L’auspicio di Žiža: tornate alla normalità

Felice Žiža, deputato al seggio specifico CNI del Parlamento sloveno analizza l’andamento politico dell’anno appena trascorso condizionato dalla pandemia

Felice Žiža con i ministri degli Affari esteri italiano e sloveno, rispettivamente Luigi Di Maio e Anže Logar

Il mondo politico sloveno ha concluso la sua attività per quest’anno pochi giorni fa. L’emergenza epidemiologica ha costretto governo e Parlamento a prendere misure straordinarie, atte a evitare il contagio, ma anche a mitigare le conseguenze negative della pandemia che sta bloccando la vita economica e sociale del Paese. Abbiamo chiesto al deputato al seggio specifico CNI del Parlamento sloveno, Felice Žiža, come valuta il 2020 appena finito.

 

“Naturalmente l’emergenza sanitaria è stata al centro del nostro lavoro di parlamentari. Il governo in carica si è insediato proprio in concomitanza con lo scoppio della crisi. È stato uno dei momenti più difficili nella storia europea dopo il secondo conflitto mondiale. L’epidemia si è presto trasformata in crisi sociale ed economica, mettendo in gravi difficoltà gli Esecutivi di tutto il mondo. Affrontare la situazione senza seminare panico, combattere il diffondersi del virus senza colpire le abitudini e le necessità dei cittadini è stato un compito improbo. Dovunque le difficoltà sono state enormi, aggravate dal fatto che il morbo era sconosciuto. La ricerca ha fatto passi da gigante, arrivando a creare un vaccino in meno di 12 mesi, cosa mai accaduta nella storia della medicina. Le incognite erano molte. A mio giudizio il governo ha operato per il bene dei cittadini, incontrando però gravissimi ostacoli. La politica non ha saputo creare le condizioni per lottare uniti contro la pandemia. Il Covid ha finito per sconvolgere anche i rapporti in seno alla Comunità Nazionale Italiana. Il divieto di assembramento e, quindi, di organizzare eventi e incontri, mi ha privato dell’importante contatto con i connazionali presso le nostre Comunità. Le serate organizzate prima del lockdown ci consentivano di avere uno scambio di opinioni e di informazioni, di parlare della nostra vita d’ogni giorno, dei suoi problemi, cercando di focalizzare il nostro lavoro su obiettivi precisi. La collaborazione con le CAN costiera e quelle comunali non è mai venuta meno. Anzi, si è ulteriormente consolidata. Ogni iniziativa viene condotta in piena sintonia, senza dimenticare quelle che sono le necessità delle Comunità degli Italiani grazie ai contatti online e telefonici”.

 

Igor Zorčič, Maria Elisabetta Alberti Casellati e Felice Žiža

I risultati portati da queste sinergie non sono mancati. Ma qual è stato il più importante dell’anno?

Ritengo che il successo di maggiore rilievo sia l’aver fatto includere nel Piano d’investimenti nazionale il restauro del Collegio dei Nobili, il palazzo più antico in Slovenia che ospiti istituzioni scolastiche, in questo caso la scuola elementare ‘Pier Paolo Vergerio il Vecchio’ e il ginnasio ‘Gian Rinaldo Carli’ – risponde il parlamentare –. Il progetto è stato condotto in stretta collaborazione con le presidi dei due istituti e con il personale che vi lavora, che ringrazio. Il mondo dell’istruzione è rimasto al centro delle mie attenzioni anche per quanto riguarda l’ampliamento dei programmi formativi e il miglioramento della loro qualità. Ne è scaturita la nuova voce di Bilancio, che consente l’assunzione di altri due consulenti pedagogici per le scuole italiane, dai quali ci si attendono importanti contributi allo sviluppo dei quadri insegnanti, al controllo dell’attuazione dei programmi e tanti altri interventi in campo didattico, in base alle loro competenze”.

Il dottor Žiža ha posto in risalto anche la collaborazione avuta negli ultimi mesi con la Nazione d’origine, l’Italia. “Ho fatto parte della delegazione che ha conferito a Lubiana con il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Nell’occasione ho avuto modo di presentare le sfide del nostro gruppo nazionale e le richieste di sostegno rivolte al governo italiano. Successivamente, nel mese di ottobre, sono stato incluso nella rappresentanza del Parlamento sloveno che ha accompagnato a Roma il presidente Igor Zorčič nella visita alla Camera dei deputati e al Senato, dove siamo stati accolti dalla presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati e dal Ministero degli Affari esteri. Ho avuto modo di portare anche qui all’attenzione degli importanti interlocutori le vaste problematiche della CNI. Queste consultazioni hanno posto in risalto la pregevole collaborazione con il Ministero degli Esteri italiano, ma anche con l’Università Popolare di Trieste”.

“Nel mio piano di lavoro resta prioritaria la tutela dei diritti acquisiti della Comunità nazionale anche per quanto riguarda il bilinguismo – dice ancora il deputato Žiža riguardo ai propositi futuri –. Come noto di recente la CAN costiera ha varato la bozza di decreto in materia, da far approvare ai quattro Comuni istriani. La materia offre ampia possibilità di interagire anche con i connazionali nel resto dell’Istria, per attuare uno dei nostri diritti fondamentali. Colgo l’occasione per complimentarmi con il mio omologo al Sabor croato, Furio Radin, per i risultati che sta ottenendo e per essere riuscito a mantenere i vicesindaci e i vicepresidenti di Regione, eletti direttamente dagli appartenenti della Comunità Nazionale Italiana, dai tagli che la modifica legislativa aveva proposto in un primo tempo. Ritengo sia anche importante il suo intento di far realizzare completamente il trattato italo-croato sulle minoranze e per questo gli auguro tanti successi anche nell’anno appena iniziato”.

“L’anno si è concluso per me – ha osservato il deputato – con la sgradita vicenda dei manifesti a Isola e dintorni, che mi hanno molto amareggiato. Una forma di pressione sugli assetti politici nazionali. Mi ha rincuorato la solidarietà espressa da numerosi connazionali. L’accaduto è sintomo di un malessere, di una certa insofferenza nei confronti dei politici che rispondono ai partiti, dai quali però noi non possiamo e non dobbiamo entrare a far parte per mantenere intatta la nostra autonomia, la nostra compattezza e la nostra integrità di gruppo nazionale autoctono. A mio avviso la CNI dovrà affrontare l’importante sfida di confrontarsi con queste forze esterne che hanno interessi diversi dalla tutela dei diritti della nostra Comunità, forze che nell’ultimo anno sono molto attive sui social media e, quindi, sono ben note ai connazionali che li seguono”.

 

In conclusione abbiamo chiesto a Felice Žiža un auspicio per il 2021.

“Dal nuovo anno mi attendo altri mesi di intenso lavoro per consolidare i risultati ottenuti in campo culturale, economico, scolastico e nel comparto informazione. Il mio augurio è che il 2021 porti alla sconfitta del coronavirus, che si possa tornare quanto prima alle attività pubbliche nei nostri enti e istituzioni e che ripartano al più presto manifestazioni ed eventi per poterci finalmente rivedere”.

Facebook Commenti