A Milan Rakovac il Premio Fulvio Tomizza

La consegna domani in streaming, con i membri del Lions Club a Trieste e il vincitore a Parenzo

Milan Rakoac

La prima volta, nel 2004, fu Predrag Matvejević a ritirare a Trieste il Premio Fulvio Tomizza. Un’emozione difficile da dimenticare. L’allora presidente del Lions Club Trieste Europa, Vittorio Piccoli, aveva sottolineato nella motivazione “l’intensa, continuativa e coraggiosa opera contro ogni forma di totalitarismo e nazionalismo, a difesa della libertà della cultura e a favore del dialogo e della comprensione tra le genti d’Europa e del Mediterraneo”.

Ormai il suo “Breviario” era diventato “il libro” del Mediterraneo e Matvejević, scrittore, saggista, conferenziere infaticabile, già docente alla Sorbona di Parigi e alla Sapienza di Roma, ne era il cantore per antonomasia. Ma il premio voleva anche ricordare il suo “Epistolario dell’Altra Europa”, dove aveva fatto sentire, attraverso mirabili e coraggiose lettere indirizzate ai Potenti dell’epoca, quanto in molti Paesi, vicini e meno vicini, il concetto di libertà di cultura fosse sconosciuto, con un forte e “gridato” appello a favore della libertà d’espressione, sfidando i particolarismi, i nazionalismi e i totalitarismi.
Matvejević, come Tomizza, aveva scelto una strada dura, in certi momenti ne aveva pagato le conseguenze rimanendo coerente a un’idea di fondo. Un coraggio che fa paura e spesso crea il vuoto intorno a chi si espone. Lo sa bene Milan Rakovac, che in tempi difficili volle tradurre Tomizza in croato e fu scandalo, portandosi appresso quest’idea di trasversalità come anima delle Giornate tomizziane organizzate tra Trieste, spesso in sordina e Umago, la città sulla quale gravitano i luoghi dell’autore, Matterada e Giurizzani, Momichia dove lo ricordano la casa, la vigna, l’uliveto e i tanti affetti che non cedono.

Gabriella Vaglieri Livia e Ugo Gerini, ex e nuovo presidente del Lions triestino

Una festa… a distanza
Sarà una consegna in streaming, domani, sabato 26 settembre alle ore 11, con i membri del Lions Club di Trieste all’Hotel Riviera di Barcola, mentre il premiato e gli ospiti saranno nella sala del Consiglio comunale di Parenzo. Una festa a distanza ma piena di significato. Nonostante il Covid si è voluto mantenere intatto l’appuntamento con uno dei momenti più emozionanti dell’impegno del Lions Club Trieste Europa. Il suo neoeletto presidente, Ugo Gerini, ha assunto da poco l’alta carica sostituendo la precedente presidente, Gabriella Vaglieri Livia, che ha organizzato, tra le molte difficoltà, l’evento della consegna del premio, consapevole e fiera che da quest’esperienza sia nata una bella collaborazione.
“Quest’edizione – come lei stessa spiega –, per la prima volta ha visto la partecipazione dei Lions Club gemellati di LC Lovran (Laurana), LC Grič Zagreb (Zagabria), LC Poreč (Parenzo) per la proposta delle candidature”.

Il nome emerso è stato quello di Milan Rakovac. Intellettuale istriano che si sta spendendo da anni, nel silenzio di molte associazioni e istituzioni, per mantenere vivo il pensiero di Fulvio, la forza delle sue pagine, i messaggi rivolti al futuro di un territorio che solo nel reciproco rispetto delle genti che vi abitano, può godere della ricchezza e della grandezza del proprio ruolo.

Testimone di multiculturalità
Il premio gli è stato assegnato in quanto “con le sue opere si è dimostrato testimone della multiculturalità della zona di confine dando voce a popolazioni separate dalla storia ma in realtà molto vicine”. Su sua iniziativa, nel 2000 è nato il Forum Tomizza, con l’obiettivo di promuovere il dialogo sociale e culturale e di valorizzare il patrimonio linguistico di confine. Molti gli amici che hanno aderito, dando vita a iniziative di ampio respiro portate nelle piazze e nelle sale del territorio, suscitando l’interesse dei giovani e degli studiosi che continuano ad analizzare l’opera tomizziana con grande interesse. Il motivo? Il tempo non fa che ribadirne la legittimità e l’importanza. Fulvio aveva saputo guardare oltre, predire un futuro che solo una certa Europa, unita e lungimirante, oggi potrebbe garantire. Ma è la conoscenza reciproca uno dei veicoli di maggiore importanza per poter evolvere una realtà spesso divisa dalla storia ma soprattutto dalla politica tendente a separare per gestire, a dividere per comandare.

Lo sa bene Rakovac, che ha scelto un suo approccio particolare alle tematiche tomizziane e all’idea stessa di confine, percorrendo la via di un’autonomia di pensiero e lavorativa, l’indipendenza per Rakovac è una filosofia di vita. Lo si evince dai suoi scritti, dalle sue prese di posizione, dal suo amore per il dialetto. E, in questo senso, ben rientra nell’elenco di personaggi famosi che sono stati insigniti del premio, dal già ricordato Matvejevíc (2004) a tutti gli altri: Ciril Zlobec (2005), Corrado Belci (2006), Giacomo Scotti (2007), Giorgio Pressburger (2008), Nuccio Messina (2009), Fulvio Molinari (2010), Miljenko Jergović (2011), Monika Bulaj (2012), Ivan Jakovčić (2013), Paolo Rumiz (2014), Simone Cristicchi (2015), Demetrio Volcic (2017), Mauro Covacich (2018), Raoul Pupo e Selene Gandini (2019).
“In questo periodo difficile – ribadisce il presidente Gerini – è più che mai necessario integrarsi e ricercare nuove collaborazioni e amicizie e l’organizzazione per il conferimento del Premio Tomizza proseguirà secondo i suoi principi fondanti in tale direzione. Ci stiamo già concentrando sull’edizione del Premio 2021”.

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