Gli effetti medicinali dell’olio d’oliva

Presentati i risultati del Progetto ARISTOIL nell’ambito del quale sono stati analizzati oltre 4mila prodotti

Foto: Zarko Basic/PIXSELL

Olio d’oliva. Parliamone. Qualcuno, probabilmente, dirà “ancora?”. Ebbene sì: messa agli atti la raccolta e le rassegne, ne parliamo per il Progetto ARISTOL, illustrato ieri nell’elegante Casa dell’olio d’oliva istriano.
ARISTOIL, come detto, è un progetto internazionale finanziato dal Programma INTERREG MED, partecipato finanziariamente dalla Regione Istriana, che si è svolto dal 1.mo novembre 2016 al 31 agosto 2019. Vi hanno preso parte cinque Paesi del Mediterraneo, produttori di olio extravergine d’oliva: Italia, Spagna, Grecia, Cipro e Croazia.
Ai presenti, in gran parte produttori, si sono rivolte per prima la titolare della Casa dell’olio d’oliva, Lorena Boljunčić e la direttrice della Pro loco polese, Sanja Cinkopan Korotaj.
Boljunčić ha detto della “missione” della Casa dell’olio d’oliva, che è sì quella di dare uno spaccato della storia dell’olivicoltura, ma anche di educare i consumatori dell’olio d’oliva a distinguere il prodotto. La Casa è nella Comunità delle strade dell’olio extravergine d’oliva dell’Ue, è stata premiata per il migliore design degli spazi e infine quest’anno è stata pure nominata Migliore museo slavo per l’anno 2019.
Sanja Cinkopan Korotaj ha portato ai presenti un messaggio dell’assessore regionale al Turismo, Nada Prodan Mraković (assente in quanto era in corso di svolgimento la seduta dell’assemblea regionale) e che infine ha avuto qualche considerazione personale sui risultati del progetto: “abbiamo avuto conferma che il nostro olio è, oltre che buono pure medicinale e certamente nel settore turistico ne parleremo e lo promuoveremo”.
Del progetto in sé ha parlato la prof. dr. sc. Tea Bilušić, dell’Università di Spalato, coordinatrice dell’ARISTOL per la Croazia. All’attivo dell’esperta un dottorato di ricerca in materia di nutrizionismo all’Università di Zagabria, specializzazioni all’INRA di Pargi, all’Università di Friburgo (Svizzera), al TUM di Monaco e all’Università di Regensburg (Germania) e molte pubblicazioni in materia.
Il Progetto ha avuto quale finalità stabilire la quantità (più elevata) di fenoli (>250 mg/kg), in modo da dichiarare gli effetti medicamentosi e medicinali del prodotto, soprattutto sul sistema cardiocircolatorio, come da regolamentazioni europee. Nell’ambito del progetto, in tre anni sono stati analizzati oltre 4mila oli extravergine d’oliva. Quelli provenienti dalla Croazia sono risultati essere i migliori in questo senso. Gli oli di provenienza croata, nel 97 p.c. dei casi hanno fatto registrare una presenza elevata di fenoli (oltre 250 mg/kg), quelli spagnoli nel 95 p.c., gli oli greci nel 71,6 p.c. dei casi, i ciprioti nel 60 p.c. e infine gli oli italiani nel 55 p.c. dei campioni analizzati. Finora gli oli della Croazia non erano stati radiografati da questo punto di vista, e se è stato possibile farlo lo si deve proprio a Tea Bilušić, che ha contattato un esperto greco.
I fenoli sono la componente più variabile dell’olio e rappresentano la risposta della pianta alle situazioni stressorie. Nessun altro olio oltre a quello d’oliva ne contiene, da qui l’elevato potenziale medicinale di quest’ultimo. A condizione, però, come detto, di raggiungere i livelli stabiliti ex lege. Dopo varie ricerche, naturalmente, perché come per l’industria farmaceutica è difficile immettere sul mercato un prodotto considerato valido dal punto di vista curativo senza previe dimostrazioni.
I fenoli… fanno bene al sistema circolatorio, in caso di diabete e malattie metaboliche, malattie reumatoidi, patologie del fegato, cambiamenti epigenetici, malattie neurodegenerative e infine è stato dimostrato che è in grado di incidere sull’insorgenza di alcuni tipi di tumore.
Una panacea, insomma. Certo, non possiamo dire di non esserne al corrente, ma forse non sapevamo in quale misura l’olio extravergine d’oliva fosse benefico. Quindi, dà il meglio nel piatto ed è alimento funzionale naturale. Va detto che può essere alimento funzionale pure uno geneticamente modificato: l’olio extravergine d’oliva ha il valore aggiunto della non manipolazione. Giustificato, quindi, anche il costo non propriamente abbordabile. Aggiungiamo noi, va bene il costo, purché faccia davvero riferimento alla dichiarata qualità benefica dell’olio d’oliva e non sia invece pura questione di marketing. Serve in questo, quindi, una buona dose di serietà. Considerazioni personali, come detto.

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