Omaggio ad Orlanderie

Orlando Rivetti aveva 69 anni. Foto Goran Žiković

Il Rijeka si appresta ad affrontare il suo primo impegno nella fase a gironi dell’Europa League e oggi non sarebbe certamente venuto a mancare il contributo del nostro Orlando se la mano invisibile del destino non gli avesse negato il piacere – scrivere per lui era sempre un piacere – di annunciare questa sfida nell’ormai consueta rubrica “Orlanderie” della Voce del popolo, il quotidiano nel quale ha iniziato e nel quale ha concluso la sua lunga carriera giornalistica. Nel giorno del suo funerale – se non ci fosse questa maledetta pandemia migliaia di persone lo avrebbero accompagnato all’ultima, estrema dimora – abbiamo voluto rendergli omaggio “saccheggiando” le ultime Orlanderie in cui aveva seguito il cammino europeo del Rijeka, la squadra che aveva profondamente nel cuore e le cui gesta memorabili aveva sempre esaltato, non lesinando, però, le critiche quando le riteneva giuste per scuotere l’ambiente.
Se Damir Mišković, sette anni fa a Stoccarda, quando il Rijeka alla Mercedes Arena eliminò i tedeschi, disse “Se sto sognando, non svegliatemi”, a Copenaghen si è tuffato nelle fiabe di Andersen – aveva scritto soltanto pochi giorni fa –. È difficile scegliere tra le due imprese, Stoccarda o Copenaghen? A mio avviso il risultato di Stoccarda è stato un miracolo, ma quello di Copenaghen – una fiaba alla Andersen, come l’aveva definita – lo supera. Anche se non si dimentica mai la prima volta… Dopo aver vinto la Coppa Croazia, a Copenaghen ha realizzato il sogno chiamato Europa League, portando a Rujevica Napoli, AZ Alkmaar e Real Sociedad. Sognare è lecito, come del resto aveva fatto la squadra fiumana prima di scendere in campo a Copenaghen. Per Mišković era la 48ª partita europea. In attesa che a Rujevica arrivi il Napoli, dopo che il Milan, con lo stesso allenatore dei partenopei, Gennaro Gattuso detto Ringhio, era stato costretto a deporre le armi…
Orlando ricordava così la vittoria dei fiumani a Rujevica contro i rossoneri (gol di Jakov Puljić al 7’ e di Mario Gavranović al 47’), come se volesse indicare la strada giusta alla “banda di Rožman”. Della “fiaba di Andersen” aveva scritto anche sette giorni prima, a fine settembre, nella sua “caccia al tesoro”. Sebbene il presidente del Rijeka Damir Mišković avesse dichiarato che non sono i soldi che contano – era il pensiero di Orlando –, bensì il fatto che il Rijeka voglia confermarsi una realtà europea accedendo alla fase a gironi di Europa League, per i fiumani la trasferta di Copenaghen è una vera e propria caccia al tesoro, un tesoro da 2,9 milioni di euro… L’Europa League è una vetrina importante per i calciatori. Non quella nella città della Sirenetta, simbolo della capitale danese, per capirci meglio. Sono le partite europee nella fase a gironi, infatti, ad aprire le porte del mercato per i giocatori della Prima Lega croata…
In otto anni dell’era Mišković, dopo avere lottato per la salvezza nella prima stagione, il Rijeka è stato sempre protagonista in Europa. In otto presenze sono complessivamente 47 le partite di Damir Mišković, con Matjaž Kek in panchina 42 volte, Igor Bišćan 4 e Simon Rožman una, quella con gli ucraini del Kolos… A Copenaghen il Rijeka si gioca la carta Europa, e per la gioia di Orlando e di tutti i tifosi del Rijeka, ha giocato la carta giusta, nonostante i danesi fossero partiti con i favori del pronostico. I danesi sono una squadra compatta, forte in tutti i reparti – aveva annunciato e avvisato il nostro Orlando –, mentre il Rijeka è un’incognita. È difficile prevedere di che cosa siano capaci, nel bene e nel male, i giocatori di Simon Rožman… Nel bene o nel male, stavolta nel bene, si sono aggiudicati meritatamente una partita con un autogol di Ankersen al 20’ propiziato da un’azione personale di capitan Andrijašević.
Prima di poter prendere in mano le “fiabe di Andersen”, però, i fiumani hanno dovuto superare gli ucraini del Kolos Kovalivka e anche in questo caso Orlando non ha fatto mancare ai fedelissimi lettori della Voce il suo punto di vista. Senza pubblico, una partita secca, aveva scritto alla vigilia. Rujevica sarà un’altra volta un “cratere lunare”, ma in palio ci sarà l’Europa… Il Rijeka dell’era Mišković ha disputato tre volte la fase a gironi dell’Europa League. A Cantrida hanno deposto le armi Feyenoord e Standard Liegi, mentre il Sivigilia, che avrebbe poi vinto il trofeo, si è salvato con un gol in pieno recupero.
A Rujevica arrivano gli ucraini del Kolos Kovalivka, che hanno sorprendentemente sconfitto i greci dell’Aris a Salonicco. I fiumani partono favoriti dal pronostico, ma lo erano anche gli ellenici. Il Kolos pratica un calcio atletico, tipicamente russo, aveva avvisato Orlando, attingendo poi alla storia del calcio fiumano, di cui era profondo conoscitore, ricordando a tutti che è dal 1962 che il Rijeka gioca in Europa. La storia iniziò 58 anni fa in Germania, a Oberhausen: la compagine fiumana perse per 4-3 nella Coppa Intertoto. Poi vinse in casa, conquistò il primo posto nel girone e quindi venne eliminato nei quarti di finale. Complessivamente sono stati affrontati 61 avversari in varie competizioni, ma tra questi soltanto una squadra ucraina prima del Kolos: il Metalist di Harkiv undici anni fa. A Fiume finì 1-2, a Harkiv 2-0 per i padroni di casa…
Rožman ci tiene all’Europa. È una sfida. Al Domžale ha giocato 16 incontri in tre anni, eliminando anche il Friburgo. Prima della gara con gli ucraini ha citato la partita con i russi dell’UFA. Il Domžale venne eliminato dopo due pareggi, 1-1 e 0-0. L’UFA praticava un calcio come il Kolos. Soltanto che il Rijeka non è il Domžale. Infatti, grazie ai gol segnati nei tempi supplementari da Joao Escoval (103’) e Franko Andrijašević (116’), i fiumani hanno compiuto il passo determinante per poter togliere dagli scaffali della biblioteca del calcio le “fiabe di Andersen”, l’ultima “fiaba” di Orlando. Le sue “fiabe”, piene di metafore e altre figure retoriche, avevano sempre un sottinteso intento formativo e di crescita morale. Tra fate, orchi e giganti il nostro Orlando si è sempre disimpegnato come il suo noto omonimo, eroe della poesia cavalleresca del Medioevo francese. Sarai sempre con noi…

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