«Rikordi»: uno spazio che unisce Fiume e Rijeka

Zoran Petrović, Viviana Bašković Perić e Goran Sišak // foto: Ivor Hreljanović

FIUME | Quando un gruppo di appassionati della storia e del retaggio culturale di Fiume si riunisce per mettere insieme i frutti di anni di ricerche e di collezionismo guidato dall’amore per la propria città, il risultato è un progetto ambizioso, partito in sordina, ma che sta poco a poco prendendo forma: un Museo indipendente dedicato alle memorie personali legate al passato del capoluogo quarnerino. Al fine di dare vita a questo nuovo centro culturale, è stata costituita un anno fa l’associazione Rikordi, composta da cittadini cui sta a cuore un dialogo pacato tra tutti gli abitanti di Fiume e la ricerca di ciò che li accomuna. Della lodevole iniziativa, che è stata concretizzata di recente con l’affitto di uno spazio in via Adamich, che ospiterà il futuro Museo, abbiamo parlato con il presidente dell’associazione Rikordi, Goran Sišak, il vicepresidente Zoran Petrović e la connazionale Viviana Bašković Perić, insegnante di educazione fisica nelle scuole Gelsi e Belvedere e segretaria dell’associazione, che con entusiasmo e voglia di fare si sono rimboccati le maniche con l’obiettivo di offrire alla scena culturale di Fiume un contenuto interessante ed educativo.
“L’obiettivo principale della nostra associazione è la salvaguardia del patrimonio storico-culturale nel territorio di Fiume e della Regione litoraneo-montana e l’istituzione di un piccolo Museo indipendente nel quale tutti gli interessati avrebbero la possibilità di donare oggetti personali legati a Fiume e al suo passato – ha esordito Goran Sišak -. Tutti questi oggetti sarebbero collegati in un’interessante storia. È per questo motivo che abbiamo deciso di chiamare ‘Rikordi’ la nostra associazione: noi vogliamo occuparci di ricordi, di memorie personali dei nostri antenati di tutti i periodi storici importanti per lo sviluppo di Fiume.”

In che modo il futuro Museo si differenzierà dal Museo civico, che pure si occupa della storia di Fiume e degli oggetti che appartengono al suo passato?

Sišak: “Il Museo civico è un’istituzione, appartiene alla cultura istituzionale, mentre noi desideriamo basarci sul ‘racconto’ della storia di Fiume, vorremmo creare qualcosa di più facilmente fruibile e accattivante. Il nostro allestimento si baserà su storie personali, su personaggi e vicende meno note. L’idea è di presentare il tutto tramite un racconto divertente a un pubblico più ampio, sia ai turisti che agli abitanti di Fiume. Soprattutto ai giovani. L’allestimento sarà composto da oggetti donati dai cittadini. La nostra associazione conta un numero notevole di collezionisti disposti a presentare le proprie collezioni. Si tratta di raccolte di valore inestimabile che farebbero gola a qualsiasi museo. Io, ad esempio, possiedo una pergamena regalata in segno di gratitudine all’allora sindaco di Fiume, Giovanni Ciotta, da tutti i patrizi fiumani in occasione del suo pensionamento. Il documento è rilegato in pelle e decorato in stile Liberty. Questo è uno dei tanti oggetti preziosi del nostro futuro allestimento e lo abbiamo temporaneamente dato in prestito al Museo civico in occasione del progetto Fiume Capitale europea della cultura 2020. Ci occupiamo di collezionismo da una decina d’anni: siamo interessati a oggetti, racconti, vicende ed eventi. Siamo attivi pure su un forum nell’ambito dell’associazione Croinfo, dove postiamo testi e fotografie. Ad un certo punto abbiamo pensato di trasferire la nostra attività virtuale nella realtà e individuare un luogo nel quale presentare tutto ciò che abbiamo accumulato negli anni.
Dopo alcuni mesi di ricerche, siamo riusciti a prendere in affitto uno spazio in via Adamich al civico 5, in un edificio costruito negli anni Settanta del XVIII secolo, nel quale portare avanti le nostre attività. La sede del futuro Museo si trova nei pressi della Biblioteca civica e della sede dell’Unione Italiana, per cui è in pieno centro. In questo momento è in corso l’opera di ristrutturazione degli spazi, che contiamo di portare a termine entro la metà o la fine di giugno. Questo Museo sarà aperto a tutti. Lo spazio è interessante anche perché, come scoperto dal nostro membro Damir Raguž, cent’anni fa ospitava la famosa taverna ‘All’ornitorinco’ frequentata da D’Annunzio ogni sera, dove il Vate mangiava il famoso risotto di scampi e beveva il liquore ‘Sangue Morlacco’.”
La vostra associazione ha un nome particolare che fonde la parola italiana ‘ricordi’ con la scrittura fonetica croata, in cui la “c” si trasforma in “k”…
Bašković Perić: “Innanzitutto, desidero rilevare che quest’associazione ha una lunga storia e che molti di noi sono membri di diversi gruppi e forum virtuali. Personalmente, sono membro e/o amministratore di diversi gruppi Facebook e Forum online da tanti anni, come la NREF (Nova Riječka Enciklopedija Fluminensia), 051, Un Fiume di Fiumani, Basta coi rancori e via dicendo, e facendone parte ho avuto modo di imparare e approfondire il mio sapere proprio grazie a queste persone, fortissime in materia. L’amore per il patrimonio storico-culturale della nostra città è una cosa, ma svilupparlo e svolgere le ricerche storiche è qualcosa di importante ed eccezionale, perché in questo modo uno risveglia in sé dei sentimenti che forse erano un po’ assopiti. Con il padre di Sušak e la madre fiumana, sento in me la fusione di tutte queste storie.
Da dove il nome Rikordi? Quando abbiamo deciso di fondare l’associazione abbiamo riflettuto su un nome capace di collegare le varie identità di Fiume. La parola Rikordi è stata proposta da una nostra socia e si impose come la scelta giusta. Credo che sia un simbolo di collegamento tra Fiume, Rijeka e Sušak in un’unica storia. Il nostro obiettivo è rompere finalmente le barriere tra le varie componenti della popolazione di Fiume e trovare un filo comune tra di esse.”

Dunque, possiamo dire che quest’associazione ha come scopo essere uno spirito d’unione tra gli italiani e i croati e tutte le altre etnie che vivono in questa città.

Bašković Perić: “Assolutamente sì. Personalmente, sono idealista e non è facile portare avanti un discorso simile. I rancori sono presenti da troppo tempo e ascoltando le storie di croati e italiani mi rendo conto che raccontano le stesse cose da ottiche contrapposte.
Ma tornando al futuro allestimento del Museo in via Adamich, vorrei ribadire che si tratta di uno spazio che abbiamo preso in affitto, per cui abbiamo bisogno di fondi per portare avanti la nostra attività. Pertanto, invitiamo tutti gli interessati alla storia di Fiume a diventare membri della nostra associazione e ad aiutarci con qualche donazione, se ne hanno la possibilità. La nostra attività non si esaurirà con la fondazione del Museo. Nel nostro statuto abbiamo previsto una serie di eventi come conferenze, presentazioni destinate ad adulti e bambini e altri eventi per fare conoscere a tutti la travagliata storia di questa città.”
Petrović: “Tutti noi ci siamo conosciuti sul forum dell’associazione 051. Il Museo dovrebbe diventare un luogo di incontro e di scambio di storie e di ricordi. L’atmosfera dovrebbe essere rilassata e l’idea è di creare un Museo che possa autofinanziarsi. Ovviamente, le quote d’iscrizione che versano i membri dell’associazione non bastano per finanziare le nostre attività, per cui dobbiamo proporre progetti e programmi talmente interessanti da invogliare le persone e i potenziali visitatori a contribuire finanziariamente al Museo, o a pagare, magari, il biglietto d’ingresso. Un visitatore dovrebbe ottenere dal nostro Museo qualcosa che non può ottenere in nessun altro spazio.”
Nella realizzazione dell’allestimento verranno inclusi anche esperti in materia?
Sišak: “Senz’altro. Della nostra associazione fanno parte anche diversi esperti e curatori dei nostri Musei che ci daranno una mano nell’elaborazione dell’allestimento, ma l’obiettivo è che questo sia concepito in maniera divertente e facilmente fruibile. Ad esempio, abbiamo pensato alla possibilità che in via Adamich capiti un turista, il quale dovrebbe ottenere tutte le informazioni essenziali su Fiume nell’arco di mezz’ora. Idealmente, questo dovrebbe spronarlo a esplorare più a fondo i temi accennati.”

Il Museo avrà un allestimento permanente?

Sišak: “Il nostro obiettivo è avere uno spazio polivalente. Una parte dello spazio sarebbe destinata all’allestimento permanente, ma pensiamo pure all’organizzazione di fiere d’antiquariato una volta al mese e aste di oggetti una volta all’anno. In questo contesto sono numerosi gli interessati, i quali provengono non soltanto da Fiume e dalla Croazia, bensì anche dall’estero. Da rilevare che l’allestimento sarebbe concepito in tre lingue: inglese, italiano e croato. A seconda dei finanziamenti a disposizione, pensiamo di attrezzare il Museo con dei touch screen. Intendiamo pure organizzare regolarmente conferenze tematiche di ricercatori amatoriali e di esperti di vari campi. Vorrei precisare che abbiamo aderito ai concorsi banditi dalla Città di Fiume con tre progetti, per cui aspettiamo con impazienza i risultati, perché per noi questi finanziamenti hanno un’importanza vitale in questo momento in quanto ci permetterebbero di proseguire con i nostri piani e realizzare le nostre idee.”

La vostra associazione riunisce anche membri residenti in Italia?

Bašković Perić: “Per ora non ce ne sono ancora perché siamo agli inizi, ma sarebbe molto bello avere questa possibilità. Sono in contatto con parenti e amici esuli e li invito tutti a partecipare al lavoro della nostra associazione. Sarebbe molto bello avere un contatto e un rapporto con l’Archivio-Museo storico di Fiume e il dott. Marino Micich, nella speranza che accetti questa collaborazione. Ad ogni modo, vedremo se tutto ciò si realizzerà. La nostra storia è molto complessa, per cui non è facile parlarne. La parte politica, che inevitabilmente viene a galla quando si parla del passato di Fiume, viene trattata nel nostro ambito con cautela e distacco. Noi cerchiamo di non soffermarci su questi aspetti e di parlare del lato culturale di Fiume. Vorrei menzionare a questo punto la prof.ssa Julija Lozzi Barković, una delle fondatrici della nostra associazione, la prof.ssa Daina Glavočić, che ha accettato con entusiasmo la nostra idea e ha offerto la sua collaborazione, e la prof.ssa Marija Lazanja Dušević del Museo civico, che sono esperte di storia dell’arte e del patrimonio storico-culturale di Fiume, le quali ci daranno una mano nella realizzazione delle nostre idee.
Per quanto riguarda lo spazio, questo al momento non è ancora agibile, ma spero che un giorno attirerà l’attenzione di tantissime persone, soprattutto dei turisti che giungono sempre più numerosi a Fiume.”

Avete ingaggiato un designer per la realizzazione del percorso espositivo?

Sišak: “Per il momento non lo abbiamo ancora fatto perché non disponiamo di fondi sufficienti, ma tra i nostri membri ci sono persone che hanno esperienza in questo campo, per cui contiamo sul loro aiuto.”
Petrović: “Uno dei nostri membri, Ivan Martinaš, è un esperto di filatelia e ha una certa esperienza nella realizzazione di mostre, nonché una straordinaria collezione di francobolli utilizzati a Fiume tra il 1918 al 1924. Già questo è un segmento di grande valore nel nostro allestimento, soprattutto se consideriamo che il 50 per cento dei francobolli esposti nel Vittoriale degli Italiani sono dei falsi. Un certo numero di falsi è custodito anche nel Museo civico.”
Bašković Perić: “Molti di noi esporranno oggetti legati alla storia di Fiume di nostra proprietà. Personalmente, mi occupo di fotografia, anche se questa non è la mia professione. Sono da sempre innamorata dell’architettura della nostra città, e in questo contesto ci sono moltissimi elementi interessanti che attireranno senza dubbio l’attenzione di un pubblico più vasto. Quindi, invito tutti gli interessati che si riconoscono in questa storia ad aiutarci, almeno all’inizio di questa nostra avventura. Sono consapevole che le finanze sono sempre un punto dolente, ma abbiamo comunque ricevuto delle donazioni da diverse persone, il che ci ha consentito di prendere in affitto lo spazio che accoglierà il nostro Museo. Qui vorrei menzionare la signora Ljiljana Pantalon, nostro membro, che è stata una delle prime persone ad aiutarci con una donazione e ha pure promesso di pagare la stampa delle tessere dell’associazione.”

Quanti membri conta la vostra associazione?

Bašković Perić: “Per ora contiamo una ventina di membri fissi, ovvero quelli che si danno da fare per realizzare le nostre attività. Per diffondere le informazioni legate alla nostra associazione abbiamo aperto pure il gruppo Rikordi su Facebook, che conta una cinquantina di utenti, al fine di animare le persone a unirsi a noi. Andiamo passo per passo, con cautela, ma anche con tanta fiducia.”
Sišak: “La quota d’iscrizione all’associazione ammonta a 120 kune all’anno, mentre i pensionati, gli studenti e i minorenni pagano 60 kune, come pure ogni ulteriore membro della medesima famiglia.”

Oltre che con le donazioni, come si può dare una mano nella realizzazione del vostro progetto?

Sišak: “Invitiamo tutti coloro che hanno qualche oggetto di valore legato alla storia di Fiume e del suo circondario e che desiderano esporlo a contattarci per vedere in che modo questo si possa presentare. Non si tratta di una donazione, ma di un prestito. Per quanto riguarda l’aspetto finanziario, abbiamo candidato il nostro progetto ai concorsi relativi al progetto Fiume CEC2020 e contiamo di fare lo stesso anche nell’ambito dei programmi promossi dalla Città di Fiume, per cui ci attendiamo di ottenere dei fondi in questo modo. Speriamo, inoltre, di venire esonerati un giorno dal pagamento del canone d’affitto, ma per giungere a ciò è necessario che il nostro Museo venga riconosciuto come un’istituzione di valore, che è nell’interesse della città. Avvieremo pure una campagna indiegogo e come premio offriremo dei souvenir originali che speriamo di realizzare noi stessi.”

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