Serve recuperare la memoria storica scritta nei cimiteri del comprensorio

Conclusa la prima fase del progetto si guarda al prosieguo delle operazioni

Nella prima fase dei lavori sono state restaurate pure le tombe delle famiglie Coslovich e Sabaz

La storia di Umago, molto travagliata, spesso dimenticata e da troppi ignorata, nel cimitero di San Damiano, che parla come un libro aperto, è ora visibile a tutti. Molte delle tombe storiche sono state recuperate e restaurate su iniziativa della locale Comunità degli Italiani “Fulvio Tomizza” e con il contributo della Città di Umago. Tombe che parlano di cittadini illustri, di personaggi che rivestono una grande importanza per Umago, ma anche dei fatti, come per esempio il bombardamento del piroscafo di linea San Marco, che faceva la spola fra la costa istriana e Trieste, o eventi che ricordano i partigiani, che per il loro coraggio non devono essere dimenticati.

Alcune tombe delle vittime del San Marco erano irriconoscibili

Peccato che non ci sia anche una lapide o una targa commemorativa per i piloti inglesi e americani, sepolti a Umago senza il benché minimo ricordo all’entrata del cimitero vecchio. Da quello che ci ha detto la vicesindaco, nonché presidente del sodalizio umaghese, Floriana Bassanese Radin, c’è ancora parecchio lavoro da fare, perché bisogna non soltanto individuare le tombe storiche, oggi irriconoscibili, ma anche catalogarle e poi restaurarle.

Floriana Bassanese Radin e Aleks Đurđević

La storia di Umago e del vasto territorio circostante è legata all’esodo del Secondo dopoguerra, allo smembramento delle famiglie, con il risultato che oggi molte tombe non hanno più nessuno che le curi. Ma non per questo devono essere dimenticate, anzi.
Non si tratta di tombe di una storia antichissima, ma recente; l’ultima dimora di gente che avrebbe dovuto avere ancora qualcuno a Umago e che invece ha visto i congiunti lasciare tutto e tutti. Nel cimitero, che non mente con le sue scritte e le sue date, è quindi depositata la storia vecchia e nuova, sul chi e come ha vissuto nel comprensorio attraverso la storia. Fatta di due guerre mondiali, dell’esodo e altri fatti. Non sempre chi è venuto dopo ha inteso capire questa storia e con essa la città.

Dignità alle tombe storiche

Lavori nel campo «F»
Ebbene, finalmente qualcosa si è mosso e dopo tanti tentativi è iniziato il restauro delle tombe considerate di importanza storica che si trovano nel campo “F”, sulla sinistra dell’entrata principale del cimitero di San Damiano, che negli anni è stato ampliato diverse volte.
La prima fase del restauro si è conclusa e il risultato è senza dubbio ottimo, perché molte lapidi tombali soltanto un mese fa erano praticamente illeggibili, rovinate e lasciate nel più completo abbandono. I lavori di restauro, che nel tempo continuerà non appena saranno individuate nuove fonti di finanziamento, sono stati eseguiti dalla ditta “Kamin” di Aleks Đurđević di Marussici.
Ecco che cosa ci ha detto la vicesindaco: “Tra i monumenti di rilievo storico-culturale che necessitano d’interventi e recuperi, un posto importante spetta proprio ai cimiteri. Sul territorio umaghese abbiamo sei cimiteri in uso e due in abbandono, che sono il vecchio cimitero di Petrovia, lungo la strada verso Giurizzani e il cimitero di Sant’Andrea a Umago. Questo degrado del patrimonio tombale era diventato proprio insopportabile. Vedere tante tombe cadere a pezzi era diventato penoso. All’interno del cimitero di San Damiano, lungo le file di cipressi, tombe antiche e logorate dal tempo, i monumenti tombali, le lapidi e gli epitaffi rappresentano una testimonianza autentica della presenza storica, umana e culturale della popolazione italiana e istroveneta nei secoli sul territorio umaghese: una testimonianza che va tutelata con una normativa adeguata che ne impedisca il degrado e la scomparsa.

Ogni tomba ha una storia diversa e importante

Per questo motivo, nel 2015 il sindaco di Umago aveva nominato una Commissione per la tutela del patrimonio cimiteriale con il compito di giungere a un decreto che proclami il cimitero storico patrimonio culturale della città, prima che le testimonianze ancora presenti nei monumenti tombali vengano definitivamente cancellate o disperse. Per arrivare al documento finale bisognava prima individuare e catalogare tutte le tombe storiche. Questo preciso compito lo ha svolto il Museo civico di Umago, che ha realizzato il documento base, cioè uno ‘Studio per lo sviluppo storico e territoriale, linee guida per la conservazione della memoria’, che finora raccoglie la catalogazione di un centinaio di tombe, con lo scopo di adottare la delibera sulla protezione e conservazione della memoria del cimitero di San Pietro Damiani a Umago (adottata dal Consiglio della Città di Umago nel febbraio 2018) e sulla conduzione di misure per la preservazione proposte in questo Studio da parte delle autorità e istituzioni competenti. Nella prima fase sono state recuperate le tombe della famiglia Coslovich, del dott. Carlo Apollonio e della famiglia Sabaz e i monumenti tombali delle vittime dell’affondamento del San Marco. Per farlo abbiamo speso 25mila kune, stanziate dalla Città di Umago, ma il lavoro di recupero continuerà anche in futuro”.

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