Fiumanka: uno stile di vita

Sabato è in programma la 21ª edizione, che quest’anno sarà inevitabilmente diversa da quelle che l’hanno preceduta a causa della pandemia da coronavirus. I vari aspetti della regata ci sono stati illustrati da Davor Perović, a capo dell’organizzazione

Davor Perović

Tra vent’anni sarai più infastidito dalle cose che non hai fatto che da quelle che hai fatto. Perciò molla gli ormeggi, esci dal porto sicuro e lascia che il vento gonfi le tue vele. Esplora. Sogna. Scopri. (Mark Twain)

 

Sono passati vent’anni dalla prima edizione della Fiumanka datata 17 giugno 2000, quando un gruppo di entusiasti della vela, su modello della già famosa Barcolana triestina, decise di organizzare tra lo scetticismo generale una regata anche a Fiume. Scontato il nome e anche la data di svolgimento, cioè nell’ambito dei festeggiamenti per San Vito. È stata un’intuizione generale, come si vedrà con il passare del tempo, un nuovo marchio di riconoscimento del capoluogo quarnerino e delle sue tradizioni marinare. La Fiumanka di quest’anno, giunta alla 21ª edizione, sarà inevitabilmente diversa da quelle che l’hanno preceduta. La pandemia da coronavirus ha stravolto tutti i piani, a partire dalla data, visto che la regata si disputerà a fine settembre. Dopo un breve periodo di smarrimento, la cosiddetta “nuova normalità” non ha fatto perdere la bussola agli organizzatori, che hanno subito trovato la rotta giusta. Responsabilità e rispetto delle regole epidemiologiche sono ovviamente aspetti determinanti di quest’edizione in programma sabato, misure che però non dovrebbero incidere sullo spettacolo delle vele nel Golfo del Quarnero. Ne abbiamo parlato con Davor Perović, a capo dell’organizzazione, che dal primo giorno si trova al timone della Fiumanka.

Sono trascorsi vent’anni dalla prima edizione della Fiumanka. Cosa porrebbe particolarmente in risalto di questo periodo?
“In primo luogo sono stati… aggiornati i dati anagrafici, siamo invecchiati di vent’anni e abbiamo acquisito un po’ d’esperienza. Il concetto di base però non è cambiato, ci facciamo ancora sempre trasportare dall’idea di una regata completamente gratuita nella nostra città. Sono orgoglioso di questo percorso in continua crescita e sviluppo. Porre l’accento su un determinato aspetto di questo periodo è difficile, perché la Fiumanka non è un lavoro o una professione, bensì un vero e proprio stile di vita con mille sfumature. Come succede nella vita di ogni giorno, si alternano periodi di bora e bonaccia, di gioie e dolori, di alti e bassi”.

Prendendo in considerazione l’attuale situazione legata all’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus, l’obiettivo principale era garantire la continuità dell’evento. Gli organizzatori di varie regate europee e mondiali, infatti, hanno per la maggior parte gettato la spugna. In queste circostanze siete stati messi a dura prova in funzione di una Fiumanka sicura, inclusiva e facile.
“Eventi come la Fiumanka, che si svolgono all’aperto, richiedono notevoli sforzi organizzativi e un modello finanziario consolidato. Sono aspetti che già di per sé implicano un approccio differente per la gestione di tutte quelle componenti organizzative necessarie per la riuscita della regata. In questo contesto la pandemia ha soltanto aggiunto una nuova dimensione d’incertezza. La Fiumanka comunque può ritenersi fortunata. La pluriennale esperienza, un team affiatato e rapporti di collaborazione stabili con i vari sponsor sono stati elementi di fondamentale importanza per organizzare la regata in quest’anno particolarmente difficile”.

Uno degli argomenti più discussi alla vigilia di ogni regata sono le condizioni meteo. Arriverà il vento, e se sì da quale direzione? Pioverà? È prevista bonaccia? Quest’anno il problema meteo sembra essere passato in secondo piano. L’importante sarà uscire in mare.
“Che ci piaccia o no, questa è la realtà in cui viviamo e non possiamo certamente incidere sulle condizioni meteo. Dobbiamo invece accettarle e adattarci, oppure organizzare la regata da qualche altra parte. Noi abbiamo optato per la prima soluzione e siamo contenti di averlo fatto. Nonostante tutto, a Fiume si svolge, se non la più grande regata in Croazia, sicuramente quella che attira la maggiore attenzione a testimonianza che lavorando sodo si possono superare tutti gli ostacoli. Spesso siamo finiti nel mirino della critica e noi stessi siamo stati più volte duri nei confronti della Fiumanka. Soltanto assumendo un atteggiamento critico si può migliorare. Dopo un primo rinvio della regata, quando siamo stati chiamati a scendere in campo per fronteggiare il problema globale della pandemia che ha messo in ginocchio il mondo intero, le priorità sono definitivamente cambiate. Per tutti e quindi anche per noi. Quest’anno non è importante essere il migliore e competere per vincere, ma partecipare, sopravvivere e mantenere la continuità. Sono contento perché siamo riusciti a centrare quest’obiettivo”.

Viste le circostanze particolari in cui viviamo, che Fiumanka sarà?
“Sarà una Fiumanka che porrà l’accento soprattutto sull’aspetto sportivo e agonistico. È inevitabile che sia così perché verrà a mancare quella componente extra che caratterizza l’avvenimento come tale: riunioni tematiche, sfilate di moda, serate conviviali e d’intrattenimento e via dicendo. È stato necessario cambiare approccio, adeguandosi alle norme di distanziamento sociale e di sicurezza sanitaria. Dal Festival dello sport e della ricreazione, con la Piccolissima Fiumanka disputata sul Platak, alla Settimana europea dello sport, che quest’anno rientra nel programma ufficiale, sarà appunto lo sport al centro dell’attenzione. Condizioni meteo permettendo, assieme alla vela è nostra intenzione presentare al pubblico pure altre discipline legate al mare”.

Nonostante tutti i problemi, la Fiumanka è pronta a dare spettacolo

La pandemia ha inevitabilmente inciso anche sul numero delle adesioni.
“Il numero della barche partecipanti sarà sicuramente inferiore rispetto agli anni scorsi per il semplice motivo che verranno a mancare gli equipaggi di altri Paesi. Una flessione di partecipanti riguarderà anche la regata Rotary e quella riservata ai media, che ha cambiato anche il format di competizione. Si uscirà in mare una sola giornata rispetto alle tradizionali due e i partecipanti saranno esclusivamente in rappresentanza dei media a livello locale e nazionale. Siamo comunque ottimisti. Le adesioni sono ancora aperte e stanno procedendo bene, anche se al momento è oggettivamente difficile quantificare il numero di imbarcazioni che parteciperanno alla regata. Le iscrizioni procedono bene e sono convinto che anche quest’anno assisteremo a una bellissima regata. Le previsioni meteo non sono delle migliori per il ridotto programma previsto sulla terraferma, ma un po’ di pioggia e vento in mare sicuramente non spaventano i velisti”.

È annunciato l’arrivo di qualche Maxi, cioè barche concepite esclusivamente per le regate?
“Le prime a iscriversi sono state Toto Travel (ex Tutta Trieste 2) e Molo longo (ex Tutta Trieste), imbarcazioni dalla caratteristiche molto simili, che avrebbero dovuto combattere per la vittoria alla Fiumanka. Dal ruolo di grandi favorite si sono però trasformate in sfidanti speciali. Il perché di questa imprevista modifica delle quotazioni è facile da spiegare. Siamo rimasti lietamente sorpresi dall’annuncio di partecipazione del vincitore dell’anno scorso, l’equipaggio EWOL, che si presenterà alla Fiumanka con Way of Life, ex Morning Glory, un’imbarcazione ancora più grande rispetto al 2019, prelevata dallo skipper sloveno Gašper Vinčec. Si tratta di una barca lunga 27 metri e larga quasi 5, con l’albero che raggiunge l’altezza di 41 metri, frutto di un considerevole investimento, molto probabilmente una delle 5 più veloci al mondo, che può superare le 30 miglia, in grado di vincere qualsiasi regata. Infatti, la fama di una delle imbarcazioni da gara più suggestive al mondo è confermata anche dal record ottenuto alla famosa regata Transpac (da Los Angeles a Honolulu), mentre in Europa ha vinto il Maxi Yacht Rolex Cup e la Middle Rolex Sea Race. Inoltre, a Fiume sarà presentata in anteprima la nuova arrivata nella flotta dell’ACI, che sostituirà la leggendaria Jeanneau One Design 35. Si tratta di una delle quattro barche ClubSwan 36, aggressiva ma fedele all’essenza della vela, che monta il foil, cioè l’ala. Alla Fiumanka sarà timonata dallo skipper croato Ivan Kljaković-Gašpić”.

Il campo di regata subirà delle variazioni?
“Il campo di regata è stato posto nello specchio di mare tra il Molo Longo e Kostrena e quindi, in seconda battuta, da Kostrena fino alla zona centrale del Golfo del Quarnero. Ma è una novità fino a un certo punto. Alcuni anni fa, infatti, abbiamo deciso di creare due percorsi differenti per rendere ancora più spettacolare la regata, fatto che rende unica la Fiumanka. Quello più lungo è dedicato alle barche da competizione, quello più breve alle familiari. Partenza e arrivo sono uguali per tutti i partecipanti, che grazie a questa modifica del percorso arrivano più o meno assieme al traguardo”.

Anche la Barcolana, la più massiccia regata velica al mondo, si farà. C’è forse stato uno scambio di idee e di opinioni?
“No, per il semplice motivo che stiamo parlando di due eventi che non si possono paragonare. La Barcolana è di un’altra dimensione sia dal punto organizzativo che dalle condizioni in cui si disputa. Sappiamo però che anche a Trieste saranno ridotte le manifestazioni e quelle che si svolgeranno sulla terraferma sono state studiate per evitare assembramenti. Sono sicuro che gli organizzatori hanno profuso il massimo sforzo per allestire una regata di altissimo livello perché la Barcolana, non dimentichiamolo, è una festa mondiale della vela”.

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