«Benja 2.0» in versione ridotta

Inaugurata in Corso la Settimana del glagolitico, dove è stata allestita la mostra che racconta i fatti salienti della stamperia glagolitica fondata a Fiume nel XVI secolo dal vescovo di Segna e Modruš. Cancellate le conferenze che avrebbero dovuto tenersi nella Biblioteca universitaria

Vojko Obersnel, Orietta Lubiana e Srećko Jelušić

È stata inaugurata ieri in Corso, invece che nell’Aula consiliare come previsto in precedenza (a causa della sfavorevole situazione epidemiologica), la prima edizione della manifestazione “Benja 2.0”, ovvero della Settimana del glagolitico 2020, che si articolerà fino al 30 novembre nell’ambito del progetto Fiume Capitale europea della Cultura. La Settimana del glagolitico è dedicata al vescovo della diocesi di Segna e Modruš, Šimun Kožičić Benja, che nel 1530 fondò a Fiume una stamperia glagolitica nella quale nel 1531 vennero stampati sei libri.

 

Stampa a caratteri mobili
La manifestazione comprenderà contenuti che spaziano dagli inizi della stampa a caratteri mobili fino alla stampa tridimensionale. Si articolerà in dimostrazioni della stampa per mezzo della replica del torchio tipografico in legno con il quale venivano stampati gli incunaboli fino al 1500 e prevede pure una piccola scuola del glagolitico destinata ai bambini, dimostrazioni della stampa 3D, proiezioni di film legati al vescovo Benja e allo storico dell’arte e studioso del glagolitico, Branko Fučić. Si è dovuto invece rinunciare per il momento alle conferenze sulle ristampe dei libri realizzati nel XVI secolo da Kožičić Benja e sulle nuove conoscenze relative al glagolitico, nonché alle tavole rotonde che avrebbero dovuto tenersi nella Biblioteca universitaria. Cancellate anche le visite guidate alla mostra sul glagolitico allestita al pianterreno della Biblioteca universitaria.

La mostra allestita in Corso

Fiume centro del glagolitico
La cerimonia d’apertura della manifestazione si è tenuta in Corso, accanto ai pannelli della mostra dedicata a Benja e alla stamperia glagolitica fiumana, che si potrà visitare fino al 30 novembre. Il sindaco di Fiume, Vojko Obersnel, si è detto dispiaciuto per il fatto che si è dovuto rinunciare a una parte del ricco programma previsto nell’ambito della Settimana del glagolitico a causa del peggioramento della situazione epidemiologica. “La pandemia ha ostacolato lo svolgimento della manifestazione, ma nonostante ciò, la settimana scorsa è stata presentata la replica del torchio tipografico sul quale Benja ha stampato sei libri in glagolitico nell’arco di soltanto un anno – ha dichiarato il sindaco -. Grazie a questo fatto, la nostra città si è posizionata tra i centri del glagolitico nella storia, anche se quando pensiamo al glagolitico ci vengono in mentre altri centri, come le isole di Veglia e Cherso, oppure l’Istria”, ha rilevato Obersnel, il quale ha espresso l’augurio che le conferenze e le presentazioni si possano tenere in un secondo tempo, nel momento in cui la situazione epidemiologica sarà più favorevole.

Appoggio della Città
Srećko Jelušić, dell’associazione TypeFlow, che ha ideato il progetto, ha voluto innanzitutto ringraziare il sindaco per il suo appoggio alla manifestazione e ha invitato tutti gli interessati a consultare il sito www.benja.hr per tutte le informazioni sul programma. “Senza il sostegno finanziario della Città di Fiume non avremmo potuto organizzare questa prima edizione della kermesse”, ha puntualizzato Jelušić e ha invitato tutti a recarsi alla nuova sede del Museo civico per vedere il torchio tipografico e la dimostrazione della stampa nel XVI secolo.

I caratteri mobili

Libri custoditi nelle biblioteche mondiali
La mostra sul vescovo Šimun Kožičić Benja e sulla stamperia glagolitica è stata curata dalla prof.ssa Sanja Zubčić, della Facoltà di Lettere e Filosofia di Fiume e da Orietta Lubiana, della Biblioteca universitaria. Come spiegato da Orietta Lubiana, la stamperia di Benja venne aperta nel 1530. “Il segmento centrale della mostra annovera i libri stampati a Fiume tra il 1530 e il 1531 – ha rilevato -. Dei sei libri stampati da Benja sono state fatte le ristampe di cinque di questi volumi. Questi sono custoditi nelle maggiori biblioteche mondiali. Oltre ai suoi libri, la mostra comprende pure il percorso di vita di Benja, nato a Zara e rifugiatosi a Fiume dopo che la sua diocesi di Segna e Modruš venne attaccata dai turchi. Fiume all’epoca era un territorio sicuro che si trovava sotto la tutela degli Asburgo. Non è certo dove esattamente si trovasse la stamperia, ma è probabile che fosse sita in Cittavecchia”, ha precisato Orietta Lubiana.

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