«Volare nell’etere o rimanere sulla Terra». Una mostra che celebra l’arte di Ivan Kožarić

Il percorso espositivo presentato nell'MMSU rientra nel programma di chiusura del progetto Fiume CEC e celebra il centenario della nascita del grande artista

Kora Girin, Branka Benčić, Irena Kregar Šegota e Vojko Obersnel

“Volare nell’etere o rimanere sulla Terra” (Odletjeti u eter ili ostati na Zemlji) è il titolo della mostra di Ivan Kožarić inaugurata ieri al Museo di Arte moderna e contemporanea (MMSU) di Fiume nell’ambito del programma di chiusura del progetto Fiume Capitale europea della Cultura. Il progetto espositivo si presenta come una retrospettiva del ricco operato dell’artista scomparso l’anno scorso in occasione del centenario della sua nascita e comprende una settantina di lavori tra disegni, sculture e tessuti nati dagli anni Cinquanta fino agli anni Dieci di questo secolo. L’esposizione è stata realizzata in collaborazione con il Museo di Arte contemporanea di Zagabria e la famiglia Kožarić.

Un alberello in fil di ferro

La percezione della natura
La mostra è incentrata sul modo in cui l’artista percepisce la natura: dalla sincera ammirazione per il mondo alla riflessione scultorea e filosofica sullo spazio. Dal susseguirsi delle stagioni, del moto apparente del Sole e i cambiamenti che di stagione in stagione trasformano le chiome degli alberi, al modo in cui registra il lavoro dell’uomo in natura, attraverso il ciclo dei campi arati e al rimodellamento del mondo in maniera scultorea, nei lavori di Kožarić il cambiamento è l’unica legge nella vita e nell’arte.
La direttrice del Museo di Arte moderna e contemporanea (MMSU), Branka Benčić, si è detta compiaciuta della riapertura dei musei che ha permesso di presentare finalmente al pubblico la mostra di Kožarić. “Con questo progetto espositivo prendiamo parte ai festeggiamenti del centenario della nascita di Ivan Kožarić – ha dichiarato la direttrice –. È paradossale che l’apertura della mostra di colui che raccoglieva sempre le persone intorno a sé e che celebrava la vita si svolga senza pubblico e che non sia un grande evento culturale”, ha osservato Branka Benčić, la quale ha precisato che il percorso espositivo comprende una settantina di lavori nati in diverse fasi dell’operato di Kožarić, per cui tra di loro non c’è un particolare legame tematico.

La scultura del Camminatore in base alla quale è stata realizzata quella sistemata in Corso

Il ruolo dell’atmosfera
“La nostra intenzione era quella di creare un’atmosfera nell’allestimento. La mostra racconta il modo in cui l’artista percepiva la natura, mentre le sue opere sono disposte in maniera fluida, in quanto non state stabilite delle gerarchie. Nelle sue opere, Kožarić ci lascia in eredità le sue texture, le atmosfere e la sua inesauribile energia”, ha concluso Branka Benčić.

La curatrice della mostra, Kora Girin, ha rimarcato il ruolo della natura nei lavori di Kožarić che, ha spiegato, ne esplorano anche gli aspetti invisibili all’occhio, come l’aria e il vento. “Questa mostra è un simbolo di ottimismo in questa pandemia”, ha rilevato la curatrice.

La direttrice della società Rijeka 2020, Irena Kregar Šegota, si è detta felice per il fatto che nell’ultima settimana del programma ufficiale del progetto Fiume Capitale europea della Cultura siano stati aperti i musei, il che ha permesso di presentare al pubblico una serie di esposizioni di rilievo.

Il Sole atterrato, la cui versione ingrandita adorna via Bogović a Zagabria

Un legame speciale
“Il progetto CEC è stato inaugurato l’anno scorso con l’installazione di Kožarić intitolata ‘Covone’ nel centro di Fiume, la quale è stata purtroppo distrutta, ma ricreata dopo poco tempo – ha ricordato la direttrice –. Con il suo ‘Covone’, Kožarić ha lanciato dei messaggi importanti e si è chiesto quale sia il nostro rapporto con la natura in uno spazio pubblico, come ci approcciamo verso l’inaspettato e il diverso. Se nell’ambito del progetto CEC non abbiamo trovato una risposta a questi quesiti, spero che abbiamo comunque aperto uno spazio per il dialogo”, ha concluso Irena Kregar Šegota.

Il sindaco Vojko Obersnel ha osservato che tra Kožarić e Fiume c’è un legame speciale, in quanto undici anni fa in Corso è stata sistemata la sua scultura “Il camminatore” (Hodač). Dieci anni dopo, ha rilevato il sindaco, in centro città è stato sistemato il “Covone”, il quale ha suscitato molto interesse e si è rivelato un atto artistico che ha confermato la grandezza di Ivan Kožarić. “Questo è uno degli ultimi eventi nell’ambito del programma di chiusura di Fiume CEC, ma credo che il suo lascito continuerà a vivere nei ricordi e in progetti concreti”, ha concluso Obersnel.

Le opere che compongono l’allestimento sono state tratte dalle collezioni dell’MMSU di Fiume, del Museo di Arte contemporanea di Zagabria, dell’Atelijer Kožarić (proprietà della Città di Zagabria), della famiglia Kožarić e della collezione Marinko Sudac.
La mostra rimarrà in visione fino al 4 luglio 2021.

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