«Oh la la». Uno spettacolo per giocare con il pubblico

Il progetto è una coproduzione internazionate tra il Teatro dei burattini di Fiume, la Casa dell’arte per l’infanzia di Lubiana e il Collettivo Ma-Théâ (Centro per la creatività dell’infanzia) di Tinqueux, in Francia

L’équipe che ha lavorato al pezzo

La chiusura dei confini già nei mesi primaverili ha destabilizzato i progetti internazionali che si dovevano svolgere in seno a Fiume CEC 2020, ma non ha fermato il Teatro dei burattini di Fiume, che ha affrontato di petto la situazione adeguandosi alle nuove misure in vigore. Quello che doveva essere uno spettacolo internazionale da produrre in tre lingue diverse, per il momento verrà presentato in anteprima a Fiume venerdì prossimo alle ore 18 e alle 19.30 soltanto in lingua croata, mentre la produzione trilingue è stata spostata all’estate dell’anno prossimo. Si tratta di “Oh la la”, una coproduzione tra il Teatro dei burattini di Fiume, la Casa dell’arte per l’infanzia di Lubiana e il Collettivo Ma-Théâ (Centro per la creatività dell’infanzia) di Tinqueux, in Francia.

Un connubio tra teatro e poesia
Ad annunciare tutte queste novità è stata Magdalena Lupi Alvir, direttrice del Teatro dei burattini di Fiume, la quale ha spiegato che, a differenza degli spettacoli prodotti finora, questo sarà un monodramma basato sulla poesia in cui Petra Šarac presenterà al pubblico un approccio nuovo e inedito al teatro.


“Avremmo voluto fare uno spettacolo sperimentale in tutte e tre le lingue – ha illustrato Lupi Alvir -, ma vista l’instabilità della situazione internazionale, ci siamo accontentati del croato. Il testo è stato scritto da Bernard Friot e rappresenta una ventata di freschezza sul panorama artistico locale. Lo spettacolo è molto fantasioso e lascia spazio al gioco e alla sperimentazione. Emana calore, dolcezza, delicatezza, ma anche tanta forza di cui abbiamo bisogno in questi momenti difficili”, ha concluso.

Dialogo e interazione con il pubblico
Alla conferenza stampa che ha annunciato lo spettacolo ha partecipato anche la regista e drammaturga Mateja Bizjak Petit, la quale ha parlato dell’aspetto pratico dell’allestimento.
“Sono rimasta molto colpita dall’atmosfera che si respira al Teatro dei burattini di Fiume – ha esordito -. Un tale clima di collaborazione e collegialità è estremamente raro e per questo motivo mi ci sono trovata benissimo. Se dovessi descrivere brevemente lo spettacolo ‘Oh la la’ direi semplicemente che è un invito ai bambini a continuare a giocare con la fantasia e agli adulti a ricordare come ci si sente ad essere piccoli. Già Eraclito ammirava la serietà con la quale i bambini affrontano il gioco e Miroslav Krleža lo definiva un rimedio alla vacuità della vita. In questo spettacolo abbiamo un solo personaggio, che affronta il gioco non tanto nello spazio del teatro quanto nella propria mente. Hervé Tullet, il quale ha curato l’estetica della scena, ha voluto dare un tocco di interattività a questo pezzo e quindi l’idea di base era di organizzare un laboratorio in cui i bambini avrebbero realizzato da soli la scenografia che poi sarebbe stata proposta. A causa della pandemia, purtroppo, abbiamo dovuto rinunciarvi, ma abbiamo mantenuto dei segmenti di comunicazione con il pubblico e di fabbricazione in loco degli elementi usati in scena. In quest’approccio innovativo abbiamo deciso di mantenere un unico elemento degli spettacoli classici e sono i burattini, ovvero quei pupazzi nei quali solitamente si infilava la mano per dare loro vita”.

Nuovo approccio per la Casa per l’infanzia
A salutare l’iniziativa è stata pure Irena Kregar Šegota, direttrice della società Rijeka 2020, la quale ha fatto i propri complimenti agli autori per essere riusciti a portare in porto questo progetto internazionale nonostante gli ostacoli degli ultimi tempi. Con questo programma di respiro europeo il Teatro dei burattini di Fiume si è inserito a pieno titolo tra la crème creativa mondiale per l’infanzia, ha dichiarato. Kregar Šegota ha aggiunto anche che la Casa dell’arte per l’infanzia di Lubiana è un modello al quale si guarderà nella preparazione dei programmi della Casa per l’infanzia di Fiume.

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