«Rijeka campione? Certo che ci credo»

In vista del recupero di domani (ore 17) con il Gorica l’allenatore Željko Sopić parla delle attese e degli obiettivi della sua squadra alla ripresa della stagione

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«Rijeka campione? Certo che ci credo»
Željko Sopić ha grande fiducia nella sua squadra. Foto: Roni Brmalj

L’attesa sta per finire: domani, con inizio alle ore 17, Gorica e Rijeka inaugureranno la seconda parte di campionato. Tecnicamente non si tratta dell’inizio del girone primaverile bensì dell’incontro di recupero della quarta giornata. Poi, nel fine settimana ci sarà la “regolare” trasferta in casa dell’Hajduk, che darà il via alla seconda parte della SuperSport HNL. Due partite che indirizzeranno in buona parte la stagione del Rijeka e che daranno una risposta alla domanda se la compagine fiumana può puntare (o meno) con diritto al titolo. A sentire l’allenatore Željko Sopić non ci sono assolutamente dubbi in merito: “Non sono il tipo di persona che cambia opinione da un giorno all’altro, ricordo benissimo quanto detto a dicembre. Bisogna credere in ciò che si fa, nel proprio lavoro. Che allenatore sarei se non confidassi nella possibilità di vincere il campionato. La squadra è il riflesso di chi la guida. Rimango saldamente con i piedi per terra, ma ai ragazzi chiedo di fare il possibile per regalare una grande soddisfazione a tutti noi. Il tempo darà una risposta definitiva in merito. Siamo tra le pretendenti al titolo e non vogliamo certo nasconderci, non sarebbe nemmeno giusto e rispettoso. Hajduk e Dinamo sono ambiziosi e ci credono, ma il Rijeka non è da meno. Che poi i mass media la interpretano a proprio modo questo è un dato di fatto, però mi interessa poco o nulla”.

«Preoccupato dal campo»
Monologo e qualche frecciatina a parte, Sopić è sembrato tutto sommato dell’umore giusto. “La trasferta a Velika Gorica sarà molto impegnativa. Per me sarà anche particolare in quanto affronterò la mia ex squadra, in una città nella quale mi sono trovato benissimo. Ciò che mi preoccupa veramente sono le condizioni del campo. Oggi (lunedì per chi legge, nda) era tutto coperto di neve. La speranza è che riescano a rimetterlo in sesto per la partita. Usare i mezzi pesanti non avrebbe troppo senso in quanto si peggiorerebbe la situazione. Speriamo in una giornata di sole, con temperature sopra lo zero. Per il resto, non c’è molto da filosofare: scenderemo in campo dal primo minuto per vincere. Non aggiungo altro”.
Già detto delle trasferte a Velika Gorica e Spalato nell’arco di pochi giorni, da qui a fine febbraio il Rijeka sarà atteso da altre due partite fuori casa (ancora una volta Gorica e Dinamo) e da due gare interne (Istra 1961, Lokomotiva). “Dopo questo tour de force ne sapremo di più sulle nostre ambizioni e attese. Gli eroi si riconoscono proprio nei momenti di difficoltà: sono convintissimo che questi ragazzi siano pronti per le sfide più grandi che ci aspettano”, sottolinea il tecnico zagabrese sulla panchina quarnerina.

Labrović OK, Mitrović out
Nediljko Labrović e Matej Mitrović hanno saltato le ultime amichevoli per infortunio. “Labrović sta bene, domenica si è allenato e poi l’ho visto molto pimpante alla cerimonia delle Sportske novosti. L’influenza è ormai cosa passata – chiarisce Sopić –. In quanto a Mitrović, qui il problema è più serio in quanto il giocatore lamenta un infortunio all’anca rimediato nella gara con lo Sturm. Lo staff medico assicura che non si tratta di nulla di grave, ma dubito che possa essere pronto per il Gorica. E anche se lo fosse non sono convinto che sia il caso di rischiarlo. Abbiamo in rosa delle alternative molto valide. Non ci sarà nemmeno Marijan Čabraja, che ne avrà ancora per qualche tempo”.

«Speravo che il caso si risolvesse»
Tra i convocati figura invece Lindon Selahi, che ha prolungato ieri il contratto e dunque reintegrato in squadra. “Un… rinforzo importantissimo. A ogni allenatore piace avere in rosa uno come lui, ovvero un giocatore bravo tecnicamente e polivalente. Sotto sotto speravo che alla fine si sarebbe arrivati a un accordo. Per questo motivo ho voluto che Selahi si allenasse con il resto del gruppo, di modo che sia pronto in caso di risvolti positivi. Ed ecco che il momento è arrivato. Non è stato facile né per il sottoscritto né per il ragazzo, visto il perdurare della situazione di massima incertezza”.

I problema della realizzazione
La capacità dell’ultimo passaggio dell’albanese potrebbe magari giovare agli attaccanti fiumani, i quali faticano parecchio a trovare la via del gol. La realizzazione è stata e continua a rimanere un ben problema… “Nella maggior parte delle partite fin qui disputate nel corso della stagione il Rijeka ha effettuato circa 20 tiri verso il gol avversario, dei quali una dozzina nello specchio della porta. Penso che, trattandosi in buona parte di ghiotte occasioni, dovevamo segnare più gol e mettere in risultato al sicuro prima del 90’. Contro l’Osijek abbiamo tirato verso la loro porta 28 volte, soffrendo sino all’ultimo. Se non segni i cosiddetti gol facili, l’avversario può sempre sorprenderti in contropiede e rendere la partita incerta. Speriamo che in futuro le cose migliorino”, ha concluso Sopić.

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