WEF, quando potere fa rima con ONG

Viviamo in un mondo pieno d’incertezze, illogicità e sorprese. Molte organizzazioni internazionali sono sempre meno importanti per la risoluzione delle questioni importanti per la vita dei cittadini. Allo stesso tempo, alcune organizzazioni che i cittadini non eleggono o delle quali sanno poco o nulla, hanno voce in capitolo nelle decisioni globali. Una di queste organizzazioni è il Forum economico mondiale (WEF), creato nel 1971 da Klaus Schwab, un ingegnere ed economista tedesco. Fino da oggi Schwab è al timone di questo potente club dei ricchi. Il WEF è stato creato come una ONG, Forum europeo di gestione, con sede a Cologny, sobborgo di Ginevra in Svizzera. Il suo status giuridico fino ad oggi è una fondazione semplice. In realtà non è così. Chi sono i partner? Si tratta di un gruppo di 100 multinazionali, come ABB, Nestlé, Barclays, Credit Suisse, Deloitte, Deutsche Bank, Google… E chi sono invece i soci? Ci sono più di mille aziende tra le più grandi del mondo. Il WEF è una di quelle organizzazioni elitarie mondiali che esercita un’enorme influenza sui leader eletti delle nazioni occidentali, inclusa la Croazia. I suoi membri sono capi aziendali, bancari e tecnocrati di calibro mondiale che s’incontrano una volta all’anno a Davos con l’obiettivo dichiarato di “dare forma alle agende globali, regionali e industriali”. L’anno scorso il WEF con il suo “Grande Ripristino/Great Reset” del capitalismo altamente pubblicizzato, ha promesso di “utilizzare la pandemia come opportunità per far crollare il sistema economico capitalista basato sul dollaro e ricostruire meglio un nuovo sistema globale che rispecchia gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile”. Le sue ambizioni sono molto grandi. Per esempio; “con la crescente sfida per contrastare la disinformazione sanitaria, i contenuti estremisti violenti e terroristici e lo sfruttamento dei bambini online, c’è un urgente bisogno di un coordinamento globale più deliberato per migliorare la sicurezza digitale. La Global Coalition for Digital Safety, mira ad accelerare la cooperazione pubblico-privata per affrontare i contenuti dannosi online e servirà a scambiare le migliori pratiche per nuove normative sulla sicurezza online, intraprendere azioni coordinate per ridurre il rischio di danni online e promuovere la collaborazione su programmi per migliorare alfabetizzazione mediatica digitale” (fonte; WEF). Il problema è molto serio, perché la maggior parte dei leader occidentali – e molti non occidentali dei 193 membri delle Nazioni Unite – accettano il WEF come autorità mondiale sulla politica economica e sul pensiero politico. Concretamente, hanno messo l’autorità del WEF al di sopra di quella delle Nazioni Unite. Qualcuno si chiede come mai una ONG, il WEF, si assuma il potere di stare al di sopra delle Nazioni Unite e al di sopra di ogni nazione del mondo, imponendo un sistema economico globalizzato? Dichiarazioni simili potrebbero essere fatte anche sul G7 e sul G20, che non sono delle ONG, ma solo un club delle nazioni più ricche e potenti del mondo. Anche loro, non diversamente dal WEF che lavora a stretto contatto con i grandi “G”, hanno assunto il ruolo dell’ONU – per fare politica economica e politica mondiale. La pandemia da coronavirus, quella che ora viene chiamata Covid-19, era stata pianificata con cura, probabilmente da decenni. Questo tra l’altro risulta anche dal Rapporto Rockefeller del 2010. La reputazione del WEF oggi, è evidentemente legata alla sua capacità di riunire sotto lo stesso tetto più di 2.500 rappresentanti del mondo politico, economico, sociale, scientifico e mediatico, provenienti da oltre 90 Paesi, per discutere temi d’attualità. Il WEF sostiene che il suo obiettivo è “migliorare il mondo”.

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