Una commedia fatta per grandi performance attoriali

Ha debuttato al TNC «Ivan de Zajc» di Fiume il celebre musical broadwayano di Cole Porter «Baciami, Cate», per la regia di Tihana Strmečki. In scena tutte le sezioni del Teatro

In primo piano Mirko Soldano nel ruolo di Bruno Cambieri/Petruccio e Leonora Surian Popov nel ruolo di Lilli Vanessi/Katarina

Ha debuttato giovedì scorso lo spettacolo “Baciami, Cate” (Kiss Me, Kate) nella regia di Tihana Strmečki: portando in scena il celebre musical broadwayano di Cole Porter, il Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc” ha dimostrato, anche questa volta, una grande ambizione e audacia nelle scelte artistiche.

Da sinistra Denis Brižić, Marko Fortunato, Leonora Surian Popov ed Elena Brumini

Sorprendente l’esibizione di Soldano

Non è la prima volta che “Baciami, Cate” appare sul cartellone di uno spazio teatrale fiumano (la prima replica del musical a Fiume risale addirittura al 1971). Tuttavia, la nuova produzione dello “Zajc” porta, senza ombra di dubbio, una serie di sorprese per il pubblico. Innanzitutto, è la prima volta che vediamo Mirko Soldano, attore del Dramma Italiano dal 2004 al 2009 e dal 2013 a oggi, recitare in un musical e, soprattutto, portare avanti un ruolo da protagonista (insieme a Leonora Surian Popov) esibendosi quasi interamente in lingua croata. Un evidente sforzo dell’attore, intrapreso, ciononostante, con grande dedizione e impegno, che il pubblico dello “Zajc” ha saputo riconoscere e apprezzare. Soldano, dopo le prime battute in croato pronunciate con un po’ di insicurezza – un certo livello di titubanza è, del resto, da aspettarsi da un attore alla prima di uno spettacolo e, se superato (come in questo caso), dimostra la vera professionalità del performer –, è riuscito a catturare il pubblico che, con ogni nuovo applauso, ne ha alimentato la recitazione.

Il forte accento italiano del protagonista (Bruno Cambieri nella versione dello “Zajc”) viene giustificato dalla drammaturgia e, anche se forse poco sfruttato a momenti, funziona piuttosto bene in scena.

Una delle prime scene del musical

Una rinuncia alla pretenziosità

L’ottimo adattamento drammaturgico di Igor Weidlich, ricco di riferimenti all’ambiente politico, sociale e culturale della Croazia (oltre che più specificatamente di Fiume), riesce a “rompere il ghiaccio” tra la scena e la platea per dar spazio ai performer di introdurre il pubblico nella magia della commedia musicale. Non mancano neanche gag autoironiche che, accompagnate da forti risate degli spettatori, dimostrano che uno dei punti di forza del musical poggia proprio sui momenti in cui la messinscena rinuncia a ogni forma di pretenziosità, come per dire: “Non siamo qui per impartire lezioni di vita o per far vedere quanto siamo bravi, vogliamo solo divertirci e divertirvi”. Senza negare con ciò la serietà e la professionalità dimostrata da tutti gli ensémble coinvolti nella produzione e, soprattutto, la bravura dei singoli interpreti.

In primis, Leonora Surian Popov che, nel ruolo di protagonista, dà prova delle sue grandi e maturate capacità vocali, oltre che attoriali. Interpretando la parte di Lilli Vanessi/Katarina, l’attrice si lascia trasportare dallo stato d’animo del personaggio, sorprendendo per l’energia – apparentemente inestinguibile, a momenti – con cui affronta una dopo l’altra le impegnative canzoni della pièce.

Lo spettacolo è stato riservato a persone dotate di certificato Covid

Le parti secondarie

La fortissima presenza scenica della Surian Popov non viene meno nemmeno nei momenti in cui condivide la scena con attori che, come nel caso di Elena Brumini, danno delle stupende performance individuali. Recitando nel ruolo di Leona Car/Bianca, quest’ultima attrice offre un assaggio delle proprie potenzialità comiche e – soprattutto negli assoli – domina la scena con agio e sicurezza. In altre parole, Elena Brumini – e lo stesso discorso vale, in questo caso, anche per Leonora Surian Popov – sembra fatta per il musical. Nella messinscena appare anche Stefano Surian (fratello minore di Leonora) che interpreta la parte di Toni Franić/Lucenzio, mantenendo alto il livello della recitazione anche delle parti secondarie, e fornisce un’ottima base e cornice per la performance della Brumini. Inoltre, la grande produzione dello “Zajc” vede la partecipazione di numerosi attori e primiattori del Dramma Croato e del Dramma Italiano che, seppur recitando in ruoli minori, sono riusciti a conquistare in poco tempo il pubblico della prima.

Particolarmente riuscita è stata la recitazione della coppia Nikola Nedić/Mario Jovev che ha suscitato sincere risate del pubblico con pressoché ogni battuta, rischiando a momenti addirittura di superare la bravura dei protagonisti.

Va rilevata anche la formidabile performance dei danzatori del Balletto dello “Zajc” che, seppur con capacità attoriali che lasciano molto a desiderare, fanno delle coreografie di Tihana Strmečki (che, per la prima volta, si ritrova nel ruolo di regista, oltre che di coreografa) delle esibizioni assolutamente contagiose.

In primo piano, da sinistra Mirko Soldano e Leonora Surian Popov. Dietro Nikola Nedić e Mario Jovev

Qualche sorpresa spiacevole

Purtroppo, in occasione della prima di “Baciami, Cate” non sono mancate neanche sorprese spiacevoli, come nel caso di Dražen Mikulić, primattore del Dramma Croato, che, con un’interpretazione piuttosto deludente del ruolo di Gordan Horvatin, ha sprecato diversi momenti comici, lasciando il pubblico indifferente di fronte a molte gag che, evidentemente, avrebbero dovuto suscitare reazioni positive.

A differenza, ad esempio, di Denis Brižić – a cui basta qualche battuta o anche la sola mimica facciale per catturare e divertire il pubblico – la recitazione di Mikulić, purtroppo, non è stata caratterizzata da momenti memorabili. Dall’altro lato, i problemi tecnici della messinscena, anche se non numerosi, rischiano di recare fastidio e influire negativamente sull’attenzione del pubblico, rovinando l’impressione positiva data dall’esibizione degli attori, dei cantanti e dei danzatori. La fine della rappresentazione è stata accompagnata da un forte applauso del pubblico, tuttavia con una sola chiamata alla ribalta.

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