«Retrovisore 2020»: una mostra incentrata sull’atmosfera

All'Export in Delta è stata inaugurata ieri l'esposizione che racconta il progetto Fiume CEC fin dal 2016, anno in cui il capoluogo quarnerino è stato insignito del prestigioso titolo

Le fotografie sono state collocate su strutture in legno

Progetti, laboratori, concerti, spettacoli, volontariato, partenariato locale, installazioni, infrastruttura… sono contenuti che hanno segnato in poco meno di cinque anni i preparativi e in seguito lo svolgimento del progetto Fiume Capitale europea della Cultura e che ieri hanno trovato la loro espressione visiva nella mostra fotografica “Retrovisore 2020” allestita sulla galleria dell’Export in Delta. L’esposizione, che fa parte del programma di chiusura del progetto CEC, racconta, infatti, attraverso una serie di scatti “innanzitutto l’atmosfera che ha caratterizzato i preparativi e la realizzazione dei programmi del progetto CEC”, come sottolineato dagli autori dell’esposizione. Tra eventi, spettacoli di rilievo e iniziative realizzate dai cittadini, il progetto CEC ha senz’altro risvegliato a Fiume uno spirito propositivo che va curato e mantenuto vivo in quanto incide direttamente sulla qualità di vita di ogni abitante della città e della Regione litoraneo-montana.

 

La mostra “Retrovisore” è stata aperta ieri e nell’occasione è stata visitata dal sindaco di Fiume, Vojko Obersnel, dalla direttrice della società Rijeka 2020, Irena Kregar Šegota, Emina Višnić, intervenuta a nome degli autori dell’allestimento e da Morana Matković, produttrice della mostra e responsabile del programma del DeltaLab.

Vojko Obersnel, Irena Kregar Šegota, Emina Višnić, Morana Matković e Lena Stojiljković

Retrospettiva degli eventi
Il sindaco ha ricordato che il progetto Fiume CEC si concluderà il 30 aprile, anche se alcuni programmi proseguiranno anche dopo quella data. “Spero che il programma non subirà un arresto in seguito al peggiorare della situazione epidemiologica e inoltre, sono convinto che vietare l’ingresso nei musei, nei teatri e nei cinema non abbia molto senso dal punto di vista epidemiologico – ha osservato Obersnel (purtroppo, nella giornata di ieri è stata approvata la decisione dell’Unità di protezione civile di chiudere fino al 17 aprile anche gli ambienti culturali, nda) -. Per rendere l’idea, la mostra ‘Retrovisore’ è allestita in uno spazio enorme e credo che qui sia davvero minima la possibilità che dieci persone che si trovano contemporaneamente al suo interno contraggano il virus. Ma torniamo al programma di chiusura. Con l’apertura delle mostre ‘Retrovisore 2020’ e ‘Fiume Fantastika: fenomeni della città’, nonché quella dell’artista Marina Rajšić alla Filodrammatica, siamo entrati nell’ultimo mese del progetto CEC.

L’esposizione ‘Retrovisore 2020’ è una specie di retrospettiva e la mostra ci ricorda tutto ciò che abbiamo potuto vedere e seguire negli ultimi anni, nonostante le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare nel 2020 con lo scoppio della pandemia”, ha rilevato Obersnel, il quale ha ricordato che è nuovamente aperta al pubblico anche la mostra “Fiume Fantastika: fenomeni della città”, che rimarrà in visione anche durante l’estate. “Entriamo nell’ultimo mese del progetto CEC con tanto entusiasmo e a pieni polmoni”, ha concluso il sindaco.

L’inizio del mese di chiusura
Irena Kregar Šegota ha sottolineato che il progetto CEC ha dato vita a straordinari eventi e progetti non soltanto nel 2020, ma già a partire dal 2016, anno in cui Fiume è diventata la prima città croata ad essere stata insignita dell’ambito titolo. “Questa mostra segna l’inizio del mese di chiusura del progetto, sono stati pianificati numerosi eventi e posso soltanto unirmi al sindaco nella speranza che non ci saranno chiusure di gallerie e musei, in quanto sono certa che si tratta di spazi sicuri dal contagio. Il programma che abbiamo preparato è ricco e di qualità, per cui spero che rimarrà aperto al pubblico”, ha rilevato la direttrice.

Emina Višnić, una delle autrici della mostra “Retrovisore 2020”, ha spiegato che il design e il contenuto della mostra sono stati firmati da Marino Krstačić Furić e Ana Tomić, i quali hanno fatto tutto il possibile per illustrare l’atmosfera che ha caratterizzato la realizzazione dei programmi del progetto CEC nell’arco di quattro anni e qualche mese.

Emina Višnić e Irena Kregar Šegota mentre si scattano un selfie

I retroscena di Fiume CEC
“L’esposizione comprende fotografie di artisti in scena, del pubblico a diversi eventi, di numerosi partecipanti ai programmi realizzati dai cittadini stessi, ma anche scatti di momenti che non erano visibili al pubblico in quanto erano stati ripresi dietro le quinte, negli uffici e in altri luoghi”, ha rilevato Emina Višnić, esprimendo l’augurio che la mostra non sarà soltanto uno sguardo nel passato, bensì che torni utile anche alla futura amministrazione della città, al settore culturale e ai cittadini per la pianificazione di nuovi eventi e progetti.

Morana Matković ha spiegato che le fotografie che compongono l’allestimento sono state collocate su strutture in legno, il quale è stato una scelta logica essendo la mostra allestita nell’ex magazzino dell’Exportdrvo. “Il nostro obiettivo è stato quello di presentare i retroscena degli eventi e il pubblico che li seguiva”, ha concluso.

Facebook Commenti