Leona Popović Levi con vista su Pechino

Sci alpino In Finlandia la portacolori della Croazia ha colto il miglior risultato in carriera in slalom. «La prossima stagione voglio arrivare alle Olimpiadi in forma»

Leona Popović ora guarda con fiducia al prosieguo della stagione

Se il buongiorno si vede dal mattino, allora questa potrebbe essere la stagione dell’uscita dal tunnel dello sci femminile croato, rimasto imprigionato per anni nel buio più totale. Il primo segnale di ripresa l’ha dato la giovanissima Zrinka Ljutić, che si è messa in luce alle recenti gare FIS a Solda (Bolzano). La 16.enne slalomista zagabrese ha confermato quello che gli addetti ai lavori sostengono già da un po’, e cioè che si tratta di un grandissimo talento, tant’è che qualcuno le ha già affibbiato il titolo di erede di Janica Kostelić. Al di là di paragoni un po’ troppo esaltati (alla sua età Janica era già sul podio in Coppa del Mondo…), certo è che il suo esordio nel massimo circuito è ormai una questione di poche settimane e lì avremo le prime concrete indicazioni sul suo reale potenziale. Il secondo segnale è stato invece lanciato da Leona Popović, che nel doppio slalom andato in scena a Levi lo scorso weekend ha raccolto un 27º e un 18º posto partendo con pettorali altissimi, ottenendo di fatto il suo miglior piazzamento in carriera tra i rapid gates. Vero è che due indizi non fanno una prova, ma è evidente che nella squadra rosa qualcosa si sta muovendo. Finalmente.

 

“Sono molto contenta – racconta Leona, che abbiamo intercettato a Diavolezza, in Svizzera, dove si sta allenando in vista del parallelo di Lech/Zürs in programma domani –. A dire il vero potevo anche fare meglio, ma ho commesso alcuni piccoli errori che francamente avrei dovuto evitare. Ma va benissimo così, considerando i pettorali di partenza e il fatto che a inizio stagione non sai mai a che livello sei. Quest’estate mi sono finalmente allenata con continuità, senza nessun problema fisico, che invece in passato aveva spesso condizionato la mia preparazione. Sicuramente anche quest’aspetto ha contribuito alle buone prove di Levi. La classifica WCSL? Con questi risultati ho abbassato un po’ i numeri di partenza, però non sono entrata ancora nelle 30. La gara di domani? Vediamo. Il parallelo è sempre un terno al lotto. Può succedere di tutto”.

«Forse salto la combinata di Cortina»
In questa stagione la 23.enne originaria di Mrkopalj ha un unico obiettivo in testa. “Entrare nelle 30 almeno in una disciplina, che sia gigante o slalom non fa alcuna differenza. A Levi la pista ha retto benissimo consentendo anche a chi partiva dietro di trovare buone condizioni e quindi di giocarsi la qualifica per la seconda manche. Ma non sarà sempre così perciò è importante partire quanto più avanti. Anche in ottica della prossima stagione che sarà olimpica. A Pechino voglio arrivare in forma e con un buon numero di partenza”.

Il suo miglior risultato in assoluto in Coppa del Mondo resta il 17º posto centrato in combinata a Crans Montana nel 2017. Quest’anno la disciplina multipla è stata sacrificata in modo da non mischiare le atlete delle discipline tecniche e veloci. Tuttavia, ai Mondiali di Cortina in programma a febbraio la combinata ci sarà e Leona potrebbe farci un pensierino dal momento che si tratta di una disciplina che le piace molto e che si adatta bene alle sue caratteristiche tecniche.

“In realtà non so ancora se parteciperò a quella gara. Per colpa delle restrizioni legate alla pandemia quest’estate non ho potuto allenarmi in discesa e super-G. Se prima dei Mondiali riuscirò ad allenarmi nella velocità allora sarò al cancelletto di partenza, in caso contrario salterò la gara perché senza un’adeguata preparazione rischierei soltanto di farmi male”.

Rivedere il protocollo
A Levi hanno tenuto banco le polemiche relative all’esclusione delle atlete svedesi, costrette a saltare il doppio appuntamento finlandese dopo la positività del loro capoallenatore. Una decisione che ha penalizzato soprattutto Anna Swenn Larsson che nel cuore della Lapponia si sarebbe certamente giocata il podio (“Ho quattro tamponi negativi, ma non posso correre. È assurdo!”, lo sfogo a mezzo social della capitana della nazionale svedese). Molte atlete hanno chiesto alla Federazione internazionale di rivedere i protocolli anti-Covid, giudicati inadeguati e iniqui se confrontati con quelli di altri sport.

“È ingiusta questa disparità di trattamento. Ad esempio nel calcio, che peraltro è uno sport di contatto, gli atleti positivi vengono isolati mentre tutti gli altri possono scendere tranquillamente in campo. Nello sci invece è sufficiente una positività per far scattare la quarantena per l’intera squadra. Non puoi compromettere così la stagione di uno che è negativo per tutto il tempo. Il protocollo va cambiato, questo è fuori discussione”, conclude Leona Popović.

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