Un omaggio a Franco Giraldi alla Casa del Ricordo

Il Comitato provinciale di Roma dell’ANVGD presenta un libro dedicato al noto regista cinematografico giuliano e al suo opus istriano

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Un omaggio a Franco Giraldi alla Casa del Ricordo

Alla Casa del Ricordo a Roma è stata inaugurata la nuova stagione post-Covid. Il Comitato provinciale di Roma dell ANGVD – Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, ha organizzato la presentazione del libro “La trilogia istriana nel cinema di Franco Giraldi”. Un avvenimento che non è stato solo un omaggio a Franco Giraldi, noto regista cinematografico giuliano, ma anche all’Istria che è stata spesso un soggetto dell’attività poliedrica di Franco Giraldi. Ad introdurre e moderare la serata, organizzata nel pieno rispetto delle norme anti-Covid, è stata la presidente del Comitato provinciale dell’ANGVD di Roma, Donatella Schurzel. Nella sua prolusione la professoressa ha presentato l’autore del libro, una persona già ben nota tra gli esuli giuliani e dalmati, il critico cinematografico, nonché vicepresidente nazionale ANGVD, Alessandro Cuk.

 

L’autore ha già contribuito notevolmente alla diffusione della cultura e alla conoscenza dell’esodo giuliano-dalmata, come ha anche rilevato la moderatrice, parlando anche delle opere precedenti di Cuk, come ad esempio la biografia della grande polesana Alida Valli, “Da Pola a Hollywood e oltre”. Bisogna inoltre menzionare anche le sue altre opere importanti: giornalista e critico cinematografico prolifico, Cuk si è occupato largamente di cinema e mondo dello spettacolo di quest’area geografica. Tra le varie sue pubblicazioni bisogna ricordare anche “La questione giuliana nei documentari cinematografici” e “L’esodo giuliano-dalmata nel Veneto”, “Il giorno del ricordo” con Tullio Valery, e inoltre saggi importanti su Totò “cugino di Pulcinella, nipote di Arlecchino”, il cinema di Roberto Benigni, per arrivare infine a questo saggio su Franco Giraldi. Il libro di Cuk “La trilogia istriana nel cinema di Franco Giraldi”, presentato anche al Festival del Cinema di Venezia nel 2021, è incentrato su tre pellicole del cineasta goriziano, nato a Comeno (di madre slovena, padre italiano dell’Istria), venuto recentemente a mancare come vittima proprio del Covid, e tratte da racconti di ambientazione istriana: “La rosa rossa” (1973), da un romanzo di Pier Antonio Quarantotti Gambini, “Un anno di scuola” (1977) dal racconto omonimo di Giani Stuparich, e “La frontiera” (1996) dal romanzo di Franco Vegliani. Tutti film che ritraggono il paesaggio e i personaggi dell’Istria e della Dalmazia, italiani, croati e sloveni, i cui destini si intrecciano al confine, alla frontiera dei mondi, quello italiano e quello slavo. Regista serio e di buon gusto, Giraldi era un intellettuale di notevole sensibilità artistica e buona cultura, che ha lasciato un’ impronta indelebile nella storia del cinema italiano. A parlare di lui come di una persona di grande dignità e signorilità sono stati anche lo scrittore noto al mondo dell’esilio, nonché editore proprio degli incontri letterari di frontiera Diego Zandel, reduce dal Raduno dei Fiumani da Fiume, dove ha presentato l’opera di Enrico Morovich, la produttrice Olivia La Pegna, figlia del collaboratore di Giraldi Arturo La Pegna e la sceneggiatrice Elisabetta Fogazzaro: con aneddoti inediti sul grande regista hanno animato la serata, seguita sia dal vivo e sia in streaming sul sito Facebook dell’ANGVD. Un evento che si è trasformato in un piacevole scambio di memorie, ricordi, e “ciaccole” che hanno fatto rivivere non solo un personaggio eccezionale (e gli autori che lo hanno ispirato), ma anche il contesto storico e culturale in un’atmosfera conviviale e intellettualmente stimolante.

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