Fiume. L’Arco romano bisognoso di cure

In corso i lavori all’antico ingresso nel Pretorio della Clausura Alpina

I lavori all'Arco romano. Foto Goran Zikovic

Sono iniziati di recente i lavori di pulitura e di consolidamento strutturale dell’Arco romano, ovvero dell’ingresso nel Pretorio della Clausura Alpina dove tra il III e il IV secolo d.C. si trovava il comando militare preposto alla difesa del sistema di fortificazione che si estendeva a nord (a partire da Fiume, ovvero dall’antica Tarsatica) e del territorio interno dell’Impero romano. L’Arco romano, assieme ai resti del comando militare, è il monumento più antico conservato a Fiume.
In pessime condizioni
L’intervento di recupero si è dimostrato indispensabile, in quanto la struttura versa in pessime condizioni. “Considerata la composizione naturale della pietra con la quale è stato costruito, l’Arco tende a sgretolarsi, per cui l’intera struttura – ossia tutti i blocchi di pietra – è coperta di micro e macro screpolature – ci ha spiegato Josip Višnjić, archeologo dell’Istituto nazionale di restauro –. In alcuni punti, le crepe hanno causato la desquamazione della pietra, per cui questa è estremamente instabile, il che ha compromesso a sua volta la statica dell’intera costruzione”, ha precisato l’archeologo, aggiungendo che nell’ambito dell’attuale intervento verrà risanata la struttura dell’Arco, il che dovrebbe impedire un ulteriore degrado.
Ponteggi come protezione
Il primo passo in questo senso è stata la sistemazione del ponteggio con sostegni in legno, che proteggeranno l’Arco durante l’opera di restauro da eventuali danni durante la pulitura dei blocchi di pietra, alla quale seguirà il risanamento statico finale. L’Arco romano viene pulito dalle incrostazioni scure innanzitutto con acqua sotto pressione controllata, ma viene applicata pure la pulitura meccanica, chimica e con il laser. Al contempo si procederà con l’integrazione della documentazione relativa allo stato di salute dell’Arco mediante la mappatura delle parti più alte della struttura. Quest’operazione fornirà i dati indispensabili per la stesura della proposta finale di stabilizzazione statica dell’Arco.
Il valore dei lavori, svolti dall’Istituto nazionale di restauro, ammonta a 150mila kune, stanziate dal Ministero della Cultura. L’intervento dovrebbe concludersi entro la fine del corrente mese.
Il monumento più antico
L’Arco romano si compone di grandi blocchi di pietra, è alto 5,8 e largo 3,65 metri. Il lato della struttura dal quale si entrava nell’ex Comando militare romano era decorato da una modanatura a più fasce visibile ancora oggi. In senso storico, questo monumento è simbolo dell’epoca d’oro dell’antica Tarsatica, quando questa cittadina marginale venne inclusa nella difesa del cuore dell’Impero, il che fu accompagnato da numerosi investimenti statali.

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