Addio all’artista Michele Privileggi

Nato a Parenzo, esule a Leinì in provincia di Torino, è venuto a mancare a 77 anni appena compiuti

Michele Privileggi dinanzi a due suoi autoritratti

A Leinì, in provincia di Torino, in Piemonte, è venuto a mancare pochi giorni fa, a 77 anni appena compiuti, dopo lunga malattia, l’esule parentino Michele Privileggi, noto artista e ancora più celebre scultore. Di professione geometra, nato a Parenzo il 12 aprile del 1944, figlio di Nani “Micelin” Privileggi e di Giuseppina Tisler (la nonna materna era Italia Zecchini), quando aveva appena tre anni, la sua famiglia scelse l’esilio e si trasferì a Torino. Adolescente curioso, istigato dal fratello maggiore Livio, iniziò a suonare, disegnare e dipingere; nel 1960, frequentò corsi artistici professionali e dopo la maturità, grazie ai consigli del maestro Guido de Bonis e Ponte Corvo, scoprì la scultura, che diventerà la sua passione dominante.

 

Nel corso della sua carriera artistica, esplosa dopo aver raggiunto il traguardo della pensione nell’allora Sip, è stato protagonista di moltissime mostre, collettive e personali, in svariate località del Piemonte, ma ha avuto modo di farsi conoscere anche al di fuori dei confini regionali: dalla Liguria alla Lombardia alla Sardegna, fino alla Francia e all’Ungheria. Suo è, ad esempio, il Monumento al Cimitero monumentale di Torino dedicato a tutti gli esuli ovunque sepolti e ai martiri delle foibe.

Uno dei monumenti di Michele Privileggi dedicato ai martiri delle foibe

Viveva a Leinì, nella sua casa studio, dove per soddisfare la sua innata curiosità, disegnava, modellava, scolpiva in legno, in pietra e in metallo, sperimentando le più disparate tecniche. Ha realizzato opere originali ed eclettiche, monumenti, sculture arredo, vetrate, lavorando con il legno, la pietra, il bronzo e altri materiali. Ha insegnato all’UNI 3 di Leinì (Torino) alcuni elementi di scultura e tecnica dell’incisione. Dal 1978 ha installato più di 15 monumenti, presentato le sue opere in più di cento mostre collettive e personali e partecipato a una decina di concorsi pubblici per la realizzazione di opere artistiche.

Privileggi lascia in eredità le opere che lo avevano reso famoso nel mondo della pittura e della scultura.
Non ha mai dimenticato le sue origini: Parenzo e l’Istria, quella terra che aveva dovuto abbandonare da piccolissimo con la propria famiglia: un dramma condiviso con molti altri esuli istriani, dalmati e giuliani che non lo ha mai abbandonato, e che si è riflettuto nella sua arte e nel suo impegno civile.

Tantissimi i messaggi di cordoglio postati sulla sua pagina social, compreso quello del sindaco di Leinì Renato Pittalis: “L’arte, l’Istria, Leinì: quante cose ho imparato e quante me ne hai insegnate con la tua arte e con la tua sensibilità. Quante, soprattutto, me ne hai trasmesse con il tuo esempio, con la tua dedizione silenziosa, di chi riceve più di quel che dà facendo qualcosa per la propria comunità. Condividevamo l’attaccamento e l’amore per Leinì, il desiderio di fare qualcosa di bello e di buono per il nostro paese, tu che in questo paese avevi trovato terra fertile per affondarvi le radici, dopo lo sradicamento dall’Istria, ed io, che qui ho le mie ben infisse nel terreno. Non posso che ringraziarti, Michele, per tutto ciò che hai fatto: la vita ci offre tante giornate tristi, ma questa, in cui devo rassegnarmi alla tua perdita, lo è più di molte altre».

La sua scomparsa lascia affranti la moglie Gabriella, i figli Claudia e Maximilian, l’amata nipotina Nadia e tutti coloro che ebbero modo di conoscerlo e apprezzarlo sia come uomo che come artista.

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