La rivolta sul grande schermo

Dopo l’esordio sulla TV pubblica, il documentario dedicato allo sciopero dei minatori del 1921 realizzato dallo studio «Level 52», il 24 agosto sarà presentato al Liburnia Film Festival ad Abbazia e a metà settembre alle Giornate del cinema croato a Zagabria

Una delle illustrazioni di Juhas

Dopo essere stato trasmesso il 1.mo marzo per la prima volta sul primo canale della Radiotelevisione croata (HRT), il documentario “Labinska republika: stvarnost iza legende” (Repubblica di Albona: la realtà dietro la leggenda), dedicato allo sciopero dei minatori del 1921, di cui quest’anno si celebra il centenario, sarà presentato per la prima volta sul grande schermo. Il prossimo 24 agosto, con inizio alle ore 18, il film sarà proiettato nella Villa Antonio nell’ambito del programma collaterale del 19.esimo Liburnia Film Festival ad Abbazia, mentre a metà settembre è fissata la sua presentazione nell’ambito delle Giornate del cinema croato a Zagabria, nella categoria dei film documentari.

 

Gli autori del documentario, realizzato dallo studio albonese “Level 52” per l’HRT, sono il regista Goran Načinović, lo sceneggiatore Toni Juričić, il direttore del “Level 52” Sanel Isanović, il quale si è occupato della musica per il film, e la produttrice Bianca Dagostin.

Secondo Načinović, il quale firma pure la fotografia e il montaggio e ha arricchito l’identità visiva del film con lunghe riprese di quelli che erano una volta gli stabilimenti minerari, attraverso le presentazioni ai due Festival si continua a diffondere la coraggiosa storia della piccola città con grandi ambizioni.

Juričić, in procinto di conseguire il titolo di dottore di ricerca nel Regno Unito, non nasconde la sua soddisfazione per l’imminente presentazione del film dedicato alla rivolta dei minatori del 1921 alle due manifestazioni, entrambe elencate nella lista dei principali Festival cinematografici in Croazia.

La rivolta ebbe inizio nella Piazza rossa a Vines

”La presentazione del film ai Festival è importante anche per i suoi autori, perché in tal modo il loro messaggio si trasmette a un pubblico più ampio”, ha sottolineato Sanel Isanović, il quale ha incorporato nella musica creata per l’opera, oltre all’amore e al rispetto per i propri avi che lavorarono nella miniera albonese, per Albona e per il patrimonio minerario, anche i suoni della miniera e delle macchine che vi si utilizzavano, optando per una scelta unica dal punto di vista della musica per il cinema.

Secondo Bianca Dagostin, il film è stato ideato con l’obiettivo di essere comprensibile al vasto pubblico, di far conoscere agli spettatori il passato albonese, ma anche come un invito a visitare Albona e a scoprire il lascito minerario. Il film contiene pure le animazioni dell’autore polese Vibor Juhas, il quale ha “riportato in vita” i momenti cruciali della storica rivolta.

Come dicono gli autori, il film è una ricerca delle basi e dei riflessi della prima rivolta antifascista organizzata nel mondo, conosciuta come Repubblica di Albona. La prima parte dell’opera, tramite interviste a esperti e materiale d’archivio, è dedicata alla descrizione dello sciopero, mentre la seconda è incentrata sui suoi effetti. Con il passare degli anni, l’aspetto sociale è stato trascurato a causa dei rappresentanti del mondo politico, che volevano porre l’accento sui suoi elementi ideologici. La multiculturalità, l’unione e le idee avanzate dei minatori del 1921 sono oggi riscoperte dai loro posteri e sono visibili pure nel lavoro degli artisti locali e nelle attività degli operatori culturali che continuano a portare avanti la memoria della Repubblica di Albona.

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