Daniel Šaškin. «Nel 2023 vogliamo salire sul Monte Maggiore»

«Neuville, Rovanperä ed Evans sono i favoriti della vigilia, ma vincerà chi sbaglierà di meno. Credo che alla fine sarà una battaglia sul filo dei secondi», dice il presidente del Comitato organizzatore

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Daniel Šaškin. «Nel 2023 vogliamo salire sul Monte Maggiore»

Terza tappa delle 13 in calendario, 300 chilometri spalmati su 20 prove speciali, 64 equipaggi ai nastri di partenza, 80 Paesi collegati, 500 volontari e oltre 2.000 persone coinvolte nell’organizzazione. Questi, in sintesi, i numeri dell’attesissimo Croatia Rally, che torna per il secondo anno di fila e che abbraccia ben cinque Regioni, nell’ordine quelle di Zagabria, Karlovac, Varaždin, Krapina e la Litoraneo-montana. Il raid scatterà questa mattina alle 9.01 con lo shakedown di 3,6 chilometri previsto attorno alla fortezza Okić vicino a Samobor, mentre alle 18.30 sarà la volta della passerella davanti alle Fontane di Zagabria di tutti e 64 gli equipaggi iscritti, provenienti da 26 Paesi e 5 continenti. Si inizierà a fare sul serio a partire da domani con le prime 8 prove speciali previste sulle colline dello Žumberak e nei dintorni di Samobor e Duga Resa. Si proseguirà sabato con altre 8 speciali sui percorsi tra Karlovac, Duga Resa e soprattutto il passaggio sul Platak (il primo start alle 10.09 e il secondo alle 17.42). Chiusura domenica con le ultime quattro prove in programma che attraverseranno lo Zagorje prima di raggiungere il traguardo di Kumrovec. Da lì la carovana tornerà nella capitale dove alle 15.30 si terrà la cerimonia di premiazione.

Assenti Loeb e Ogier

I grandi assenti sono i due Sebastien, Loeb e Ogier. L’unica certezza è che quindi il Croatia Rally avrà un nuovo vincitore dato il forfait dell’iridato in carica che trionfò nel 2021. In gara sarà caccia a Kalle Rovanperä. Dopo le prime due tappe andate in scena a Montecarlo e in Svezia, il finlandese figlio d’arte si ritrova in testa al Mondiale, esattamente come accaduto lo scorso anno, ma in quel caso finì clamorosamente in una scarpata subito nella prima prova speciale tradito da un asfalto molto scivoloso. Il suo principale avversario sarà il belga Thierry Neuville, secondo in classifica e uno dei migliori interpreti su questo tipo di fondo. Attenzione poi al gallese Elfyn Evans e all’estone Ott Tänak, campione del mondo 2019, entrambi a caccia di riscatto dopo un inizio di stagione decisamente in salita.

“Finalmente si parte – dice impaziente il presidente del Comitato organizzatore, il parentino Daniel Šaškin –. L’aspetto più complicato dell’organizzazione? Assicurare i mezzi necessari per mettere in scena questo spettacolo. Trovare i finanziamenti è sempre la parte più difficile, sebbene si tratti di un evento che porta molteplici vantaggi sotto forma di indotto al Paese, alle Regioni e ai Comuni che lo ospitano. Il budget? Stiamo parlando di una cifra di circa 20 milioni di kune. Un terzo dei costi viene coperto dallo Stato, le Regioni e le unità di autogoverno locale coprono un secondo terzo e il resto ce lo mettono i vari partner e sponsor. E poi c’è la parte burocratica perché a essere coinvolte sono 36 unità di autogoverno locale perciò tra permessi, autorizzazioni, forze dell’ordine, i team di pronto intervento e quant’altro, c’è una marea di ‘carte’ da sistemare. La burocrazia in Croazia è quella che è e in attesa che si snellisca, noi non possiamo far altro che adeguarci”.

Daniel Šaškin.
Foto: RONI BRMALJ

Cruciale la scelta delle gomme

Una delle particolarità di quest’appuntamento è quello di essere uno dei pochi a disputarsi interamente sull’asfalto. I piloti sono poco abituati a questo tipo di fondo e sicuramente ciò è destinato a rimescolare ulteriormente le carte. “Abbiamo voluto essere un po’ ‘cattivi’ preparando un percorso molto selettivo e pieno di insidie con diversi tipi di asfalto e un’alternanza tra strade strette, larghe, lente, veloci e con tante curve. E poi ancora tantissimi salti e continui saliscendi per un percorso davvero tosto, ma allo stesso tempo anche altamente spettacolare. Senza contare l’incognita meteo perché è attesa la pioggia che metterà ancora più a dura prova i piloti”.

La chiave in queste condizioni sarà la scelta delle gomme. “Scegliere la mescola più adatta è senza dubbio l’aspetto più difficile. I team analizzano minuziosamente il terreno, dalla sua configurazione ai diversi tipi di asfalto fino ad arrivare alle condizioni meteo, e in base ai dati raccolti elaborano poi la strategia da adottare. In una gara con così tante tipologie di asfalto e di strade, questa diventa una grande sfida per tutti i team. Sarà pertanto fondamentale riuscire a limitare al massimo il numero di errori”.

Sui favoriti al successo Šaškin preferisce non sbilanciarsi. “È difficile fare pronostici. Neuville è colui che si adatta meglio all’asfalto, ma molto dipenderà dal setup della macchina. A Montecarlo, sempre sull’asfalto, aveva tuttavia fatto molta fatica. Rovanperä è in gran forma e vedo bene pure Evans, seppur abbia iniziato male la stagione. Tra gli outsider attenzione a Katsuta e Fourmaux, che già l’anno scorso erano stati molto veloci. A vincere sarà comunque chi sbaglierà di meno e credo che alla fine sarà una battaglia sul filo dei secondi”.

Pieno sostegno

Come detto, mancheranno Loeb e Ogier, che insieme hanno monopolizzato il Mondiale conquistando 17 titoli negli ultimi 18 anni. “Ogier è ‘mezzo ritirato’, nel senso che correrà soltanto determinate gare. A casa ha una moglie e due figli piccoli perciò ora le sue priorità sono altre. Lui è una leggenda di questo sport e non deve certo dimostrare nulla a nessuno. È vero che si trova a un solo titolo da Loeb, ma evidentemente non gli interessa eguagliarlo. Quanto invece a quest’ultimo, anche lui sceglie a quali appuntamenti prendere parte dal momento che è impegnato anche in un’altra categoria”.

Il Croatia Rally tornerà sicuramente anche l’anno prossimo con un percorso che potrebbe strizzare ancora di più l’occhio al Quarnero, al Gorski kotar e in futuro sbarcare pure in Istria, che poi è il grande sogno del dirigente parentino. “L’obiettivo è inserire una ‘mega’ prova speciale tra Čabar e Delnice della lunghezza di 20 chilometri. Inoltre, un’altra idea sarebbe quella di salire sul Monte Maggiore. Abbiamo già le idee piuttosto chiare su come fare, ma tutto dipenderà dal sostegno della Regione istriana. A tal proposito, devo dire che tutte le Regioni coinvolte sono state super disponibili e felici di supportarci perciò sono convinto che anche quella Istriana lo sarà in futuro. Dopotutto l’Istria è la regione più turistica del Paese e portare qui il Mondiale WRC rappresenterebbe sicuramente un grande colpo”, conclude Daniel Šaškin.

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