Serse Cosmi: «Soltanto il presidente e Dio sanno se resterò»

Domani, domenica 13 novembre, il Rijeka ospita (17.30) la Dinamo in quella che potrebbe essere l'ultima partita di Serse Cosmi sulla panchina fiumana

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Serse Cosmi: «Soltanto il presidente e Dio sanno se resterò»
La panchina di Serse Cosmi è in bilico, a prescindere dall’esito della gara di domani con la Dinamo. Foto: GORAN KOVACIC/PIXSELL

Salvare il salvabile, cercando di farsi in parte perdonare per i misfatti degli ultimi mesi. Dopo la vergognosa eliminazione negli ottavi di finale di Coppa Croazia per mano del BSK di Bijelo Brdo, il Rijeka ospita domani (17.30) la Dinamo nell’ultimo turno di campionato prima della pausa invernale, che a Rujevica si preannuncia piuttosto burrascosa. I campioni in carica non sono certo il migliore avversario per cercare il riscatto, ma da Labrović e compagni ci si attende una decisa reazione, una prova d’orgoglio e d’attaccamento alla maglia. Se poi arriverà la sconfitta, pazienza, visto l’avversario di fronte, a patto di sputare però sangue sino al triplice fischio finale. Qualcosa che non abbiamo visto spesso, anzi quasi mai, da parte dei giocatori fiumani nel corso di questa prima parte di stagione.

“È una di quelle partite che tutti aspettano con impazienza, anche se la rivalità maggiore è magari con un’altra squadra (l’Hajduk, nda) – dice l’allenatore Serse Cosmi nella consueta conferenza stampa che precede le partite –. La Dinamo rappresenta comunque la massima espressione a livello di campionato croato già da anni e quindi c’è tanta voglia di affrontarla, provando a mettere in mostra le nostre qualità. Durante il periodo della mia gestione abbiamo avuto un rendimento molto altalenante, con partite vinte e subito dopo perse anche in maniera non bella, ma ad essere sincero non mi aspettavo proprio una figura come quella in Coppa. Il risultato può anche starci, perché capita che una squadra di rango inferiore sorprenda quella di una categoria più su, però la prestazione della squadra è stata a dir poco insoddisfacente, un po’ come se non avessimo capito l’importanza della gara. Sono cose che capitano nel calcio, di recente anche a squadre del calibro di Arsenal e Liverpool. Questa non può e non deve essere però una giustificazione. Passare il turno ci avrebbe aiutati ad affrontare la Dinamo con un morale ben diverso. Adesso bisogna trovare la rabbia e la motivazione giusta per lasciarci alle spalle quella che può essere giustamente definita una sconfitta scioccante. Purtroppo delle disfatte si parla a lungo, mentre le vittorie si dimenticano presto. Quella, bellissima e meritatissima, con il Varaždin sembra quasi non esserci stata. È successo di perdere contro una squadra più debole, magari riusciamo a batterne una più forte…”.

Difficile attendersi sconti
Sotto sotto a Rujevica sperano che la Dinamo scenda in campo un po’… rilassata, visto che diversi suoi giocatori si presenteranno il giorno dopo al ritiro della nazionale per il Mondiale. Cosmi non si fa comunque troppe illusioni in merito. “Magari fosse così, ma non credo proprio – aggiunge il tecnico italiano –. Vero che i calciatori sono pur sempre uomini e talvolta capita di pensare in modo irrazionale. La Dinamo ha però una struttura di squadra con giocatori di grande valore e pertanto può gestire al meglio la situazione. Credo che incontreremo un avversario motivato e determinato, e di conseguenza da parte nostra ci vorrà la partita perfetta. Soltanto così potremo ambire a un risultato positivo. Mi auguro che ciò avvenga”.

«Sono sicuro di riuscirci»
All’introduzione della sfida con la Dinamo sono seguite le domande dei giornalisti presenti. Alcune un po’ stuzzicanti e provocanti, che hanno fatto cambiare un po’ l’espressione a Cosmi. “Se questa potrebbe essere la mia ultima partita sulla panchina del Rijeka? Non lo so, capisco perfettamente che i tifosi siano arrabbiati, e anche giustamente oserei aggiungere. Ma lo sono anch’io, tanto. Sul fatto che sia poi la mia ultima partita questo lo sanno al momento soltanto il presidente e Dio. Se poi anche voi altri sapete già la risposta, ovvero che non rimango, allora è inutile parlare di che cosa succederà durante la pausa invernale. Io so soltanto una cosa, ovvero che sin dal mio arrivo ho avuto rispetto per tutti: stampa, società, tifosi e anche calciatori. Purtroppo mi hanno messo in bocca parole che non ho detto. Quindi, al di là di ogni decisione futura, voglio solo rispetto nei miei confronti. Chi dà rispetto è giusto che lo abbia. Dal primo momento che sono arrivato al Rijeka ho parlato molto chiaro, dando una scadenza del mio lavoro, che era la data del 14 novembre. D’altronde eravate presenti e lo avete sentito chiaramente. Ho parlato, nel rispetto per tutti, in modo franco di quelli che potevano essere i problemi di questa squadra. Io dico sempre ciò che penso, piaccia a qualcuno o meno. Il recente passato del Rijeka è ricco di successi, ma è il presente quello che conta. E il presente è quello che tutti voi avete modo di vedere di partita in partita. Il presente dice pure che il Rijeka ha ora otto punti in più del Gorica, mentre al momento del mio arrivo le due squadre erano ultime a pari punteggio. Qualcosa vorrà pur dire, o no? Bisogna essere lucidi, attenti e migliorare l’attuale situazione. Che è brutta per tutti, inutile far finta di nulla. Anch’io sono stato un tifoso prima di diventare allenatore: ho fatto centinaia di chilometri per vedere la mia squadra del cuore perdere. Pertanto capisco perfettamente la sofferenza e l’umiliazione dei nostri tifosi. Se mi volete far lavorare io sono ancora felice di stare qui, come il primo giorno. Voglio migliorare questa situazione e sono sicuro di riuscirci”.

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