L’MMSU in cerca di alternative

La notizia della chiusura del Piccolo salone ha suscitato grande sconcerto tra gli operatori culturali e gli artisti

Il triste annuncio è stato affisso sulla vetrina della galleria

FIUME | Ha suscitato grande sconcerto sulla scena culturale di Fiume la notizia secondo la quale, dopo settant’anni di ininterrotta attività espositiva nel Piccolo salone in Corso, il Museo di Arte moderna e contemporanea (MMSU) è costretto a lasciare gli spazi della galleria in seguito alla rescissione del contratto d’affitto da parte della Radiotelevisione croata (HRT), che ne è proprietaria. Infatti, stando alle informazioni circolate a Fiume, nel Piccolo salone l’HRT intende allestire uno studio per la copertura mediatica dei programmi nell’ambito del progetto Fiume Capitale europea della Cultura 2020, il che suona a dir poco ironico, dal momento che diversi eventi pianificati in seno a Fiume CEC sarebbero dovuti essere realizzati anche negli spazi del Piccolo salone. Come rilevato da Ivo Matulić, responsabile delle pubbliche relazioni dell’MMSU, la situazione si presenta piuttosto seria, in quanto nell’ambito dei programmi che anticipano il progetto Fiume CEC 2020, nel corso di quest’anno nel Piccolo salone sarebbero dovute essere allestite ancora tre mostre. A questo punto i piani dovranno essere modificati siccome l’MMSU ha soltanto tre mesi per uscire dal Piccolo salone, mentre per ora non dispone di alcuno spazio alternativo. “Abbiamo chiesto una proroga all’HRT e ora attendiamo la risposta”, ci ha riferito ieri Matulić, aggiungendo che si cercherà di trovare un’alternativa nei colloqui con la Città di Fiume. Stando a Ivan Šarar, capodipartimento per la Cultura della Città di Fiume, è nota da tempo “l’ambizione dell’HRT di realizzare uno studio aperto nello spazio del Piccolo salone, che è di proprietà dell’emittente. Abbiamo cercato di parlare dell’importanza del Piccolo salone per il programma dell’MMSU e del pubblico, ma la Radiotelevisione croata ha evidentemente bisogno di questo spazio per realizzare i propri piani. Nonostante il nostro impegno, non possiamo influire su questo aspetto perché lo spazio è di proprietà dell’HRT. Personalmente, mi dispiace per il fatto che l’MMSU debba uscire dal Piccolo salone, soprattutto per il fatto che così andrà perso uno spazio dedicato all’arte contemporanea nella via centrale della città. Però, è doveroso rammentare che nel 2014 abbiamo ceduto gratuitamente un nuovo spazio per la galleria dell’Associazione nazionale degli artisti (HDLU), che è quattro volte più grande di quello in cui venivano allestite le mostre in precedenza. Inoltre, al primo piano della Filodrammatica, l’associazione Drugo more gestisce una galleria destinata esclusivamente all’arte contemporanea. D’altro canto, qualche anno fa, quando l’MMSU si insediava nel complesso Benčić, c’era chi si diceva convinto che nessuno avrebbe avuto voglia di andare a vedere le mostre così lontano dal centro città. Ciò nonostante, oggi il Museo registra più visitatori di quanto fosse il caso nella vecchia sede. Inoltre, nel complesso Benčić, una volta ultimati i lavori all’edificio T, si trasferirà anche la Biblioteca civica, mentre la sezione per l’infanzia Stribor si insedierà nella futura Casa dell’Infanzia. Si tratta di cambiamenti che abbiamo scelto di fare consapevolmente per ottenere delle sedi culturali nuove e rappresentative, per ridare vita a un quartiere industriale e per estendere i confini del centro cittadino. Per quanto riguarda il deposito e il trasferimento di un’opera d’arte di notevoli dimensioni che ora è ancora custodita nel Piccolo salone, questa verrà sistemata nel complesso Benčić, mentre al termine delle trattative con l’azienda PIK, l’MMSU disporrà di maggiore spazio destinato al deposito”, ha concluso Šarar.
Dalla Radiotelevisione croata (HRT) ci è stato riferito che “l’HRT non ha ‘fatto sloggiare l’MMSU dal Piccolo salone’, come viene riportato da alcuni mass media, bensì si tratta di una rescissione legittima del contratto, dal momento che lo spazio è di proprietà dell’HRT. Infatti, l’emittente desidera seguire attivamente Fiume come Capitale europea della Cultura nel 2020, per cui questo spazio verrà ristrutturato e messo in funzione della produzione di programmi radiofonici e televisivi, ovvero verrà utilizzato come studio, com’è il caso con lo studio dell’HRT in via Bogović a Zagabria. Desideriamo ribadire che anche dopo il 2020, lo spazio rimarrà uno studio della radio e della tv. Ci dispiace di non poter concedere una proroga che permetta al Piccolo salone di continuare a operare in questi spazi per un periodo più lungo, ma i preparativi tecnici ed edili per l’attrezzamento dello studio esigono un prolungato periodo di tempo per venire portati a termine”, si legge nel comunicato dell’HRT.

Mauro Stipanov: «L’arte e la cultura sono marginalizzate»

Il rinomato pittore connazionale Mauro Stipanov ha dichiarato che la perdita di uno spazio culturale “è semplicemente lo specchio di una situazione che persiste da diverso tempo e che consiste nella marginalizzazione dell’arte e della cultura. È una tendenza che si nota ovunque, ma nella nostra città in maggior misura. Già il fatto che il Museo d’Arte moderna e contemporanea sia stato dislocato dal centro cittadino, e quindi è venuto a mancare un rapporto diretto con i cittadini, è una cosa che trovo sbagliata e spiacevole. Purtroppo, è la realtà di una società motivata soltanto dal profitto. Siccome la cultura genera pochissimi ricavi, questi ‘traslochi’ sono la diretta conseguenza di queste situazioni.

Lo sfratto di Murtić

Un altro… sfratto avvenuto tacitamente, con il beneplacito di tutti, è quello del mosaico di Edo Murtić che adornava il pianoterra del palazzo della Posta, il cui edificio è stato adibito ad attività commerciali. Rammento che il mosaico era stato realizzato appositamente per quell’ambiente. Nonostante ciò è stato comunque rimosso, impacchettato e probabilmente non vedrà mai più la luce.

Investimenti spropositati

Trovo molto spiacevole anche il tema legato al restauro della nave ‘Galeb’. Un’altra situazione che dura da parecchio tempo e che richiede un investimento spropositato, nonostante si tratti di un simbolo che non ha nulla a che fare con la città di Fiume, né con la sua cultura. Ho l’impressione che persistano criteri strani nella valutazione delle priorità. Oggidì si trovano difficilmente i finanziamenti per l’allestimento di mostre personali, figuriamoci per quelle collettive, il cui prezzo si aggira attorno ad alcune migliaia di kune. Di conseguenza, mi chiedo chi coprirà queste folli spese”, ha commentato Mauro Sitpanov.

Daina Glavočić: «Sarebbe meglio lasciarlo al Museo»

La storica d’arte ed ex curatrice del Museo di Arte moderna e contemporanea, Daina Glavočić, ora in pensione, ha appreso con disappunto la notizia legata al Piccolo salone. “La Radiotelevisione croata (HRT) cercava già all’epoca in cui lavoravo all’MMSU come curatrice di riprendersi gli spazi del Piccolo salone – ha spiegato –. Non siamo mai riusciti a trovare un accordo che soddisfasse entrambe le parti. In seguito, l’HRT era diventata proprietaria di una parte degli spazi, ossia di quella occidentale orientata verso la piazza della Risoluzione fiumana, che utilizza come deposito per l’attrezzatura professionale. Per quanto riguarda il Museo, il Piccolo salone era uno spazio ideale in cui esporre opere d’arte a diretto contatto con i cittadini. Utilizzarlo come una sede destinata alla pubblicità e al marketing per la manifestazione di Fiume Capitale europea della Cultura 2020 significa non prendere in considerazione tutte le sue potenzialità. Lo spazio le realizzerebbe meglio se rimanesse nelle mani del Museo”, ha concluso Daina Glavočić.

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