Fiume. A Palazzo Modello di scena l’eccellenza

Nel Salone delle Feste si è tenuto ieri il concerto dei Virtuosi fiumani e dei giovani musicisti della CNI

Dorian Mataia. Foto: Željko Jerneić

È stato un appuntamento molto gradito il concerto dei Virtuosi fiumani ieri sera presso la Comunità degli Italiani di Fiume. La serata, articolatasi sotto la direzione artistica della prof.ssa Ariana Bossi, era dedicata all’eccellenza musicale della nostra Comunità. L’onore di inaugurare il concerto è spettato al giovane Dorian Superina alla tromba, il quale ha interpretato “Love Story” di F. Lai, accompagnato al pianoforte dalla prof.ssa Borjana Pantelić Skladany. Ha fatto seguito dinanzi al folto pubblico, tra il quale abbiamo adocchiato anche il Maestro Francesco Squarcia, è stato il mezzosoprano Karla Pupis che, accompagnata al pianoforte dal prof. Juraj Marko Žerovnik ha eseguito il brano “Chi vuol la zingarella” di Paisiello. Dopodiché, il giovane tenore Marko Grabar si è cimentato con “Sebben crudele” di A. Caldara.

Karla Pupis. Foto: Željko Jerneić

Pubblico entusiasta
Il pubblico entusiasta ha premiato con un forte applauso la performance del tenore fiumano Dorian Mataia che ha intepretato l’aria “Della mia cara le guancie amate” tratta dall’Opera Bastien und Bastienne di W.A. Mozart. Dopo il giovane Mataia sul palco si sono alternati ben quattro volte di fila le… superstar dei Virtuosi fiumani Aldo Racané e Antonio Mozina. Il baritono Racané ha offerto al pubblico “Bella siccome un angelo” dall’opera Don Pasquale di Donizetti e “Il balen del tuo sorriso” dall’opera Il trovatore di Verdi. Il tenore Mozina ha interpretato l’aria “M’appari’ tut’amor” dall’opera Martha di F. Von Flotow e “Questa o quella” dell’opera Rigoletto di Verdi. L’accompagnamento al pianoforte è stato curato dalla prof.ssa Vjera Lukšić.
Sul palco è in seguito salita Alida Cossetto, che si è esibita al violoncello avvalendosi dell’accompagnamento del prof. Ivan Bošnjak al pianoforte. Cossetto ha interpretato il Concerto per violoncello e orchestra in mi minore op. 85 di E. Elgar.
La serata è proseguita con il brano di Dora Pejačević “Zašto? Vjerujem dragi” (Perché? Amore credo) eseguito dal mezzosoprano Karla Pupis. Sul palco è quindi tornato Marko Grabar, il quale ha proposto la “Serenata” di J. Hatze.
E per finire, un round di esibizioni di Aldo Racané e Antonio Mozina, che si sono dati il cambio altre quattro volte omaggiando il pubblico con le musiche di Gastaldon, Esposito, Lehar e Cradillo. Il duo Racané-Mozina ha portato la piacevolissima serata alla conclusione con “Maria, mari” di E. di Capua.

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