Umago. Resta l’emergenza alluvioni

Per dieci anni era stato necessario fare i conti con un fenomeno devastante, che aveva causato danni per alcune decine di milioni di kune. Il vicesindaco, Mauro Jurman, sostiene: «Oggi la città è più sicura, ma bisognerà investire ancora per risolvere il problema»

Umago dieci anni fa sommersa dall’acqua e dal fango

A distanza di dieci anni dalla disastrosa inondazione che nottetempo mise in ginocchio Umago, con interi quartieri allagati, il cimitero sommerso, oltre 150 automobili danneggiate e molte persone che avevano rischiato di annegare negli scantinati, gli umaghesi si sentono veramente sicuri? Le piogge alluvionali in questa zona hanno sempre creato dei problemi, ma ora i fenomeni si sono fatti più frequenti e più violenti, soprattutto perché le mareggiate, accompagnate dal fenomeno dell’acqua alta, sommergono le rive e la piazza.

“Sì, la città ora è molto più sicura, anche se gli imprevisti succedono sempre – così il vicesindaco, Mauro Jurman –. Abbiamo investito parecchio nei canali antialluvionali e lungo la costa, ma l’innalzamento del mare e le rive basse sono un problema che preoccupa non soltanto noi, ma tutte le città costiere. Per quanto ci riguarda, sarà nostro dovere investire anche in futuro, assieme all’Autorità portuale, per ridurre al minimo il rischio delle inondazioni. Penso all’acqua alta e alle mareggiate”.

Il pericolo in autunno
Un problema, quello delle alluvioni, che in passato ha causato un sacco di problemi sia nella zona del centro che nei rioni di Comunella, Pozioi e Tribie. Ad ogni acquazzone autunnale, le vie di Umago venivano sommerse dall’acqua. Il culmine lo si era avuto nel mese di settembre del 2010, quando il fenomeno aveva colto tutti di sorpresa, provocando danni per decine e decine di milioni di kune. Allora i canali che circondavano Umago erano straripati e una valanga di acqua si era riversata in città. Si era deciso di correre ai riparti e migliorare le condizioni di sicurezza, costruendo nuovi canali e sanando quelli vecchi.

Il piano anti-inondazioni predisposto dalla Città con l’Ente idrico statale “Hrvatske vode“ ha avuto pure l’obiettivo di scongiurare l’inondazione dei campi. Solo negli ultimi anni l’Ente ha investito a Umago 15 milioni di kune, mentre nei precedenti 20 anni non più di 400mila.

A Umago sono stati investiti 8,5 milioni di kune nelle zone del nucleo storico, a Cresine, Spina e Salvore. Inoltre sono stati finanziati 30 progetti per la costruzione della canalizzazione dell’Umaghese. Ora si punta su un sistema per lo smaltimento delle acque in grado di garantire sicurezza da una parte e acqua pulita dall’altra, da riutilizzare, per esempio, per l’irrigazione delle aree verdi.

I canali reggono bene

Peggio ancora nel 1947
Stando alle testimonianze di alcuni umaghesi, il 1947, in quanto ad alluvioni, era stato peggio ancora del 2010: a Spinel si poteva andare in barca e l’acqua si era ritirata solo dopo una settimana.
Proponiamo quanto pubblicato dal nostro quotidiano dieci anni fa sull’emergenza: “La piena dei corsi d’acqua che portano a Umago è arrivata verso le 2 di notte di domenica: un disastro. Notevoli danni pure a Cittanova. Il nuovo Palasport è stato allagato e il parquet è andato praticamente distrutto. A Cittanova sono confluiti i pompieri di mezza Istria, ma il danno è comunque grande. La stessa sorte è toccata a due terzi della città di Umago. L’area del cimitero è stata completamente allagata; centinaia di tombe sono state ricoperte di fango e detriti. L’acqua ha allagato centinaia di case e scantinati, strade, travolto automobili, ha fatto saltare i tombini della canalizzazione. L’acqua travolgente ha fatto annegare centinaia di galline e maiali. I danni si conteranno per giorni, visto che oltre alle case e alle automobili, l’acqua ha inondato decine di ettari di vigneti, nel bel mezzo della vendemmia”.
Ora dunque, con la cintura di canali antialluvionali la città è più sicura, ma per contrastare le mareggiate autunnali bisognerà ancora investire e molto.

Facebook Commenti