Il carattere tutto italiano di far ridere e divertire

Grande successo per «La commedia» del Dramma Italiano, proposta nell’ambito delle Giornate della cultura italiana, promosse dal Consolato Generale d’Italia a Fiume

Una scena dello spettacolo. Foto: Ivor Hreljanović

L’approccio al genere comico è spesso irto di difficoltà, perché far ridere è difficile, molto più della capacità di far riflettere o commuovere. Il Dramma Italiano – in stretta collaborazione con il Dramma Croato – ci è riuscito per davvero grazie a “La commedia”, primo titolo della stagione teatrale della compagnia di prosa in lingua italiana. La rappresentazione – proposta quale appuntamento nell’ambito delle Giornate della cultura italiana, promosse dal Consolato Generale d’Italia a Fiume, ovvero della XIX edizione della Settimana della lingua italiana nel mondo – si presenta come un omnibus ideato dalla direttrice del Dramma Croato, Renata Carola Gatica, e dal sovrintendente dello “Zajc” Marin Blažević.
La sola genesi del progetto – che all’inizio di ottobre ha già avuto una versione in lingua croata, sempre realizzata in tandem dalle due compagnie di prosa dello “Zajc”, ma con storie e registi diversi – nasce dalla volontà di soddisfare le richieste del pubblico e della critica, desiderosi di una “vera commedia”.
Da D’Annunzio a Fiume CEC 2020
Nonostante la versione del DC abbia riscosso risultati piuttosto “tiepidi”, quella del DI è riuscita a strappare tantissimi applausi e molte risate. Una rappresentazione in più occasioni ironica, pungente e con la battuta sempre pronta, che attraverso uno stile leggero e immediato ha fatto leva sulla fiumanità, sulle storie locali di ieri e di oggi. In questo calderone ben dosato, si è trovato di tutto, da D’Annunzio fino a Fiume Capitale europea della Cultura 2020.
Il pubblico ha avuto occasione di seguire sette episodi della durata di dieci minuti, con argomenti e umorismo diversi. È il caso di “La storia di Fiume in 10 minuti” di Giulio Settimo, “Gentilezze a cena” di Annie Jin Wang e Jen Pitt, “E?” di Denis Brižić, “L’ispettore delle Boccaporte” di Giorgio Amodeo, “Dieci minuti alla fine del mondo” di Marco Di Stefano, “Di passaggio” di Nenad Pavlović, e infine “Le allegre comari di Fiume” di Giuseppe Nicodemo.
Gli interpreti dei vari episodi sono stati gli attori del Dramma Italiano Serena Ferraiuolo, Elena Brumini, Anton Plešić, Bruno Nacinovich, Mirko Soldano, Giuseppe Nicodemo e Lucio Slama, affiancati dagli attori del Dramma Croato, Anastazija Balaž, Jelena Lopatić, Denis Brižić, Jasmin Mekić, Edi Ćelić e Mario Jovev. La scenografia è di Dalibor Laginja, i costumi scelti da Manuela Paladin Šabanović, mentre le musiche portano la firma di “Žlice&Gitare”, duo composto da Nikola Nedić e Mario Jovev che ha cantato anche in lingua italiana.
Le considerazioni degli spettatori

Gigliola Volčić. Foto: Ivor Hreljanović

A fine spettacolo abbiamo colto l’occasione per raccogliere a caldo alcune impressioni tra gli spettatori. La première del Dramma Italiano è stata vista, in gran parte, da un pubblico che ha assistito anche alla versione del Dramma Croato e quindi ha potuto paragonare i due lavori, denotando chiaramente una preferenza per l’allestimento della compagnia italiana.
Gigliola Volčić, pensionata dell’EDIT, spiega: “È una rappresentazione molto bella, simpatica e soprattutto allegra, con un ritmo che ha coinvolto il pubblico in un impetuoso vortice di ilarità”.
Viviana Cesarec, anche lei pensionata, confessa “Sono contentissima di aver trovato il biglietto per la prima del Dramma Italiano, siccome l’interesse era veramente grande. Ho avuto l’occasione di vedere anche la versione realizzata dal Dramma Croato, di cui, in tutta sincerità, devo dire di essere rimasta abbastanza delusa. Non della prova degli attori che erano molto bravi e precisi, ma delle storie in sé e di come sono state ‘impacchettate’ per proporle agli spettatori. Con lo spettacolo del DI ho voluto assaporare la differenza, insomma scoprire che cosa potesse fare di più la nostra compagnia di quello che i colleghi croati non siano riusciti a dimostrare. E devo dire che il divario è enorme. Con questo lavoro abbiamo riso, goduto e ci siamo divertiti tanto. Questo spettacolo è una vera commedia” ha concluso la signora.

Viviana Cesarec. Foto: Ivor Hreljanović

Pure Ana Alebić ha assistito a entrambe le versioni del progetto: “Devo dire che quella italiana è molto migliore, soprattutto il primo episodio, dove viene presentata la storia di Fiume, da Adamo ed Eva fino ai giorni nostri, e l’ultimo, con ‘Le allegre comari di Fiume’, che racchiude in sé l’essenza della fiumanità più intrinseca”, ha commentato la signora.
Infine abbiamo interpellato anche Debora Del Cogliano e Lorenzo Bottarelli, giovani tirocinanti al Consolato Generale d’Italia a Fiume. Per Debora è stata una rappresentazione molto bella: “Mi sono divertita quasi durante tutto lo spettacolo. È vero, ci sono stati dei momenti in cui il tono era più basso rispetto a quello generale dell’intero lavoro. Tuttavia, nel complesso, è stato un ottimo spettacolo, che in tante occasioni è riuscito a strappare sane e forti risate agli spettatori. Gli episodi più belli? Certamente quelli posti all’inizio e alla fine della pièce, che a mio avviso sono quelli meglio riusciti dell’intero spettacolo”.

Lorenzo Bottarelli. Foto: Ivor Hreljanović

Lorenzo ha rilevato che nel complesso, il lavoro teatrale era molto divertente, con alcune risate travolgenti. “Anche a mio avviso il solo inizio dello spettacolo, con la storia fiumana presentata in modo spiritoso e originale, è l’episodio migliore dell’intero lavoro. Ho apprezzato moltissimo anche il pezzo finale, con le due protagoniste impegnate a commentare l’attuale situazione sociale e politica che interessa la città quarnerina. Episodio che ha visto anche l’apporto del violista Francesco Squarcia, che è riuscito a regalare una carica in più all’intero spettacolo”, ha concluso Bottarelli.

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