Fiume Cec 2020 raccontata da Elle: sviste e scivoloni

Dal 1º febbraio Fiume porta il titolo di Capitale europea della Cultura 2020, assieme alla città irlandese Galway. Un titolo molto ambito, che comporta oneri e onori, ma diciamolo pure altrettanto contestato da chi reputava, e continua a farlo, che Fiume non meritasse assolutamente questo riconoscimento. Per non parlare poi del polverone sollevato dal programma di apertura e dallo show Opera Industriale, dove alla minoranza italiana è stato riservato un trattamento inaccettabile, ma anche da tanti altri eventi previsti nel corso dell’anno. Comunque sia, Fiume è da sempre una meta molto gettonata dai turisti italiani e lo dimostrano anche le statistiche che vengono regolarmente rese note dall’Ente per il turismo cittadino. Della bellezza della città e del suo ricco patrimonio artistico, storico e culturale, se ne parla anche nell’ultimo numero del “lifestyle magazine” italiano Elle, dove la giornalista Daniela Passeri ha presentato Fiume e le sue peculiarità, sottolineando che in 100 anni ha cambiato 7 volte stato, ha visto crollare imperi, estinguersi monarchie e sorgere dittature, oltre a essere stata presa e liberata in più occasioni per la sua posizione strategica.
L’articolo nella rubrica “Viaggi” è intitolato “Magica Croazia, la fascinosa Rijeka è una delle capitali europee della cultura del 2020”, e già qui stona quel “Rijeka” al posto di Fiume, anche se all’inizio dell’articolo viene precisato, citiamo testualmente: “Se il nome Rijeka vi suona nuovo, forse è più familiare è il toponimo italiano della città, Fiume, occupata da D’Annunzio, è stata italiana dal ‘24 al ‘45 e poi restituita alla Jugoslavia”.
Nel prosieguo si può leggere che la città ha approfittato dell’opportunità data da CEC 2020 per riqualificare interi quartieri, soprattutto zone ex industriali. Vengono nominati l’ex Zuccherificio, il Museo d’arte moderna e contemporanea, la Casa dei bambini e la Biblioteca civica, anche se quest’ultimi due non sono ancora stati inaugurati, come rilevato nell’articolo, come neppure il Contemplum in Delta.
Particolare spazio è stato riservato al programma Green Wave, ovvero Onda verde, che ha lo scopo di migliorare il microclima, la sostenibilità e la biodiversità della città, come sistemare le casette per gli uccelli sugli alberi, creare orti e giardini per fare di Fiume una edible city, una città da mangiare, con piante da frutto, verdure ed erbe aromatiche nei luoghi pubblici, accessibili a tutti.
Peccato però che oltre al titolo del servizio anche le didascalie, che accompagnano le bellissime foto pubblicate a corredo dell’articolo, siano quasi tutte scorrette. Infatti sotto a quella del Canal morto possiamo leggere che si tratta della darsena di “Rijeka”, la riva è stata trasformata in lungomare e il Corso in “piazza principale della cittavecchia”.

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