Viliam Prodan: «Monte Carlo? Come scalare l’Everest»

Dopo quasi 15 anni, un team croato, per metà istriano, è tornato a gareggiare al leggendario rally di Monte Carlo giunto all’89.esima edizione. Si è corso in versione antiepidemica dal 21 gennaio al 24 gennaio

Foto Facebook/Viliam Prodan

Dopo quasi 15 anni, un team croato, per metà istriano, è tornato a partecipare al leggendario rally di Monte Carlo che si è corso dal 21 gennaio al 24 gennaio, prima tappa del Campionato del Mondo Rally (WRC) di quest’anno. La coppia Viliam Prodan/navigatore Zoran Raštegorac, per gli amici Frik (alla fine al 51.esimo posto, al settimo nella loro classe, la RC4), si è presentata all’appuntamento alla guida di una Ford Fiesta rally 4 sulla cui porta spiccava il numero 71. Sono stati 84 i team iscritti al Rally di Montecarlo 2021, con al via, 10 vetture della categoria Wrc Plus, mentre 8 sono state le WRC 2 in gara e 11 le WRC 3, con ben 7 vetture iscritte in classe GT. La Ford di Prodan, nella classe delle vetture a trazione anteriore, risulta ottava, al 55.esimo posto nella generale.” “È davvero un peccato – commenta Prodan –. Non essendo tra i primi 50 non abbiamo potuto contare sullo start dell’ultima gionta quando pendono il via i pimi 50 clasificati. Eravamo fuori, una foratura ci è costata un piazzamento migliore”, tuttavia, aggiungiamo, resta un piazamento di rispetto per dei “deb”.

Foto Facebook/Viliam Prodan

L’89.esima edizione del Rally di Monte Carlo va in archivio con il successo di Sebastièn Ogier alla guida di una Toyota Yaris WRC+. Il francese iscrive il suo nome nell’albo d’oro della gara per l’ottava volta, effettuando il sorpasso ai danni del nove volte iridato Sebastièn Loeb, fermo a quota sette successi. A causa della pandemia, la classica che apre il Mondiale 2021, si è svolta a porte chiuse, senza pubblico. Il percorso di quest’anno, poi, è stato il più corto di sempre, con i suoi 257,64 km cronometrati, suddivisi in 14 prove speciali. Nel 2020 la gara misurava infatti 304,28 km cronometrati contro i 323,83 del 2019 e gli addirittura 388,59 del 2018. Le speciali, 15, sono risultate diverse per l’85% rispetto all’edizione del 2020. Anche gli orari delle prove speciali sono stati adeguati al coprifuoco, in vigore in Francia dalle 18. Quest’anno l’Automobile club de Monaco ha fatto saltare il mitico Col de Turini, una tappa che ha sergnato la storia del rally di Montecarlo (in notturna e con il pubblico ammassato sulla neve). Il Turini è un passo situato nelle Alpi Marittime francesi. Nell’ultima prova della giornata conclusiva di domenica 24 gennaio, il rally ha comunque avuto due passaggi sulla La Maïris/Moulinet, solo una frazione della mitica prova del Turini.

Foto Facebook/Viliam Prodan

A Prodan e al suo fido navigatore, lo zagabrese Zoran Raštegorac sono servite 10 ore di viaggio per giungere in macchina da Pinguente e rispettivamente Zagabria a Gap (luogo del ritrovo di tutti gli equipaggi), sul filo del rasoio, una ventina di minuti prima che scattasse il coprifuoco. Poi nei giorni a seguire i due sono stati raggiunti dal resto del team, composto da soci del loro club e amici fidati. Igor Puž, Mateo Butorac, Marko Stiperski, Dean Vivoda, più lo chef Bepo, Hrvoje Banić ed Emil Ćosić. Da Gap i partecipanti si sono trasferiti quindi a sud, dov’era previsto lo start della gara vera e propria. A Gap sono state effettuate tutte le pratiche amministrativo-burocratico-sportive legate alla partecipazione, verifica del mezzo, accrediti, studio delle prime prove speciali, pernottamento ecc.
“Procedimenti che non hanno avuto bisogno di eccessive lungaggini – ha spiegato Prodan sul suo profilo Facebook –. Si capisce come l’organizzazione WRC sia di una spanna superiore rispetto alle gare a cui abbiamo partecipato finora”, ha constatato. Una cosa che non è cambiata rispetto all’edizione 2020 è il regime di vigilanza sulla diffusione e il contagio della Covid-19. Il problema si estende già dalla prima parte dell’anno e della stagione sportiva, che va in scena “a porte chiuse”. Prodan e Raštegorac, pur essendo alla prima esperienza, dei rookie, si sono arrangiati come se fossero veterani della corsa.
Ci sono appuntamenti motoristici in Francia che fanno la storia dei motori. Oltre al “Monte”, come lo chiamano nel mondo rally (WRC), Le Castellet nel motomondiale, la 24 Ore di Le Mans (Endurance), e il mitico Gran Premio di Monaco (Formula 1). Quattro tappe storiche che ognuna a suo modo ha messo un particolare tassello nel mondo dei motosport. Il rally di Monte Carlo ha segnato il via del mondiale WRC (che in calendario prevede anche una tappa in Croazia, ad aprile).

Foto Facebook/Viliam Prodan

«Ci abbiamo provato»

“Abbiamo avuto due mesi per prepararci, in realtà un periodo molto breve per una competizione così importante e difficile – racconta Prodan a Radio Fiume –. Ci siamo detti, proviamoci. La situazione col Covid nel mondo ha reso le cose molto più difficili, soprattutto nelle regioni in cui abbiamo gareggiato. Purtroppo, nelle aree in cui si è tenuta la manifestazione ci sono zone rosse, è stato imposto un coprifuoco e tutto si è tenuto dalle 6 alle 18. Dal punto di vista sportivo, ho guidato molto in giro per l’Europa e ho già esperienza in competizioni estere, ma questa rappresenta ‘l’Everest’, la cima più alta del mondo per quanto riguarda il mondo del rally”, ha ammesso Prodan.
Il Rally di Monte Carlo è uno dei grandi classici delle tappe del WRC, forse l’appuntamento più importante del Mondiale. Sospeso dal 2009 al 2011, per mancanza di fondi, è stato iscritto in quegli anni all’Intercontinental Rally Challenge (IRC). Risulta essere uno dei rally più amati, famosi e complessi del Mondiale a causa delle sue condizioni del fondo parecchio variabili e inaspettate. È difficile sapere quale fondo ti aspetta, perchè si va dal bagnato, al ghiaccio, all’asciutto, e alla neve fresca: il tutto può anche alternarsi in un’unica prova. Per un pilota è particolarmente difficoltoso interpretare il tracciato e fondamentali sarà la scelta delle gomme e l’interpretazione della gara. Il “Monte”, fortemente voluto nel lontano 1911 dal principe Alberto I, dal 1973 (quando fu istituito il Mondiale rally), è la prima gara dell’anno e viene disputata nella seconda metà di gennaio, motivo per cui è molto facile trovare condizioni avverse (leggi neve e ghiaccio). La prova speciale più importante e famosa si disputa sul tratto La Bollène-Vésubie, per terminare a Sospel. In questo tragitto si percorre una strettissima e caratteristica strada di montagna tutta tornanti e curve. Di qui, si va sul mitico Col de Turini, quasi sempre ghiacciato o innevato. Fino a qualche anno fa, la speciale di Turini veniva corsa in notturna, per questo detta anche “Notte dei Lunghi Coltelli” a causa dei potenti fasci di luce.

Foto Facebook/Viliam Prodan

Prodan, classe 1986, nasce nel cuore dell’Istria, a Pinguente. In tredici anni di carriera, si è aggiudicato importanti vittorie in campo nazionale, tra cui nel 2011 il titolo croato N3. Nel 2012 si aggiudica la classe 3. Da pinguentino doc, la passione per i motori non poteva nascere che con le “Giornate Pinguentine”, la tradizionale gara in salita, a suo tempo valida anche per il Campionato europeo della specialità “salita”.

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