IL PUNTO Riaperture: scommessa vincente?

Foto Roni Brmalj

All’indomani dell’annuncio sulla comparsa in Croazia della variante britannica del coronavirus non si prospetta alcun inasprimento delle misure restrittive. Anzi giunge la conferma che si va verso un graduale allentamento della stretta. Le recenti proteste di piazza e le azioni dimostrative, ovvero aperture non autorizzate degli esercizi, decise dagli imprenditori e in particolare dai ristoratori, evidentemente hanno colpito nel segno. Visto che i dati sull’andamento del contagio al momento non destano troppe preoccupazioni il premier Andrej PlenkovIć ha deciso di rompere gli indugi e di “premiare” i cittadini per l’alto livello di responsabilità dimostrato finora che ha permesso di porre sotto controllo la situazione epidemiologica che ancora a fine novembre sembrava fosse sfuggita di mano. Chi non si ricorda, ad esempio, dei paragoni tra il quadro sanitario di allora ad esempio a Varaždin e quello a Bergamo, nella fase iniziale della pandemia, la primavera scorsa? Ora è tutta un’altra musica. Sia pure con le consuete raccomandazioni alla cautela, a non abbassare la guardia, stavolta si fanno passi tangibili verso un alleggerimento delle misure di contenimento della pandemia. Il premier, pertanto, ha annunciato ieri, che dopo le consultazioni tra i governo, gli epidemiologi e la Task force della Protezione civile, è stato deciso che a partire da lunedì prossimo 15 gennaio verranno riaperti i centri fitness, le scuole di lingue straniere, le scommettitorie e i casinò. Ai bar, invece, verrà data la possibilità di vendere caffè e bevande da asporto. Queste “concessioni” varranno fino al 1º marzo, poi si vedrà… Il rischio, ovviamente, è che questi alleggerimenti possano essere intesi come un liberi tutti, ovvero scampato pericolo, salvo poi essere costretti a rinchiudersi tutti in casa.
Fatto sta che, ad onta dell’allentamento delle misure, la variante britannica circola ormai nel Paese. A tal punto che persino Dino Kozlevac, responsabile della Task force istriana, lascia da parte il suo proverbiale ottimismo sulle sorti del contagio nella penisola e avverte che la situazione non è buona, anzi dà adito a preoccupazione. Che farà il Paese per difendersi dai “mutanti”? Lo ha lasciato già intendere il responsabile della Task force nazionale, Davor Božinović: ci sarà un controllo forte ai confini. Fatto sta che il “virus mutato” è già sul territorio nazionale, per cui blindare le frontiere è come chiudere le stalle dopo che i buoi sono scappati. Già ora il regime confinario croato è ferreo: le parole di Božinović sono un segno che continuerà a esserlo ancora per diverso tempo. E poi magari, alle prime avvisaglie di una possibile ripresa della stagione turistica ci sarà la riapertura improvvisa. Questo è stato lo scenario lo scorso anno, che, sicuramente, ha permesso alla Croazia di avere una stagione coi fiocchi se rapportata a quella della concorrenza nel Mediterraneo. Andrà bene di nuovo?

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