Doriana Segnan: L’amore vissuto tra Fiume e Trieste

«Istria Nobilissima». È stato conferito a Doriana Segnan il primo premio nella Categoria Cittadini residenti negli altri Paesi, di origine istriana, istro-quarnerina e dalmata per la Sezione Prosa, narrativa e poesia

Doriana Segnan. Foto: Ivor Hreljanović

Nella Categoria Cittadini residenti negli altri Paesi, di origine istriana, istro-quarnerina e dalmata, per la Sezione Prosa, narrativa e poesia, anche in dialetto, su tematiche che interessano il mondo comune istriano, istro-quarnerino e dalmata, nella sua più ampia accezione culturale, umana e storica, il primo premio di “Istria Nobilissima” è stato assegnato a Doriana Segnan per l’opera “Finché luce d’amor nel mondo splenderà”. Il lavoro di Segnan è stato premiato “per l’efficace tensione narrativa del dettato poetico” secondo quanto enunciato nel comunicato ufficiale del Concorso promosso dall’Unione Italiana.
Fiume nel cuore
Doriana Segnan nasce a Trieste nel 1971. Entrambi i genitori, che vivono a Trieste, sono nati a Fiume; da quando era piccola le visite a parenti e amici in quello che allora era “oltreconfine” erano settimanali. Questo fa sì che, a partire dalle scuole elementari, Doriana si senta divisa tra Italia ed ex Jugoslavia, e cresca “tagliata a metà”. L’amore per la città natale dei genitori nasce molto presto senza neanche accorgersene e cresce in età adulta, in quanto, col trascorrere degli anni, questo sentirsi divisa la fraziona a sua volta nella parte italiana, con ordine, disciplina, razionalità, che cerca di contenere tutto quello che dilaga dall’altra parte, quella fiumana e, per esteso, slava.
Salvare la cultura del territorio
Doriana fa la giornalista e, proprio per tenere questo ponte Trieste-Fiume, collabora con il nostro quotidiano e con il quindicinale “Panorama”. Ha scritto “Balkan Lyrics”, 138 pagine di poesie, dedicato ai genitori, alla sua parte “balkan” e a questa splendida terra del Quarnero di cui Segnan vorrebbe salvare il più a lungo possibile lingua e cultura italiane. In seguito ha pubblicato “Come fuori il cielo-Balkan Lyrics II”, secondo libro di poesie, 160 pagine, entrambi con Editoriale Programma, casa editrice di Treviso. L’autrice vive a Trieste.
Della raccolta poetica premiata ci ha parlato Doriana stessa, la quale ha illustrato il tema della silloge e la fonte d’ispirazione per le liriche, rivelando qualche desiderio non realizzato.
Come sono nate le poesie che ha presentato al Concorso?
“Dalla vita, come tutto quello che ho scritto finora. Per queste in particolare ho modulato le liriche come fossero un racconto a quattro voci, con tutte le difficoltà e il caos che l’amore porta con sé”.
Qual è l’argomento dell’opera premiata?
“L’argomento della silloge con cui ho partecipato al Concorso è l’amore. L’amore vissuto e raccontato da due coppie: una d’età più avanzata e l’altra piuttosto giovane. La forza di superare tutte le difficoltà. La coppia più vecchia vive la sua storia tra Fiume e Trieste, quella più giovane invece tra Trieste e Fiume. Alla fine riescono a superare tutti gli ostacoli. La storia in versi viene raccontata da quattro punti di vista differenti”.
Quali emozioni ha suscitato l’assegnazione del premio di Istria Nobilissima?
“Questo premio è il coronamento di anni di lettura di poesie. Leggo da quando ero piccola; dall’età di sei anni, non ho mai smesso. Sono onnivora, anche se preferisco la narrativa, indifferente se italiana o straniera. Ho la casa piena zeppa di libri, continuo a comprarli anche se non so più dove metterli. Visto che sono una pessima cuoca, pensavo anche a qualche spazio della cucina, ma i familiari non sono d’accordo. Sono molto soddisfatta del premio ottenuto che per me può essere comparato alla laurea a pieni voti con lode che ho ricevuto all’Università degli Studi di Trieste”.
Qual è il suo «sogno poetico» nel cassetto?
“Pubblicare tutte le 1.070 pagine di poesie scritte negli ultimi 23 anni della mia vita. Devo trovare un editore coraggioso, perché, se ci riuscirò, ne uscirà un mattone paragonabile al ‘Signore degli anelli’ di Tolkien”.

Ci siamo conosciuti a Uvala Scott,
la baia dello Scozzese.
Volevo solo divertirmi.
Andavo a trovare mia mamma
rimasta ad abitare a Fiume,
io ero da poco venuto a vivere a Trieste,
e sono andato al mare a riposarmi.
E ti vedo ‘sta ragazza, bella,
anche troppo, e siccome
conosco tutti, vengo a sapere
dal direttore dell’albergo
dove lei lavora
come cameriera
che pure lei è fiumana.
e così mi fermo fino a sera,
e rimango a cena,
solo per chiederle di poterla
accompagnare
e lei no, quella sera prende
l’autobus.

Quel giorno ero
a Uvala Scott.
Sono andata in spiaggia
nella pausa che avevo
prima di tornare al lavoro.
Quando ho visto
quell’uomo
ho solo pensato
che doveva essere
un tipo sveglio.
Nient’altro che questo.
Dopotutto avevo 21 anni.

Se qualcuno ora
mi chiedesse
perché
non saprei cosa rispondere.
Perché mi sono sposato?
Perché poi a 48 anni,
la prima e unica volta?
Forse per gli altri?
Che la smettessero
di fare battute
o di chiedersi
perché fossi solo.
Ma io so per certo
che solo
volevo rimanere
e che solo
dovevo rimanere.
Ero pieno di soldi.
Ma mi mancava
qualcosa
al di là
di quello che gli altri
pensavano di me.

Perché non ho accettato
che quella sera
quel bel tipo
mi accompagnasse a casa?
Non lo so dire.
Forse per fare la preziosa.
Dopotutto noi donne
siamo abilissime
nell’arte di sedurre.
E può più un rifiuto
che mettersi a piangere
perché uno non si vuole sposare. 

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