Pd Trieste. La visita di Mattarella e Pahor: un segnale di speranza

Giovanni Montenero
Il monumento nazionale Foiba di Basovizza

“Il Pd di Trieste guarda con fiducia e speranza alla visita dei Presidenti Sergio Mattarella e Borut Pahor, auspicando che da lì in poi il rapporto della città e dei suoi abitanti con tutta la sua complessa storia e le memorie che ne derivano risulterà più sciolto e sereno”. Lo ha affermato in una nota la segretaria del Pd provinciale di Trieste Laura Famulari, rendendo noto quanto emerso dalla riunione della Direzione del partito. “La restituzione del Narodni dom nel centenario dell’incendio che rappresenta l’inizio del periodo più buio della storia triestina – ha indicato Laura Famulari – è un tassello importante di un percorso iniziato con le leggi di tutela, proseguito con il concerto dei tre Presidenti e ora alla prova di una svolta definitiva”. “Il Pd di Trieste ha lavorato e continuerà a lavorare, affinché – ha spiegato la segretaria dem – la città prosegua nel suo percorso di accettazione e comprensione di tutto il suo complesso passato, nei suoi diversi aspetti e nelle sue diverse memorie. E perché – ha aggiunto Laura Famulari – una volta conclusisi i passaggi formali, il Narodni dom di domani rappresenti, per la comunità slovena, per tutte le comunità triestine e per la città nel suo complesso un luogo di incontro di lingue e culture e, nello spirito con cui la legge di tutela venne approvata, un motivo di orgoglio per tutti”.
Seggio sloveno a Roma
Intanto la senatrice del Pd Tatjana Rojc, esponente della comunità slovena, ha inviato una lettera al ministro degli Esteri Luigi Di Maio per sollecitare lo scioglimento del nodo della rappresentanza della minoranza nel Parlamento di Roma. “Il riavvio alla Camera dell’iter della proposta di legge di riforma elettorale ad opera del presidente della commissione Affari istituzionali on. Giuseppe Brescia riapre lo spazio per un confronto sul tema della rappresentanza al Parlamento della minoranza slovena, sul quale ho chiesto a Di Maio di esprimersi nelle sedi proprie anche quale esponente politico di primo piano, oltre che come Ministro degli Esteri”, ha rilevato la senatrice Tatjana Rojc, rendendo nota la lettera inviata al Ministro degli Affari esteri Luigi Di Maio, a seguito delle dichiarazioni rese dal titolare della Farnesina durante la visita a Lubiana.
La senatrice del Pd ha fatto sapere al capo della diplomazia Luigi Di Maio che “la sua assicurazione che in vista della riforma elettorale affronterà un pieno confronto con le associazioni che rappresentano la comunità slovena in Italia, pronunciata in una sede istituzionale, è stata accolta con molta attenzione dalla mia comunità”. Ricordando che “profonde e diffuse preoccupazioni nella minoranza slovena sono sorte a seguito della legge che stabilisce il taglio dei parlamentari dalla prossima legislatura”, Tatjana Rojc ha ribadito che la rappresentanza parlamentare “deve essere garantita o almeno favorita dalla legge elettorale, in obbedienza al dettato costituzionale in materia di tutela delle minoranze linguistiche”.

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