Lungomare art: due installazioni

Le opere d’arte sono state collocate sull’isola di Veglia e a Volosca nell’ambito di Fiume CEC2020

L’installazione permanente “Lautus” è stata posta alla profondità di 15m

Due installazioni artistiche sono state collocate a Bescanuova, sull’isola di Veglia e a Volosca, in seno al progetto Fiume CEC2020, ovvero nell’ambito dell’indirizzo programmatico Lungomare art.
Visto che le opere d’arte sono state poste in punti specifici, per fissarle è stato necessario l’ausilio di un elicottero e di una squadra di sommozzatori. Le installazioni verranno presentate ufficialmente nella primavera dell’anno prossimo.

 

A Bescanuova l’intervento dell’elicottero
La prima installazione ad aver preso posto nel punto assegnatole è quella sull’isola di Veglia, nei pressi della località Ljubimer, nella quale si trova una struttura in roccia tipica del carso, un enorme fiore fatto di muri a secco dal quale si apre una bellissima vista sul mare. In questo punto è stata collocata la scultura dell’architetto cileno di origini croate Smiljan Radić e della sua partner Marcela Corre, dal titolo “Kapi” (Gocce). Visto che la location è raggiungibile solo a piedi e con equipaggiamento da montagna, la scultura in vetro del diametro di 60cm, è stata calata da un elicottero. Partner di questo progetto sono il Comune e l’Ente per il turismo di Bescanuova.

La scultura in vetro “Gocce”

A Volosca posta la scultura Lautus
Nell’insenatura di fronte alla cittadina di Volosca, alla profondità di 15 metri, un gruppo di sommozzatori ha posto un’installazione artistica permanente intitolata “Lautus”, dell’artista di Abbazia, Nika Laginja, in fondo al mare. La struttura è composta da alghe, conchiglie, spugne marine e altri organismi che filtrano il mare per depurarlo. Sempre a Volosca è stata esposta pure la scultura dell’artista contemporaneo ceco Jiří Kovanda, il primo pezzo d’esposizione permanente della sua produzione. Kovanda risponde al progetto marino di Laginja concentrandosi sull’ecologia e sul contesto sociale. L’opera di Kovanda è stata collocata nei pressi della casa natale di Andrija Mohorovičić e si riferisce alla specie endemica di alga marrone Fucus virsoides, che nel 1857 era molto diffusa, mentre ora è in via d’estinzione in quanto non riesce a proliferare nei mari inquinati.

Entrambe le installazioni artistiche, dunque, invitano a rispettare e tutelare la natura. Partner principale di questo progetto è la Città di Abbazia, che si è avvalsa dell’aiuto del Museo di scienze naturali di Fiume e del suo curatore Marin Kirinčić.

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