La Storia di Fiume, un ponte tra culture e un invito al dialogo

Presentata sulla piattaforma Zoom l’edizione croata del libro di Giovanni Stelli, definito un monumento alla fiumanità

L’ autore del volume, Giovanni Stelli

A quasi un anno dalla pubblicazione, si è tenuta sulla piattaforma Zoom la presentazione della versione in lingua croata del libro di Giovanni Stelli (traduzione di Damir Grubiša) sulla storia della città di Fiume. Il libro è stato presentato da nomi illustri tra cui Stelli stesso, autore nonché professore, filosofo, storico e presidente della Società di Studi Fiumani di Roma, da Damir Grubiša, ex Ambasciatore della Repubblica di Croazia a Roma, che ha tradotto il libro, attualmente professore all’American University di Roma, Tvrtko Jakovina, noto storico croato, professore alla Facoltà di Filosofia di Zagabria e Aljoša Pužar, culturologo, antropologo e scrittore fiumano, professore all’Università di Lubiana.

La copertina della versione croata del libro di Stelli

Un incontro bilingue aperto a tutti
La presidente della CI di Fiume, Melita Sciucca, ha dato il benvenuto ai presenti, precisando che il croato sarà la lingua principale della conferenza. Il primo a prendere la parola è stato il sindaco di Fiume, Vojko Obersnel, il quale ha spiegato di essere molto onorato di poter prender parte, seppure su Zoom, alla presentazione del libro e si rammarica che non si sia potuto fare un incontro nell’Aula consiliare di Fiume.

“Ogni libro rivela degli aspetti nuovi della nostra città – ha spiegato – e per la grande complessità e presenza di molti eserciti e popoli diversi, la sua storia è ricca e conseguentemente la sua identità di oggi è complessa, aperta, tollerante e cosmopolita, un vero mosaico di valori storici”. Obersnel ha ringraziato il professor Stelli per l’impegno e il lavoro svolto, soprattutto negli ultimi vent’anni e per la collaborazione tra la Città di Fiume e la Società di Studi fiumani di Roma.

Il sindaco di Fiume, Vojko Obersnel

A salutare i presenti e l’autore è stato pure Davide Bradanini, Console generale d’Italia a Fiume, il quale ha spiegato che la pubblicazione è di grande rilevanza storiografica e politica, soprattutto per la traduzione in lingua croata. Il libro presenta la storia di Fiume in modo onnicomprensivo, partendo dalla preistoria e utilizza anche fonti croate o jugoslave in modo pluriculturale, ha spiegato Bradanini e ha invitato tutti i fiumani a visitare l’Archivio museo storico di Fiume a Roma, un luogo ricco di storia e di memoria che ogni fiumano dovrebbe conoscere.

Il Console generale d’Italia a Fiume, Davide Bradanini

I saluti agli “amici” connessi sono stati porti pure da Marin Corva, presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, il quale ha spiegato che il libro doveva entrare a far parte del progetto Fiume CEC, ma i problemi sorti nell’ultimo anno hanno costretto gli organizzatori a modificare date e modalità d’incontro.

La presidente della CI di Fiume, Melita Sciucca

Due storiografie parallele
Il primo relatore della serata è stato il professor Tvrtko Jakovina, il quale ha detto che nell’ultimo anno tra la storiografia italiana e quella croata sono successi degli eventi importanti che le hanno avvicinate. “Scrivere un libro in maniera così sintetica – ha affermato – non è facile. In conclusione si sente dell’amarezza nel volume, ma i valori comuni devono legare gli italiani e i croati, ma anche gli sloveni, dell’alto Adriatico. Negli ultimi duecento anni la storia fiumana ha avuto due spartiacque che la differenziano dalle altre città tra cui il primo è lo Straccetto fiumano, che ha segnato una nascita chiara della città e l’ha definita, il secondo è la fine della Seconda guerra mondiale, la quale ha portato un cambiamento molto profondo nella società”.

Il professor Tvrtko Jakovina

Importante è stato pure l’episodio con D’Annunzio e i rapporti con il Regno d’Italia negli anni Venti del secolo scorso, ha dichiarato Jakovina. Aljoša Pužar, professore all’Università di Lubiana, ha accennato alla questione dei due miti: il primo sul nucleo autoctono latino o volgare che collega la Tarsatica alla Urbs di Fiume e il mito croato della snazionalizzazione della urbs croata. La continuità tra la Urbs romana e la Fiume di oggi, presente nella storiografia italiana, viene rigettata da quella croata. Il libro, rimanendo fedele alla storiografia italiana, si rapporta in maniera molto amichevole a quella croata, creando una combinazione interessante di luoghi comuni italiani e aspetti croati, senza aggressività o inimicizia. “Il libro di Stelli è un libro sull’autonomia che parla della peculiarità della storia fiumana – ha concluso Pužar – ed è frutto di una sintesi intraitaliana tra irredentismo e autonomismo, un autentico libro fiumano, in un certo senso zanelliano intriso di autonomia. Il libro è un monumento alla fiumanità, che produce una sorta di testardaggine storica e particolarità fiumana che non dipende da componenti etniche o nazionali, ma da una posizione di autonomia tipica dell’uomo di frontiera desideroso di sopravvivere ai cambiamenti storici.

Aljoša Pužar ha esposto la visione antropologica della storia fiumana

Un’edizione ricca e vicina al lettore croato
Alla presentazione ha parlato il traduttore del volume, Damir Grubiša, il quale ha lodato il grande impegno dell’autore nell’aver voluto arricchire l’edizione croata con fonti e note a piè di pagina in quanto quest’ampliamento invita al dialogo. Stelli scrive la storia civica di Fiume, non di una città o dei cittadini in quanto sudditi di forze maggiori, ma in quanto un gruppo di persone con una memoria storica comune. Fiume è un meltin pot, ha spiegato Grubiša, un pentolone in cui si cuociono innumerevoli identità e che è stato illustrato bene nel progetto CEC. La comparsa dell’autonomismo fiumano fa da cuscinetto tra le forze irredentiste o nazionaliste in quanto Fiume è il fulcro geografico di aree molto diverse; si trova tra la Mitteleuropa e il Mediterraneo, tra l’Europa occidentale e quella Orientale, segna l’inizio dei Balcani. Stelli parla sia di violenza fascista che di repressione comunista, non tacendo alcun tabù storico. In conclusione dell’incontro virtuale ha parlato pure l’autore del libro, Giovanni Stelli, il quale ha ringraziato tutti i presenti e ha parlato, ovviamente, della complessità di trattare la storia di Fiume in maniera spassionata e quanto più obiettiva.

Il traduttore del libro, Damir Grubiša

“Kant dice che guardiamo il mondo con delle lenti colorate – ha esordito Stelli -, le quali sarebbero dei concetti generali che ci aiutano a comprendere il mondo. Nella storiografia avviene la stessa cosa; si guardano gli eventi attraverso dei prismi, i nostri giudizi, che ci consentono di dare un’interpretazione a ciò che è avvenuto in passato. È sbagliato dire che i fatti parlano chiaro, perché in ultima istanza vengono sempre interpretati da qualcuno. È impossibile spogliarsi completamente dai nostri (pre)giudizi, dai nostri affetti e modi di vedere. Dobbiamo cercare di fare storia come se non avessimo dei giudizi, ma si tratta sempre di un’approssimazione. Le lenti colorate che deformano la storia della nostra città si chiamano lenti dell’ideologia del nazionalismo e deformano la complessità della storia”. Stelli ha concluso il suo discorso parlando della complessità delle nazioni e delle identificazioni sbagliate tra Stato e nazione, che ignorano, appunto, le sfumature culturali e linguistiche dei territori delimitati dai confini statali.

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