L’arte e la sensibilità migliorano il mondo

Il tema scelto dalla «Leonardo Da Vinci» di Buie per il progetto d’istituzionalizzazione dell’insegnamento della storia del territorio ha portato i giovani a visitare aree importanti

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L’arte e la sensibilità migliorano il mondo
Durante la visita al borgo di Grisignana. Foto: MARINA PAOLETIĆ

Quest’anno l’argomento scelto dalla Scuola media superiore italiana “Leonardo Da Vinci” di Buie nell’ambito del progetto legato al’istituzionalizzazione dell’insegnamento della storia del territorio della Regione istriana ha portato gli studenti con la loro professoressa, Marina Paoletić, a indagare località artisticamente importanti, come Grisignana, Marussici e Cornaria, il parco “Forma Viva” e Pirano, per scoprire come “l’arte e la sensibilità migliorano il mondo”.

“Si tratta di una continuazione delle attività iniziate due anni fa a Grisignana e poi bloccate, purtroppo, dal Covid-19. In quel frangente eravamo riusciti a svolgere delle visite guidate a Grisignana, dove siamo stati accolti dal critico d’arte e scultore Eugen Borkovsky, che ci ha fatto da Cicerone e che ci ha dedicato anche delle lezioni introduttive in classe, ma anche dagli artisti Rok e Lea Zelenko, che ci hanno accolto nel loro atelier. Con la prof.ssa Zelenko abbiamo svolto anche un laboratorio artistico presso la locale CI e siamo stati accolti anche dal sindaco Claudio Stocovaz. Una tappa è stata dedicata anche a Verteneglio, più precisamente, alla galleria memoriale di Aleksandar Rukavina. Qui abbiamo appreso meglio la figura di quest’artista poliedrico e della sua visionaria e provvidenziale iniziativa di far diventare Grisignana la città degli artisti. Nel frattempo gli alunni che facevano parte del progetto hanno concluso il loro ciclo scolastico e per questo quest’anno abbiamo nuovamente visitato attentamente Grisignana, rispolverando le medesime attività, e abbiamo cercato di ampliare l’indagine sulla restante parte di territorio in quanto estremamente ricca di artisti e di attività di rilievo internazionale”, ha rilevato Marina Paoletić, coordinatrice e autrice del progetto, che è stato pure presentato recentemente al Festival della territorialità tenutosi a Parenzo.
Sono stati ben quindici gli alunni che hanno partecipato quest’anno al progetto, provenienti da vari indirizzi scolastici. Della I liceo, Carlotta Coronica, Alexandra Buić, Manola Erin Mišković Fusco, Sandi Bozić, Luna Krpan; della II liceo invece Elian Conti e Sara Szustkowska; Moris Radizlović e Lucio Laganis della III liceo; Stella Orzan della IV liceo; del ramo commercialisti (IV classe) Lara Krevatin, Ilaria Vesnaver e Marianna Zugan; Lana Lukić della 4ª informatici. Negli anni scorsi a contribuire al progetto sono stati Carlos Šepić, Caterina Napoletano, Raul Barnaba’, Linda Baissero ed Ela Ester Zorić. A visite compiute il loro compito è stato quello di diffondere attraverso un video, dei cartelloni con delle brevi biografie degli artisti più illustri di Grisignana e Marussici, ma anche, grazie ai post sul profilo Instagram (davinci_gram), le nozioni apprese durante queste uscite e lezioni didattiche. Quindi hanno scoperto come e perché Grisignana sia diventata la città degli artisti, ma anche chi erano i suoi artefici visionari.

La speciale pietra di Cornaria
“Una vera scoperta è stata Marussici con il suo parco di sculture e la vicina cava di pietra, dove fu attiva la Scuola internazionale di scultura ‘Cornaria’, fatti che in pochissimi conoscevano. Grazie a un’altra figura visionaria locale, il critico e artista Toni Biloslav, direttore delle ‘Obalne Galerije/Gallerie costiere’ di Pirano, si ebbe l’idea di sfruttare in ambito artistico i blocchi di pietra abbandonati in loco. Grazie all’appoggio locale quest’iniziativa ebbe i suoi frutti e dal 1980 ebbero inizio lezioni con gli insegnanti e giovani artisti della ‘St. Martin’s School’ di Londra, i quali sarebbero poi diventati scultori di fama internazionale. Qui giunsero per lavorare la pietra di Cornaria e risiedevano a Marussici per sei settimane, nel periodo estivo. Cornaria fu perciò una specie di ‘satellite’ di ‘Forma Viva’ di Portorose, il simposio internazionale di scultura, che negli anni ha ospitato allievi anche delle Accademie di Belle Arti di Lubiana, Sarajevo, Zagabria, Novi Sad e Belgrado. Per comprendere quanto speciale è stata per gli scultori la pietra bianca di Cornaria, abbiamo fatto visita al parco di sculture Forma Viva (Portorose) e siamo stati a Pirano, dove queste opere dialogano con il paesaggio urbano. Ci siamo poi cimentati a scolpire la pietra nell’ambito del laboratorio svoltosi presso l’atelier della scultrice Gail Moris”, ha aggiunto la Paoletić.
A Pirano non è mancata la visita alla mostra “Panorama”, alla città e alla piazzetta con le opere di Janez Lenassi e Masayuki Nagase nell’area del ghetto/quartiere ebraico, al museo del mare Sergej Mašera, alla galleria “Herman Pečarič” e, per i più audaci, la visita al campanile di San Giorgio. In conclusione i giovani hanno partecipato ad alcuni laboratori artistici. La scultrice Gail Morris, presso il suo laboratorio di scultura a Gomila, ha spiegato e mostrato come si scolpisce con gli attrezzi tradizionali e quelli moderni. I ragazzi hanno pure appreso che la pietra di Cornaria è anche molto resistente e che bisogna avere pazienza e molto serietà per realizzare un’opera concreta. È seguita poi una visita della galleria di Burhan Hadžialjević Bura a Momiano.
Quindi con le uscite didattiche nelle diverse località, l’incontro e l’interazione con gli artisti locali e i laboratori didattici realizzati si è cercato di spiegare e trasmettere agli studenti il clima gioioso e artistico che ha contraddistinto Grisignana, Marussici con Cornaria e la limitrofa “Forma Viva” a Santa Lucia, di cui oggi si notano ancora gli influssi. Hanno così appreso molte nozioni quali l’abilità e le sensazioni che sono state riassunte nel video dal titolo “Marussici e Grisignana, dove l’arte non è lontana (II fase)”, realizzato da Elian Conti, Sara Szustkowska e Luna Krpan, arricchito dalle immagini realizzate con il drone da Sandi Božić, mentre gli audio sono a cura di Alexandra Buić, Manola Erin Mišković Fusco e Moris Radizlović. Il video realizzato in italiano presenta anche i sottotitoli in croato, tradotti dalla prof.ssa Lorena Monica Kmet. Stella Orzan, Lucio Laganis e altri hanno avuto invece il compito di arricchire e postare le attività sul loro profilo social. A breve sarà pubblicato in rete anche il video del progetto citato.

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