noti della storia dell’edificio, tra cui l’idea del sindaco Giovanni Ciotta di demolire l’antico Teatro Adamich, che sorgeva nel punto in cui oggi si trova Palazzo Modello – e che alla fine del XIX secolo non soddisfaceva più le norme di sicurezza –, per costruire poco lontano, nello spiazzo strappato al mare e bonificato, un Teatro nuovo e maestoso che venne inaugurato il 3 ottobre 1885. Effettivamente, hanno spiegato le attrici, la cerimonia di inaugurazione del nuovo Teatro comunale, con l’esecuzione dell’Aida di Verdi, si tenne il giorno dopo, in quanto la sera del 3 ottobre venne a mancare la corrente elettrica (infatti, il Teatro era uno dei pochi edifici in città che all’epoca disponevano di un impianto elettrico). Gli organizzatori furono costretti, quindi, a rimandare il tutto al giorno dopo. Naturalmente, essendo i manifesti già stampati con la data del 3 ottobre, questa viene ancora oggi riportata come la data ufficiale dell’inaugurazione del Teatro.
La capsula del tempo
Sabina Salomon ha ricordato ai presenti che negli anni Settanta, durante un’opera di restauro dell’edificio, sotto uno dei gradini dell’atrio del Teatro era stata rinvenuta una capsula del tempo collocata in quel punto dal sindaco Ciotta, nella quale si trovavano i progetti architettonici dell’edificio, il manifesto dell’Aida e quant’altro; ha spiegato che, in occasione di Fiume Capitale europea della Cultura, verrà realizzata una nuova capsula del tempo alla quale anche i cittadini potranno dare il loro contributo.
La passeggiata è proseguita nella platea del Teatro, dove al gruppo è stato ricordato come diversi anni fa un’attrice del Dramma Croato, durante uno spettacolo in cui la scena era stata allungata fino a coprire quasi la metà della platea, non riuscendo a scorgere il bordo del palcoscenico, era caduta tra il pubblico. Ebbe la stessa sfortuna anche in un’altra occasione, quando cadde nella fossa d’Orchestra. Biljana Torić ha raccontato come durante l’opera di restauro dell’edificio negli anni Settanta gli interni del Teatro furono rivestiti di velluto marrone, al posto di quello rosso tipico per i teatri, ma che grazie alle donazioni dei cittadini negli ultimi anni il velluto rosso sta nuovamente riconquistando il Teatro.


Pesca al pianterreno

Nel corso della passeggiata, Sabina Salomon si è esibita in brevi scenette pensate per divertire i visitatori e dimostrare le varie doti e i difetti dei professionisti teatrali. Naturalmente, non si è potuto tralasciare di menzionare tutti i celebri musicisti e attori che hanno calcato le scene del maestoso Teatro, da Puccini a Mascagni, da Caruso a Sarah Bernhardt e tanti altri.
La visita è proseguita nel foyer e sul balcone, dove l’artista ha rievocato un po’ di storia dell’edificio e, parlando del fatto che questo sorge in uno spiazzo bonificato, ha ricordato che durante i periodi di forti piogge, quando il Teatro veniva allagato in seguito all’alta marea, sembra che uno dei dipendenti dell’ente teatrale usasse pescare nei vani in cui si infiltrava il mare.
La comitiva ha quindi fatto tappa sul punto più alto dell’edificio, la balconata, dalla quale si vedono meglio i nove dipinti dei fratelli Klimt e di Matsch che decorano il soffitto, si è avuto modo di ammirare, in una delle sale dietro al balcone, l’esibizione della ballerina Marta Voinea. In seguito i visitatori sono saliti sul palcoscenico, dove cantava il soprano Anamarija Knego, solista dell’Opera. I visitatori hanno potuto conoscere pure la direttrice di scena, Gilda Maria Castellano, che ha descritto il proprio dinamico e spesso stressante lavoro. Poi tutti insieme nella sala dell’Orchestra, dove hanno avuto l’opportunità di conoscere l’attrezzista Nikola e la guardarobiera Manuela, che hanno spiegato in che cosa consiste il loro lavoro.
La piacevole passeggiata, durata circa un’ora, si è conclusa nel bar al pianoterra, dove, come ha osservato Biljana Torić, nascono idee e collaborazioni: “Se tutto funziona al bar, funzionerà anche in scena”, ha dichiarato.
Il ciclo di visite prosegue oggi, il 17, il 18 e il 20 febbraio, sempre alle ore 15, mentre il 14, il 21 e il 28 marzo l’appuntamento è alle ore 9.30. Le visite in lingua italiana sono previste per il 13 e il 19 febbraio (ore 15) e il 7 marzo alle ore 9.30.

Facebook Commenti