L’Istra 1961 si coccola Ramon Mierez

La festa dell’Istra 1961 insieme ai tifosi a fine gara

POLA | L’Istra 1961 è ai piedi di Ramon Mierez. O meglio dire, nei piedi di Mierez e, se vogliamo essere ancora più precisi, in quello destro dell’attaccante argentino, che ha già segnato quattro reti, appunto con il destro, al quale evidentemente il numero di maglietta, il 13, non porta sfortuna. Tutt’altro.
Il puntero, dopo la doppietta a Rujevica con il Rijeka che è valsa il primo punto in trasferta in questa stagione, si è ripetuto venerdì scorso a Zaprešić: stavolta i due gol, per il 2-1 finale, hanno portato tre punti. L’argentino ha così contribuito in modo decisivo alla conquista di quattro dei cinque punti conquistati dai polesi in questo campionato.
Per Mierez che, per ora, segna soltanto in trasferta, numeri eccezionali, almeno se paragonati a quelli dell’Istra 1961 nelle stagioni scorse. Contro l’Inter, l’argentino era alla quinta apparizione in campionato, alla quarta da titolare, per complessivi 419 minuti giocati. La media è di una rete ogni 105 minuti. E in sole cinque partite ha fatto meglio del miglior marcatore della stagione scorsa. Nell’annata 2017/2018, nessuno era riuscito a calare un poker; nei 36 turni di campionato Maksimović, Kitanovski, Ofosu, Matei e Roce si erano infatti fermati a quota tre.
Con i quattro gol di agosto-settembre, Mierez ha pareggiato il bottino raccolto nella sua squadra di prima divisione argentina, il Tigre, con il quale ha collezionato 30 gettoni presenza. Il 21.enne sudamericano per ora riesce a fare reparto da sé, gli piace svariare su tutto il fronte d’attacco e lo dimostrano le sue reti. Una segnata dall’area piccola, una rubando il pallone quasi a centrocampo, una partendo dalla zona sinistra dell’attacco e una da quella centrale. Si tratta di una prima punta molto mobile, che non dà riferimenti ai difensori avversari. Se continua di questo passo, la doppia cifra a fine torneo è assicurata.
Nella vittoria di Zaprešić i polesi hanno avuto un altro eroe. Si tratta del portiere Landeta, che nel primo tempo è stato chiamato a mettere una pezza su almeno cinque insidiose conclusioni degli avversari. Quando Marquez gli ha dato fiducia, relegando Čondrić in panchina, c’era qualcuno che aveva storto il naso: ora invece il portiere spagnolo ha ripagato la fiducia con gli interessi.
Sono stati sufficienti loro due per portare a casa una vittoria pesante, pesantissima. “Bisogna essere sinceri, forse stavolta non abbiamo meritato i tre punti, ma la sorte ci ha reso quello che ci aveva tolto in altri frangenti”, ha ammesso da signore l’allenatore catalano a fine gara. Un’analisi giustissima in quanto i polesi hanno subito fin troppo, sia nel primo che nel secondo tempo. Le assenze di Ivančić e Rodriguez si sono fatte sentire. Ma alla fine l’Istra 1961 non ha rubato nulla e anzi può recriminare sull’arbitraggio in quanto Gabrilo non ha concesso un rigore sacrosanto ai polesi, assegnandone uno a dir poco dubbio ai locali. Anche per questo il successo ha un sapore ancora più dolce.
Anche se dopo la vittoria di Zaprešić i polesi non hanno guadagnato posizioni in classifica, i tre punti hanno permesso loro di avvicinarsi al centroclassifica, che dista soltanto due lunghezze. E il fanalino di coda Rudeš, indiziato numero uno per retrocedere, è già quattro punti dietro.
Domenica prossima intanto Mierez e soci faranno gli onori di casa all’Hajduk. Sarà un incontro tra due squadre che appena al settimo tentativo hanno ottenuto la prima vittoria del campionato. Di fronte il presente (Marquez) e il passato (Vulić), sulla panchina dell’Istra 1961. “Me lo ricordo da quando giocava nel Mallorca”, ha inquadrato il suo prossimo avversario sulla panchina lo spagnolo Manolo Marquez. L’Hajduk di adesso non è uno spauracchio e chissà che con ci scappi la prima vittoria interna dopo oltre sei mesi? Con un Mierez così, tutto è più facile.

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