«Complesso Benčić». Sta per nascere un parco urbano

L’architetto Saša Randić ha presentato ai media l’aspetto che avrà la grande area verde circostante, la cui realizzazione è una scelta logica ma anche storicamente motivata

Il grande piazzale al centro del parco sta prendendo forma

Quello che è stato definito il quartiere culturale di Fiume, ovvero la zona dell’ex complesso industriale del Benčić, sta prendendo forma e i cittadini usufruiscono dei servizi dei Musei (civico e dell’Arte moderna e contemporanea) e della Biblioteca Stribor in seno alla Casa dell’Infanzia. Anche se ben tre edifici sono agibili e completamente ristrutturati, è ancora in fase di costruzione la nuova Biblioteca civica e l’enorme cantiere in seno al Benčić interessa anche quell’area circostante che nei prossimi mesi dovrebbe prendere forma.

Saša Randić, Marko Filipović e Vojko Obersnel

Un’area a misura di bambino
I lavori che interesseranno lo spiazzo attorniato dagli edifici culturali sono stati il tema della conferenza stampa di ieri alla Casa dell’Infanzia, alla quale hanno presenziato il sindaco di Fiume, Vojko Obersnel, Srđan Škunca, capodipartimento per lo sviluppo, l’urbanistica, l’ecologia e la gestione del territorio, Maja Malnar, capodipartimento per le attività comunali, Ivan Šarar, capodipartimento per la cultura, Marko Filipović, attuale vicesindaco e candidato sindaco di Fiume, Niko Cvjetković, direttore della Biblioteca civica e l’architetto Saša Randić.

La presentazione ufficiale, accompagnata da immagini fatte al computer, simulazioni e piantine d’epoca che mostrano com’era la zona qualche secolo fa, è stata tenuta dall’architetto Randić, il quale ha spiegato le ragioni di alcune scelte urbanistiche e i vantaggi per i cittadini. “La realizzazione di una grande area verde è stata non soltanto una scelta logica, ma anche una scelta storicamente motivata – ha esordito Randić -. La zona dell’ex complesso industriale, infatti, anche nel periodo di maggiore sviluppo, ha sempre avuto un cuore verde. Lo dimostrano le prime illustrazioni del 1775 nelle quali si vedono i vigneti in alto, dai quali ha preso il nome il rione di Braida e il neocostruito Palazzo dell’ex Zuccherificio, dietro al quale c’era un giardino. Vogliamo realizzare un parco con alti alberi e tanta ombra, ai lati del quale ci sarà un piccolo parcheggio provvisorio per 57 macchine. Idealmente, in un futuro non definito, tale parcheggio dovrebbe essere sostituito con un’ulteriore area verde, ma per il momento ci limiteremo a piantare sia alberi, tra cui il bagolaro (Celtis australis o in croato koprivić), che piante rampicanti come l’edera, che copriranno parte delle strutture in cemento. A differenza di alcuni parchi nei quali è vietato calpestare le aiuole e camminare sull’erba, in questo parco i bambini e gli adulti saranno invitati a usare in libertà tutte le aree verdi, a seminare o piantare fiori. In macchina vi si potrà entrare da via Manzoni, ovvero dal punto in cui una volta si trovava il terrazzo del ristorante ‘Viktorija’, oppure dalle due entrate in via Tesla”.

Ivan Šarar e Niko Cvjetković

Mantenuto il corso d’acqua
L’architetto ha spiegato che è stato preservato il corso d’acqua, chiamato Potok o Braida e che in due punti sarà visibile lo scorrere dell’acqua, proprio come il lavatoio costruito all’inizio del XIX secolo e che si trovava nascosto dal terrazzo del ristorante “Viktorija”. Il lavatoio nacque in concomitanza con l’ospedale di Fiume e veniva usato per lavare la biancheria e le lenzuola.

L’architetto Saša Randić ha illustrato l’aspetto che avrà la nuova area verde

Il mosaico di Edo Murtić in un padiglione
Il parco non sarà soltanto una splendida area verde, ma avrà anche un carattere culturale. In un padiglione all’aperto, nei pressi della nuova Biblioteca civica, verrà collocato il mosaico di Edo Murtić che fino a pochi anni fa ornava le pareti dell’ex ufficio postale sul Corso. Sulla grande piazza centrale si potranno tenere concerti o altri eventi culturali. I lavori di ristrutturazione sono divisi in due fasi di cui la prima riguarda la parte occidentale della zona e dovrebbe concludersi tra qualche mese, mentre la seconda riguarda la parte nei pressi di via Manzoni e sarà terminata in futuro, proprio come la zona nei pressi dell’edificio della Biblioteca civica.
Una zona tra storia, cultura e natura
A ricordare la complessità di quest’intervento urbanistico e architettonico è stato ancora una volta il sindaco di Fiume, Vojko Obersnel, il quale ha spiegato che il piano iniziale, per quanto strutturato, non ha potuto prevedere tutta una serie di problemi legati alla statica del terreno, ai corsi d’acqua, alle infrastrutture elettriche e di altro tipo, che si sono dovuti risolvere prontamente, man mano che i lavori procedevano. Il piano per la nuova area verde, provvista di padiglione culturale e spazio per concerti e installazioni artistiche, è un sogno che sta diventando realtà, ma come spesso avviene nella città di Fiume, gli edifici più belli, le zone più ordinate e curate, diventano spesso meta di vandali e malintenzionati. Il sindaco e i suoi collaboratori, pur sottovalutando il problema, hanno promesso di collocare delle videocamere nei punti strategici della zona.

Facebook Commenti