La Casa croata riapre nonostante il Covid-19

Dopo un lungo periodo di restauro è stata inaugurata nei giorni scorsi a Spalato la sala concertistica

L’Orchestra del TNC di Spalato

Dopo trent’anni di chiusura e un lungo periodo di restauro, ha riaperto a Spalato la Casa croata. La sala concertistica, per rendere l’idea, è simile alla sala dell’Associazione croata di musica di Zagabria. Il restauro ebbe inizio nel 2005.

L’edificio che ospita la Casa croata di Spalato

Un progetto dell’architetto Tončić
La facciata dell’edificio è stata ristrutturata con tutte le decorazioni stando alla struttura originaria del progetto risalente al 1908 dell’architetto spalatino Kamilo Tončić. Laureatosi a Vienna in ingegneria edile, progettò a Spalato diverse costruzioni importanti, in cui si nota l’influenza dello stile secessionista viennese di Otto Wagner e di Josef Hoffmann. L’architetto spalatino ha progettato l’edificio delle Terme nel 1905 e la casa Savo, situata in Riva (1907-1912). Egli progettava tutto, non solo la struttura dell’edificio, ma anche l’arredamento interno, le decorazioni esterne e le sculture progettate erano eseguite in alto rilievo e venivano realizzate dalla famosa cementeria Gilardi-Bettiza. La struttura della Casa croata ha avuto molte modifiche. La sede della Gioventù italiana durante gli anni ‘40 dello scorso secolo, fu spogliata nelle decorazioni asburgiche esterne ed interne dai fascisti italiani. In realtà dopo la Seconda guerra mondiale Kamilo Tončić per ragioni politiche e storiche interne fu svalutato da una parte politica spalatina. Tutte le decorazioni esterne ed interne di molti palazzi da lui progettati furono tolte e distrutte. Possiamo dire che ci fu un attacco diretto all’architetto che voleva emancipare una cittadina ad un certo livello sociale. Addirittura egli stesso distrusse bruciandoli, progetti e schizzi di edifici, dopo aver subito tre mesi di duro carcere. Motivo della carcerazione fu una calunnia. Tončić fu arrestato perché invitava gli italiani alle Terme sulfuree cittadine, secondo la testimonianza di un suo parente prossimo. La Casa croata sin dal 1908 ha avuto la funzione di sede di Associazioni artistico-culturali.
Apertura secondo le norme anticovid
L’apertura della Casa croata si è tenuta nei giorni scorsi con non poche polemiche. I media sono venuti a sapere che il parente di un artista che doveva esibirsi per l’evento, era contagiato da Covid-19. Si è alzato un polverone politico che non ha niente a che fare con la cultura. Alla serata hanno partecipato il sindaco della Città di Spalato, Andro Krstulović Opara, il ministro della Cultura e dei Media, Nina Obuljen Koržinek e il direttore in carica dell’istituzione inaugurata, Marin Kaporelo. L’evento è stato trasmesso in live streming. La sala era occupata da poco pubblico molto ben distanziato secondo le norme anticovid.

Le decorazioni all’interno dell’edificio

Musica tradizionale e contemporanea
Si sono esibiti con varie performance in formazione di musica da camera diversi artisti, che hanno eseguito brani di autori spalatini del passato e dell’età contemporanea. Ad eccezione del cantautore Tedi Spalato, il quale è intervenuto con una performance portando la tradizione della musica popolare leggera spalatina. Il sassofonista Gordan Tudor, oltre a eseguire alcune composizioni, è stato anche l’arrangiatore di un brano di Josip Hatze. La composizione di Josip Hatze ha dato il via alle esecuzioni composte da autori spalatini contemporanei e moderni della musica croata. Come da programma un attento pubblico nella sala ha ascoltato composizioni di Vlado Sunko, Blaženko Juračić e Marina Čapalija, un’interessante composizione di Frano Parač e il brano “O kućo mala”, tratto dall’operetta “Splitski akvarel”, di Ivo Tijardović.

La platea

Tra i cantanti, oltre a menzionare la partecipazione del mezzosoprano Teresija Kusanović, importante è rilevare la performance della cantante di fama internazionale Renata Pokupić e del direttore d’Orchestra Ivan Repušić, anch’egli di fama internazionale. Repušić ha diretto una composizione “Pintarichiana” per orchestra da camera di Boris Papandopulo, in maniera molto viva e ricca di entusiasmo per l’evento eccezionale. Il direttore Repušić, musicalmente con una tecnica del gesto importante, ha riportato la leggerezza e tutte le indicazioni della partitura di Papandopulo, rendendola viva e spumeggiante.

Il ministro Nina Obuljen Koržinek, il sindaco Andro Krstulović Opara e il direttore Marin Kaporelo

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