Rovigno. Il Museo tra riassetto e studio

Sono in corso i lavori di sanamento del tetto e la ristrutturazione del soppalco e del terzo piano della Casa gialla, nonché scavi archeologici a Palazzo Califfi

Il Museo civico e l’adiacente Casa gialla

Presso il Museo civico di Rovigno sono in corso i lavori di recupero del deposito di opere d’arte, comprendenti il sanamento del tetto, la ristrutturazione della struttura soppalcata del sottotetto e di quella del terzo piano della Casa gialla.

 

Il valore totale dell’investimento, finanziato dal Ministero della Cultura e dei Media e dalla Città di Rovigno, è di circa 500mila kune, IVA esclusa. L’appalto è stato affidato all’impresa Đozo, la supervisione degli stessi a Zoran Šušulić, della Con-Tec.

Con quest’investimento il Museo rovignese intende migliorare le condizioni dell’edificio e quelle di conservazione degli oggetti museali, con il proposito di ristrutturare l’intera sede e di allestire una mostra permanente che esporrà la storia di Rovigno dalla preistoria ai giorni nostri.

Il Museo è dislocato in alcuni edifici. Tra i più appariscenti, certamente Palazzo Califfi (il cosiddetto “Edificio rosso”), datato all’inizio del XVIII secolo e parte della Casa gialla, sorta nel 1680 come fondaco e successivamente diventata sede del Monte di pietà e dopo ancora Palazzo di giustizia. Ha assunto l’aspetto attuale nel 1869, quando la struttura divenne sede dell’allora Tribunale distrettuale. Si tratta di due edifici che furono costruiti lungo le mura cittadine, presso le rive dell’allora isola rovignese, che dopo il 1763, con l’interramento del canale, venne collegata alla terraferma.

”Il Museo della Città Rovigno, oltre al materiale archeologico e storico, custodisce un ricco fondo di oltre 2.500 unità artistiche. Queste comprendono dipinti e sculture di vecchi maestri e opere d’arte moderna e contemporanea, appartenenti al cosiddetto “Circolo artistico rovignese”, la cui selezione è stata recentemente presentata alla mostra “Maree” presso il Museo d’arte contemporanea dell’Istria. La funzione primaria dell’istituzione è però quella della raccolta e del mantenimento di oggetti museali per conservarli per le generazioni future”, ha asserito la direttrice del Museo, Tajana Ujčić, che ha colto l’occasione per ringraziare il Ministero della Cultura e dei Media, come pure il fondatore, ovvero la Città di Rovigno, per il loro continuo sostegno finanziario.

In concomitanza con i lavori di restauro, sono iniziati pure gli scavi archeologici al pianoterra di Palazzo Califfi, anch’essi finanziati dal Ministero della Cultura e dei Media e dalla Città di Rovigno e condotti dall’Istituto nazionale di restauro. I risultati della ricerca archeologica e geomeccanica in atto sono uno dei prerequisiti essenziali per la stesura del progetto principale, che vedrà la ricostruzione della sede del Museo. Ricordiamo che i sondaggi archeologici del 2019 si erano già rivelati particolarmente interessanti ed è per questo che si attendono con ansia altre novità dai sotterranei del museo rovignese.

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